Scontro in Commissione Giustizia sulla presunzione di innocenza

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Lo scontro, nelle commissioni Giustizia sia della Camera che del Senato, matura sul decreto legislativo sulla presunzione d'innocenza, il principio sancito da una direttiva europea del 2016 che solo adesso l'Italia ha deciso di recepire. Un testo che, da quando è stato presentato ad agosto dal ministero della Giustizia, ha diviso subito i partiti del governo: da una parte tutto il centrodestra favorevole, ma sopratutto Enrico Costa di Azione che a marzo aveva chiesto il recepimento della direttiva europea, dall'altra Pd e M5S.
Al Senato, a sostenere le tesi di Costa non è solo il leghista Ostellari, ma anche Giuseppe Cucca di Italia viva che litiga con il capogruppo del Pd Franco Mirabelli. Che adesso dice: "Ci hanno di fatto impedito di votare un testo equilibrato che tiene insieme posizioni pur diverse della maggioranza. Rompere l'equilibrio è molto grave, e lo si fa strumentalizzando una direttiva europea che parla d'altro. Siamo di fronte a un caso di protagonismo per creare un asse tra il centrodestra e Italia viva con l'opposizione. Ma così si determina un clima del tutto irresponsabile sulla giustizia".

Fonte: Repubblica

Le mani delle mafie sui beni all'asta: sì del governo alla proposta Pd-M5S di una banca dati

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Articolo di Repubblica.

È stato e resta un formidabile territorio di caccia, per le mafie. Usurai e prestanome dei clan, con l'accesso alle aste giudiziarie, hanno portato a casa bottini immediati e facili. Un trend cresciuto nell'Italia della pandemia. Dati peggiorati a causa delle devastanti conseguenze economiche subìte da piccoli o grandi imprenditori, che hanno visto andare in malora i loro beni. Ecco perché l'antimafia istituzionale intende intervenire. E punta a portare a casa un'importante modifica normativa per restringere quelle maglie troppo larghe, grazie alle quali le cosche fanno shopping dei più disparati beni, da nord a sud.
Il governo ha quindi accolto la proposta M5S-Pd che prevede, nell'ambito della riforma della giustizia civile, l'istituzione di una Banca dati che raccolga vari e nuovi elementi sulle aste giudiziarie. Un 'cervellone' a cui dovranno ovviamente potersi collegare Direzione nazionale antimafia e le 26 procure distrettuali. Quei dati saranno "utili" per consentire agli uffici giudiziari di monitorare un fenomeno che, lo dicono anche le ultime inchieste, è esposto e permeabile. Ed attrae capitali criminali da riciclare.

Il Pd valuta una Commissione di Inchiesta sulle violenze nelle carceri

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L'idea è quella di proporre la costituzione di una commissione d'inchiesta in Parlamento che tratti non solo la vicenda a Santa Maria Capua a Vetere, ma tutte le violenze che si sono perpetrate nelle carceri italiane negli ultimi anni.
Ci stiamo pensando. E' una strada percorribile, occorre fare chiarezza.
In realtà un comitato che dovrebbe valutare tutte le problematiche dei penitenziari italiani è già stato istituito dalla Commissione Giustizia di palazzo Madama ma sarebbe necessaria una commissione d'inchiesta ad hoc che si occupi di queste situazioni.

Articolo della Stampa»

Doppia fiducia al Senato per le riforme della giustizia

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Articolo di Repubblica.

Al Senato scoppia la pace sulla giustizia. Il luglio caldo della Camera, con il M5S fino all'ultimo sulle barricate contro l'improcedibilità, è alle spalle. È senza storia la riforma del processo civile. Sono tutti d'accordo. Il pallottoliere degli emendamenti ne conta solo 24.
Domani sarà la sua giornata e passerà in prima lettura con la fiducia. Idem il giorno dopo, o al massimo giovedì mattina, per la riforma del processo penale. Giunta alla sua seconda e definitiva lettura. Il prossimo passo sarà quello dei decreti legislativi.
Complice il voto per le amministrative, al Senato si stringono i tempi. E in due giorni l'aula licenzierà le due riforme della giustizia su cui punta il governo per i fondi del Pnrr. Due fiducie. Ma stavolta sottotono. Niente polemiche. E il voto sul penale non dovrebbe riservare alcuna sorpresa dai banchi di M5S. Tant'è che nel pacchetto degli emendamenti - circa 1.800 - non figura nessuna richiesta di modifica da parte di M5S, ma solo 23 emendamenti di FdI e tutto il resto del gruppo di Alternativa c'è, gli ex senatori fuoriusciti da M5S. Dalla maggioranza invece neppure una proposta divergente rispetto al testo che pure ha creato a luglio tante polemiche alla Camera. Alla fine, comunque, qualche voto in dissenso, ma soprattutto qualche assenza che ha creato polemiche.

Mirabelli Commissario del PD a Savona per portare il partito al voto

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Articolo pubblicato dal Secolo XIX (file PDF).

Mentre sotto il sole di agosto la campagna elettorale per le amministrative si scalda nel capoluogo, per il Pd arriva una decisione importante. A Roma è stato scelto il commissario che traghetterà il Partito Democratico sino al congresso di ottobre. È Franco Mirabelli, milanese, 61 anni, vicepresidente del gruppo Pd in Senato e membro della commissione giustizia.
Una nomina attesa quella del commissario-traghettatore, visto che la poltrona del segretario provinciale è vacante da marzo scorso, quando Giacomo Vigliercio, a fine mandato, anticipò le sue dimissioni. Da quel momento era scoppiata una vera e propria guerra interna al Pd. Con un obiettivo. Individuare un sostituto, capace di accompagnare il partito al congresso autunnale passando per la delicata fase delle elezioni amministrative a Savona e in altri Comuni del territorio. Tra scontri e veleni, però, non si era giunti ad un accordo: da qui, l’obbligo del commissariamento.
Un nome di alto profilo quello di Mirabelli, la cui ufficializzazione arriverà nei prossimi giorni da Roma. Figura di spicco dell’Area Dem, insieme a Dario Franceschini e Roberta Pinotti, la sua nomina è segno dell’attenzione che, a livello nazionale, viene posta sulla Liguria e, in particolare, su Savona.
Unanime il giudizio positivo sulla scelta del commissario che conosce bene il territorio, soggiornando a Bergeggi.

La maggioranza ha un guaio sulla legge sull'omotransfobia

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Articolo pubblicato da Domani (file PDF).

La Lega si prepara a fare muro sulla Legge Zan in Commissione Giustizia al Senato. Tentando varie strade. La prima è pretendere di non affrontare «temi divisivi» per la maggioranza: «È come se noi volessimo riproporre i decreti Salvini», dice il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari.
«Un'idea sbagliata, ed è un'umiliazione del Parlamento che ha tutto il diritto di votare una legge già approvata alla Camera», replica il capogruppo Pd in commissione Franco Mirabelli.
«Al primo ufficio di presidenza utile insisteremo», quello di martedì scorso è misteriosamente saltato, «e se il presidente Ostellari rimanderà la questione alla capigruppo, si affronterà in quella sede».
Sarà una prova di forza del nuovo Pd? «Non una prova di forza ma una prova di buonsenso», risponde Mirabelli.