Il Governo ha presentato all’Europa il Piano della ripresa

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Articolo pubblicato da Zona Nove.

Alla fine del mese scorso il Governo Draghi ha presentato all'Europa il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l'insieme dei progetti e degli interventi con cui l'Italia vuole utilizzare gli oltre 220 miliardi che, anche grazie all'impegno del Governo precedente, sono stati messi a disposizione del nostro Paese nell'ambito di un piano di investimenti che deve aiutare ogni realtà europea a ripartire dopo questa terribile pandemia, che ha portato a tanti lutti e colpito l'economia e la vita del mondo intero.
Spendere tanti soldi per realizzare interventi che nel 2026 dovranno essere conclusi, rappresenta una opportunità straordinaria per l'Italia per ripartire sapendo che l'obbiettivo non può essere quello di ripristinare ciò che c'era prima del Covid ma deve essere quello di immaginare il Paese di domani, innovarlo per vivere meglio ed essere all'altezza delle sfide del futuro, superando i problemi e i ritardi patologici che ci hanno condizionato per tanti anni. Per questo, accanto alle linee di intervento, il PNRR è condizionato a riforme importanti: quelle della Giustizia, della Pubblica Amministrazione, senza cui è impossibile pensare di spendere tanti miliardi realizzando tante opere in 5 anni, e del fisco, combattendo l'evasione fiscale e il lavoro nero per poter ridurre le imposte.

Si parte con la Legge Zan

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Intervista dell'AdnKronos.

«Un buon risultato visto quanto accaduto. Ora è possibile andare avanti con un iter “normale”». È soddisfatto Franco Mirabelli, capogruppo Pd in Commissione Giustizia al Senato, dove oggi il disegno di legge Zan è stato adottato come unico testo in discussione, gli altri 4 depositati sono stati disgiunti con 12 voti a favore e 9 contrari.
«Resta da solo il disegno di legge Zan approvato alla Camera dei Deputati, come è giusto che sia. Dopo 4 mesi di ostruzionismo e manovre dilatorie - dice Mirabelli all'Adnkronos - ora siamo dentro un percorso normale, quello che fanno tutti i disegni di legge. Si è aperta la discussione generale, giovedì ci saranno le audizioni e si andrà avanti finalmente. Un buon risultato».
Il voto di oggi «certifica» che c'è una maggioranza a favore del disegno di legge Zan?
«Sì e lo sapevamo, visto che siamo stati costretti a votare anche l'incardinamento del disegno di legge, per metterlo in calendario.

Le priorità per riformare la Giustizia

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Articolo pubblicato sulla rivista Gente in Movimento.

Nelle Commissioni Giustizia della Camera dei Deputati e del Senato, abbiamo già avuto modo di interloquire più volte con la Ministra Cartabia riguardo alle scelte sulle materie di sua competenza.
Adesso si apre una fase che non sarà lunga: il tempo che resta da qui alla fine della Legislatura, infatti, non è molto. Tuttavia, sarà una fase importante perché davvero si potrebbe riuscire a mettere mano a interventi decisivi per migliorare lo stato complessivo della Giustizia italiana e anche per questo vi è la necessità di individuare delle priorità da portare avanti. È evidente che abbiamo bisogno di fare la riforma del Processo Civile perché serve complessivamente al Paese per l’economia, l’attrattività per gli investimenti, la competitività.
Al di là di eventuali interventi normativi, inoltre, ci sono alcuni interventi organizzativi che si devono fare presto, anche utilizzando le risorse del Recovery Fund. Una prima questione riguarda la condivisione delle best pratics. Ci sono strutture della Giustizia civile italiana che funzionano, hanno tempi di smaltimento delle cause rapidi e altre dove invece i tempi sono lunghissimi. 

Avanti con il DDL Zan, no ad altri testi

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Intervista dell'AGI.

Avanti con il disegno di legge Zan in Commissione Giustizia al Senato. Ma se Lega e Forza Italia dovessero continuare con "manovre dilatorie o ostruzionistiche, allora valuteremo anche la possibilità di andare direttamente in Aula". Il vicepresidente dei senatori del Pd, Franco Mirabelli, spiega così l'esito della riunione con Iv, Leu e M5s sulla legge contro l'omofobia all'esame di palazzo Madama, dove si registra un nuovo stallo, a seguito dell'annuncio di un ulteriore nuovo testo sulla materia da parte di leghisti e forzisti.
"Abbiamo verificato che tutte le forze politiche che hanno già approvato alla Camera il disegno di legge Zan e che hanno votato per la calendarizzazione del testo in Commissione al Senato continuano ad essere determinate ad andare avanti con il disegno di legge Zan, senza discutere di altri testi", riferisce il senatore dem all'AGI.
Dunque, ora "avviamo un confronto in Commissione Giustizia e lavoriamo per approvare il disegno di legge Zan. Se sarà possibile un confronto bene, altrimenti se continueranno le manovre dilatorie o ostruzionistiche allora valuteremo la possibilità di andare direttamente in Aula, prendendo atto che la commissione non è in grado di deliberare".