Necessario tagliare le tasse sul lavoro per coniugare crescita e giustizia sociale

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Noi vogliamo colpire l’evasione fiscale, vogliamo tagliare le tasse sul lavoro e lasciare più soldi nelle tasche dei lavoratori dipendenti dei ceti bassi e medi.
Queste sono le nostre priorità, misure di equità, necessarie anche per far ripartire i consumi.
È urgente aumentare il potere d’acquisto di chi ha più difficoltà ad arrivare alla fine del mese, delle famiglie con figli, di chi deve pagarsi un mutuo per pagarsi la prima casa.
Nostro dovere è tenere insieme la crescita e lo sviluppo con la giustizia sociale.

Il nuovo Governo e gli obiettivi da raggiungere

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Intervento all'Assemblea del PD di Cinisello Balsamo (video).

Abbiamo bisogno di discutere e confrontarci dopo le vicende assolutamente imprevedibili che sono avvenute in agosto e che hanno cambiato tutto.
Abbiamo chiuso i lavori al Senato l’8 agosto, convinti che avremmo ripreso a settembre con lo stesso Governo in carica, nonostante le difficoltà e invece è cominciata all’improvviso una vicenda politica totalmente nuova che ci ha portati a formare e sostenere un nuovo Governo.
Credo che occorra partire da qui, dalle ragioni per cui abbiamo fatto delle scelte che hanno portato alla formazione del Governo e dai contenuti che devono guidare la nostra azione di Governo.
Questi sono i temi di cui dobbiamo discutere, senza rimuovere ciò che è avvenuto dopo ma l’obiettivo deve essere chiaro.
Evitiamo di metterci a fare una discussione tutta ripiegata su noi stessi e autoreferenziale come spesso ci capita di fare.
Abbiamo vissuto una fase difficile.
Quando Salvini ha deciso di far cadere il Governo abbiamo svolto un ruolo importante, da protagonisti, guidati dal Segretario Zingaretti che ha giustamente guardato prima di tutto alla necessità di garantire che in questo passaggio difficile ci fosse l’unità del PD.

Mettere al centro le persone

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Intervento svolto all'assemblea del Circolo PD di Rogoredo (video).

Abbiamo fatto molte assemblee in questi giorni ed è positivo stare in un partito che discute, in cui si esplicitano i dubbi, le incertezze e che ha eletto un gruppo dirigente con le Primarie, che contano molto di più dei sondaggi sulla piattaforma Rousseau.
In 15 giorni ad agosto abbiamo dovuto affrontare una crisi politica totalmente inattesa.
Penso che abbiamo gestito bene tutto questo e che Zingaretti sia stato molto bravo e che sia merito suo il risultato raggiunto perché ha saputo avere come bussola l’unità del PD.
In una fase così complicata, nulla si sarebbe potuto fare senza avere il partito unito.
Per una lunga fase non ci sono state le condizioni di trovare l’unità sull’ipotesi di fare un altro Governo che necessariamente doveva vedere come nostro alleato M5S. Sapevano che fino a pochi giorni prima c’era una parte del partito che considerava dirimente quel tema: ci sono state una fila di interviste a esponenti PD che dicevano “Mai con M5S” e minacciavano l’uscita dal PD in caso di accordo. Per questo Zingaretti ha annunciato subito l’intenzione di andare al voto: era la condizione che teneva insieme il PD.
Il cambiamento di linea di Matteo Renzi ha reso possibile lo sblocco della situazione e il raggiungimento dell’unità su questo punto.

Le sfide del PD al Governo

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Intervento svolto ad un'assemblea PD a Sesto San Giovanni (video).

Gli ultimi eventi che si sono accavallati non ci devono far rimuovere le ragioni di quello che è successo e delle scelte che abbiamo fatto.
Per capire la situazione attuale dobbiamo ripartire da lì.
L’8 agosto abbiamo chiuso l’attività del Senato convinti che il Governo giallo-verde sarebbe rimasto in piedi mentre poco dopo c’è stata la scelta assolutamente consapevole di Salvini di chiudere quell’esperienza e di chiedere le elezioni anticipate per avere “tutti i poteri per risolvere i problemi dell’Italia”.
Le scelte che abbiamo fatto e la tempistica in cui le abbiamo fatte sono una conseguenza di quel messaggio.
Il Presidente della Repubblica ha detto subito che non si poteva pensare di temporeggiare molto perché bisognava fare la Legge di Bilancio, evitando l’esercizio provvisorio.
Ci sono state delle discussioni e la prima sconfitta che ha subito Salvini è stata in Parlamento sulla votazione del calendario dei lavori. Salvini avrebbe voluto accelerare al massimo i tempi per andare a votare.
Il PD, nel frattempo, ha cominciato a recuperare protagonismo.