Carceri e Costituzione: umanità, sicurezza, pene alternative

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Intervento alla Festa Nazionale dell'Unità a Modena (video).

Voglio fare una premessa: come ha detto il Garante per i Detenuti, Mauro Palma, penso anch’io che non possiamo cancellare con un colpo di spugna quello che è successo l’8 marzo nelle carceri. Credo che dobbiamo chiedere la verità.
Personalmente ho già preparato un’interrogazione perché qualcosa non ha funzionato.
C’è un’indagine della magistratura rispetto alle ragioni per cui è scoppiata la rivolta e per cui è scoppiata in così tante carceri contemporaneamente. Ci sono anche altre inchieste.
Io penso che sulla vicenda specifica del carcere di Modena ci sia qualcosa che va spiegato perché le persone sono state abbandonate e alcuni, abbandonati a se stessi, durante i trasferimenti hanno perso la vita e bisogna capire cos’è successo e le responsabilità.

Penso che siamo dentro ad uno scontro politico molto serio sulla vicenda delle carceri e sulla questione delle pene.
È stato ricordato nel corso del dibattito: c’è l’idea che tutto si risolva buttando via le chiavi. Questa è una lettura sicuramente molto più rassicurante per i cittadini e molto più capace di parlare alla pancia e all’istinto dei cittadini.

La destra prenda le distanze dalla piazza negazionista

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Oggi a Roma manifestano quelli che negano l’esistenza del pericolo Covid.
Sarà un coacervo di sigle e personaggi che non aiutano certo l’Italia ad avere la giusta consapevolezza della situazione che stiamo vivendo. Il Covid è un pericolo concreto con il quale dobbiamo convivere senza negarlo.
Negarlo vuol dire solo esasperare quei settori della società che con la pandemia hanno perso molto e ora sono socialmente arrabbiati.
Per questo è necessario che la politica, e la destra in particolare, prenda le distanze dalla manifestazione di oggi.
Si può contrastare e contestare l’azione del governo, non si possono però avallare idee e teorie negazioniste, bocciate dal mondo scientifico, solo per lucrare qualche voto più disperato di altri.
Mi auguro che i leader delle forze politiche di destra abbiano consapevolezza del loro ruolo e della responsabilità che hanno.

Conciliare la sicurezza con la dignità della persona

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L’importante relazione di oggi del Garante dei detenuti e delle persone private della libertà oltre ad aver fatto un quadro della situazione dell’attuale realtà carceraria e delle conseguenze che su di essa ci sono state in questi mesi di Covid, ha tracciato obbiettivi chiari per una agenda di riforme che metta al centro le persone e la funzione della pena prevista dalla nostra Costituzione.
La necessaria garanzia di sicurezza non deve confliggere con la necessità di garantire trattamenti che guardino al reinserimento sociale, maggiore attenzione e maggiori risorse per intervenire e preservare la salute mentale nel carcere, maggiore utilizzo delle pene alternative e delle misure trattamentali esterne.
L’alta sicurezza va garantita per i detenuti pericolosi ma ciò non può far dimenticare la centralità dei diritti delle persone recluse a espiare la pena in luoghi dignitosi e con opportunità di reinserimento.

Sulle carceri ascoltiamo l'appello del Papa e di Mattarella

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Il richiamo del Santo Padre come quello del Presidente della Repubblica non possono essere ignorati.
Bisogna evitare che nelle carceri la sovrappopolazione faciliti il contagio e si verifichi quella tragedia da cui il Papa ci mette in guardia.
Dobbiamo fare di più e abbiamo ora, nell’iter di conversione del decreto in Parlamento, la possibilità di farlo.
Favorire gli arresti domiciliari e dare licenze lunghe a chi già usufruisce dei permessi per buona condotta.
Non si tratta di liberare chi sta scontando una pena ma di agire con umanità nei confronti di tutta la comunità.