Visita alla casa circondariale di Ferrara

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Un incontro con la direttrice della casa circondariale di Ferrara, Maria Nicoletta Toscani, con visita a tutte le sezioni della struttura. E’ stata effettuata nei giorni scorsi dai senatori Paola Boldrini, vice presidente Commissione Sanità, e Franco Mirabelli, capogruppo in Commissione permanente Giustizia, nella cosiddetta forma di ‘missione’.
Una visita di oltre tre ore in cui, riepilogano Boldrini e Mirabelli, sono stati affrontati vari temi: progressiva carenza di personale, condizione e gestione dei detenuti e degli operatori stessi. Nell’ottica del miglioramento delle condizioni delle case circondariali, come ha ribadito Boldrini, vi è infatti la necessità di introdurre figure a supporto del personale, tra i più colpiti dallo stress da lavoro correlato, complice la carenza di organico.
In linea Mirabelli, che ha sottolineato l’attenzione del Parlamento e del Ministero per le condizioni degli istituti penitenziari, sia rispetto ai detenuti che agli operatori, ancor di più dopo l’avvento del Covid, che ha messo ancor più in evidenza vulnerabilità.

Doppia fiducia al Senato per le riforme della giustizia

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Articolo di Repubblica.

Al Senato scoppia la pace sulla giustizia. Il luglio caldo della Camera, con il M5S fino all'ultimo sulle barricate contro l'improcedibilità, è alle spalle. È senza storia la riforma del processo civile. Sono tutti d'accordo. Il pallottoliere degli emendamenti ne conta solo 24.
Domani sarà la sua giornata e passerà in prima lettura con la fiducia. Idem il giorno dopo, o al massimo giovedì mattina, per la riforma del processo penale. Giunta alla sua seconda e definitiva lettura. Il prossimo passo sarà quello dei decreti legislativi.
Complice il voto per le amministrative, al Senato si stringono i tempi. E in due giorni l'aula licenzierà le due riforme della giustizia su cui punta il governo per i fondi del Pnrr. Due fiducie. Ma stavolta sottotono. Niente polemiche. E il voto sul penale non dovrebbe riservare alcuna sorpresa dai banchi di M5S. Tant'è che nel pacchetto degli emendamenti - circa 1.800 - non figura nessuna richiesta di modifica da parte di M5S, ma solo 23 emendamenti di FdI e tutto il resto del gruppo di Alternativa c'è, gli ex senatori fuoriusciti da M5S. Dalla maggioranza invece neppure una proposta divergente rispetto al testo che pure ha creato a luglio tante polemiche alla Camera. Alla fine, comunque, qualche voto in dissenso, ma soprattutto qualche assenza che ha creato polemiche.

Scontro in Commissione Giustizia sulla presunzione di innocenza

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Lo scontro, nelle commissioni Giustizia sia della Camera che del Senato, matura sul decreto legislativo sulla presunzione d'innocenza, il principio sancito da una direttiva europea del 2016 che solo adesso l'Italia ha deciso di recepire. Un testo che, da quando è stato presentato ad agosto dal ministero della Giustizia, ha diviso subito i partiti del governo: da una parte tutto il centrodestra favorevole, ma sopratutto Enrico Costa di Azione che a marzo aveva chiesto il recepimento della direttiva europea, dall'altra Pd e M5S.
Al Senato, a sostenere le tesi di Costa non è solo il leghista Ostellari, ma anche Giuseppe Cucca di Italia viva che litiga con il capogruppo del Pd Franco Mirabelli. Che adesso dice: "Ci hanno di fatto impedito di votare un testo equilibrato che tiene insieme posizioni pur diverse della maggioranza. Rompere l'equilibrio è molto grave, e lo si fa strumentalizzando una direttiva europea che parla d'altro. Siamo di fronte a un caso di protagonismo per creare un asse tra il centrodestra e Italia viva con l'opposizione. Ma così si determina un clima del tutto irresponsabile sulla giustizia".

Fonte: Repubblica

Le mani delle mafie sui beni all'asta: sì del governo alla proposta Pd-M5S di una banca dati

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Articolo di Repubblica.

È stato e resta un formidabile territorio di caccia, per le mafie. Usurai e prestanome dei clan, con l'accesso alle aste giudiziarie, hanno portato a casa bottini immediati e facili. Un trend cresciuto nell'Italia della pandemia. Dati peggiorati a causa delle devastanti conseguenze economiche subìte da piccoli o grandi imprenditori, che hanno visto andare in malora i loro beni. Ecco perché l'antimafia istituzionale intende intervenire. E punta a portare a casa un'importante modifica normativa per restringere quelle maglie troppo larghe, grazie alle quali le cosche fanno shopping dei più disparati beni, da nord a sud.
Il governo ha quindi accolto la proposta M5S-Pd che prevede, nell'ambito della riforma della giustizia civile, l'istituzione di una Banca dati che raccolga vari e nuovi elementi sulle aste giudiziarie. Un 'cervellone' a cui dovranno ovviamente potersi collegare Direzione nazionale antimafia e le 26 procure distrettuali. Quei dati saranno "utili" per consentire agli uffici giudiziari di monitorare un fenomeno che, lo dicono anche le ultime inchieste, è esposto e permeabile. Ed attrae capitali criminali da riciclare.