Conciliare la sicurezza con la dignità della persona

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L’importante relazione di oggi del Garante dei detenuti e delle persone private della libertà oltre ad aver fatto un quadro della situazione dell’attuale realtà carceraria e delle conseguenze che su di essa ci sono state in questi mesi di Covid, ha tracciato obbiettivi chiari per una agenda di riforme che metta al centro le persone e la funzione della pena prevista dalla nostra Costituzione.
La necessaria garanzia di sicurezza non deve confliggere con la necessità di garantire trattamenti che guardino al reinserimento sociale, maggiore attenzione e maggiori risorse per intervenire e preservare la salute mentale nel carcere, maggiore utilizzo delle pene alternative e delle misure trattamentali esterne.
L’alta sicurezza va garantita per i detenuti pericolosi ma ciò non può far dimenticare la centralità dei diritti delle persone recluse a espiare la pena in luoghi dignitosi e con opportunità di reinserimento.

Sulle carceri ascoltiamo l'appello del Papa e di Mattarella

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Il richiamo del Santo Padre come quello del Presidente della Repubblica non possono essere ignorati.
Bisogna evitare che nelle carceri la sovrappopolazione faciliti il contagio e si verifichi quella tragedia da cui il Papa ci mette in guardia.
Dobbiamo fare di più e abbiamo ora, nell’iter di conversione del decreto in Parlamento, la possibilità di farlo.
Favorire gli arresti domiciliari e dare licenze lunghe a chi già usufruisce dei permessi per buona condotta.
Non si tratta di liberare chi sta scontando una pena ma di agire con umanità nei confronti di tutta la comunità.

Il decreto "cura Italia" è un primo passo importante, anche per giustizia e carceri

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Il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri è uno sforzo gigantesco, un primo passo importante per aiutare famiglie e imprese.
È la dimostrazione che il nostro Governo vuole proteggere le persone in una fase tanto difficile. Mi pare giusto sottolineare che sulla giustizia e sulle carceri sono state introdotte norme utili, dalla sospensione fino al 15 aprile delle attività dei tribunali, a quelle di supporto per la magistratura onoraria.
Considero importante aver accolto la proposta di consentire gli arresti domiciliari per chi deve scontare pene fino a 18 mesi.
È un passo importante, per cui il PD si è battuto, al fine di ridurre il sovraffollamento carcerario che deve andare di pari passo con le misure previste per garantire la salute dei detenuti.

La situazione nelle carceri lombarde

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Intervento svolto a Radio Popolare (video).

Nelle carceri lombarde c’è una situazione di tensione che ieri a San Vittore ha prodotto una rivolta che si è diffusa man mano in quasi tutti i reparti.
Quasi tutti i reparti, infatti, sono stati fortemente danneggiati da incendi o altro.
È partito tutto dal terzo raggio, dove ci sono i detenuti tossicodipendenti, e poi la rivolta si è estesa ovunque, con alcuni detenuti che sono andati sui tetti.
La situazione al carcere di Opera, invece, mi sembra più tranquilla, nonostante nella notte ci siano state alcune manifestazioni fuori dove sono stati fatti esplodere petardi.
In generale, la situazione dovrebbe essere rientrata in quasi tutte le carceri italiane, a parte alcune situazioni più delicate.