Il coronavirus scopre le carceri

pubblicato il .

Intervista di La Via Libera.

L'emergenza coronavirus porta alla ribalta un vecchio problema del sistema carcerario: il sovraffollamento. Molti denunciano la gravità della situazione e chiedono misure di clemenza, mentre il governo ribadisce la linea dura.
Mentre nei luoghi pubblici bisogna tenere la distanza di un metro per ridurre il rischio di contagio da coronavirus, nelle carceri ogni detenuto ha circa tre metri quadri di superficie a disposizione e talvolta in una cella di dieci metri vivono anche sei persone. Si indaga per capire se dietro le proteste degli ultimi giorni ci sia stata una “regia” unica, circola l’ipotesi di rivolte animate dalla criminalità organizzata, ma in molti casi la ragione è più semplice: il malessere di condizioni di vita già difficili, inasprite dalle restrizioni anti-Covid19 previste dal Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria e dal decreto legge dell'8 marzo. Chi è in semilibertà non può uscire dal carcere fino al 31 maggio e i colloqui coi familiari sono sospesi fino al 22 marzo. A queste restrizioni si aggiunge la paura di ammalarsi, dato lo spazio poco salubre, le celle sovraffollate e l’assistenza sanitaria sotto gli standard previsti. Così su Internet sarebbero girati, nei giorni prima degli ultimi fatti, appelli a protestare con la “battitura” delle sbarre, un metodo di protesta usato dai detenuti per attirare l’attenzione sui loro problemi.

La riforma complessiva del settore giochi deve essere una priorità

pubblicato il .

Rassegna stampa della Conferenza Stampa svolta alla Camera dei Deputati sul Settore Giochi:

Mirabelli (PD): “Serve una norma che riordini il settore, proibire il gioco spinge i consumatori verso l’illegale”
“Serve una norma che riordini il settore del gioco. Io ritengo che i lavoratori di questo settore vadano tutelati e che lo Stato non può continuare a tartassare il comparto, ma bisogna trovare un equilibrio. Proibire il gioco spinge i consumatori verso l’illegale”. E’ quanto ha detto il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo del Pd, nel corso della conferenza stampa alla Camera dei Deputati prima della manifestazione degli addetti del comparto degli apparecchi da intrattenimento prevista nel primo pomeriggio. “L’idea del Governo è quella di tassare le vincite e quindi andare a colpire anche il Gratta e Vinci e il Lotto, ma purtroppo questo aumento di tassazione non viene utilizzata per aiutare il settore. Nella riforma complessiva del gioco bisogna fare delle scelte, c’è bisogno di decidere le sue dimensioni e una fiscalità che sia più costante. Inoltre, penso che un intervento utile sia quello di diminuire la domanda e l’offerta del gioco pubblico”, ha concluso Mirabelli.

Chiediamo processi rapidi

pubblicato il .

"Noi stiamo ponendo un problema molto serio. Quando, se, entrerà in vigore la riforma Bonafede" servono "garanzie per i cittadini" di avere "processi rapidi. Su questo non e' sufficiente ciò che il confronto ha prodotto". Lo spiega all'AGI il senatore Pd, Franco Mirabelli, che prende parte al tavolo sulla riforma del processo penale, che si è già riunito a Palazzo Chigi. Servono "tempi rapidi e una norma di chiusura diversa" altrimenti si rischia che i cittadini non abbiano un processo "giusto", osserva, tornando sulle posizioni già espresse al vertice di maggioranza che si e' svolto nei giorni scorsi. Sulla vicenda della prescrizione e' intervenuto in giornata anche Luigi Di Maio.