Il futuro passa dallo sviluppo sostenibile, pensare solo all'oggi è pericoloso

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Articolo pubblicato da Huffington Post.

Il nuovo anno è cominciato e credo sia giusto e doveroso che la politica scelga le priorità guardando ai problemi più urgenti del Paese, ai bisogni delle persone in difficoltà, ma anche alla necessità di contribuire a migliorare il futuro per le nuove generazioni.
Pensare al futuro oggi non è più un obbiettivo astratto ma una necessità concreta per tutti.
L’idea che si possa pensare solo all’oggi, consumando risorse e pregiudicando l’ambiente, è un’idea pericolosa. Innanzitutto perché è ormai evidente che, se non si assume il tema della sostenibilità come centrale, si rischia di compromettere sia la qualità sia la stessa possibilità di esistenza futura del Pianeta e i mutamenti ambientali sono lì a dimostrarlo. Secondariamente perché non è più vero che si vive meglio consumando tanto, anzi, le scelte di qualità ambientale, alimentare, nella mobilità e nei ritmi e tempi migliora la vita.
Assumere la sostenibilità, non solo sociale ma anche ambientale, come la priorità per una nuova idea di sviluppo è fondamentale ed è un impegno molto concreto, fatto di scelte politiche ma anche di comportamenti collettivi e individuali che cambiano in meglio le cose.

Per rilanciare l’Italia occorre una politica sociale governativa ma anche l’impegno convinto dei cittadini

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Articolo pubblicato dal mensile Zona Nove.

Il nuovo anno è cominciato e credo sia giusto e doveroso che la politica scelga le priorità guardando ai problemi più urgenti del Paese, ai bisogni delle persone in difficoltà, ma anche alla necessità di contribuire a migliorare il futuro per le nuove generazioni.
Nella manovra di bilancio di quest’anno sono ben indicate le priorità: lavoro e giustizia sociale.
Significa creare occupazione facendo partire le opere pubbliche già finanziate, aiutando le imprese che investono sull’innovazione e che assumono ma significa anche ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti con redditi medio bassi. Significa nuove assunzioni nella Pubblica Amministrazione - ed in particolare nella Sanità - ma anche meno costi per i cittadini, a partire dall’abolizione del superticket.
In un Paese in cui si evadono ogni anno 110 miliardi di euro, però, giustizia sociale significa anche combattere l’evasione, far pagare tutti, non giustificare sempre e comunque chi non paga.

Ciò che ha detto Di Maio sulla prescrizione non ha alcun senso, ma nessuna crisi di Governo

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Intervento a "Lavori in Corso" su Radio Radio (video).

La scorsa maggioranza ha votato la cosiddetta legge spazzacorrotti Bonafede-Lega che di fatto ha escluso la prescrizione per il secondo grado di giudizio con la scusa che in quest’anno si sarebbe dovuta fare una riforma per dare ai cittadini la garanzia della ragionevolezza dei tempi dei processi.
Questa riforma del processo non si è fatta e il primo gennaio in virtù di quella legge non votata da noi entrerà in vigore quella norma.
Noi stiamo ponendo una questione semplice: garantire tempi certi e un processo giusto.
Dichiarazioni come quelle di Di Maio di oggi non hanno alcun senso.
Se c’è da essere preoccupati per la tenuta del Governo? Io ritengo le dichiarazioni di Di Maio incomprensibili, faccio anche riferimento a quanto detto da Conte e dal Ministro della Giustizia… Dobbiamo trovare una soluzione e stiamo lavorando per trovarla.
Fare polemica tanto per fare polemica credo che sia inutile se non dannoso.
Le ragioni per cui abbiamo fatto questo governo qualche mese fa sono ancora tutte in campo.

Video dell'intervista»

M5S non può dettare l'agenda del Governo: intesa politica o non si va avanti

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Intervista di Affaritaliani.

"Le elezioni regionali sono appunto elezioni regionali. E' chiaro che hanno una grande importanza, prima di tutto perché determinano il governo di quelle Regioni. E' evidente che per noi l'Emilia Romagna riveste un ruolo di particolare importanza e sono convinto che non perderemo. E' chiaro però che una sconfitta aprirebbe una fase di riflessione al nostro interno, anche se questo non vuole dire che il voto del 26 gennaio sia un referendum sul Governo". Lo afferma ad Affaritaliani.it Franco Mirabelli, vice capogruppo del Partito Democratico al Senato.
Voto regionale a parte, dal Pd arriva un messaggio molto importante ai 5 Stelle e a Luigi Di Maio: "Dopo l'approvazione della manovra ci sarà un passaggio decisivo per il futuro del Governo e capiremo se questa alleanza può avere una prospettiva", spiega Mirabelli. "Per raggiungere un'intesa politica è importante che i 5 Stelle intendano fare non tanto un contratto, che per noi non è la soluzione, bensì mettere in campo un'idea di Paese e di riforme per i prossimi tre anni nell'interesse dei cittadini. Il futuro del governo dipende da questo punto e non dalle elezioni regionali del 26 gennaio".