Milano non odia

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In tantissimi oggi sotto la pioggia per dire no ai razzismi, all’antisemitismo, all’intolleranza.
Dal binario da cui partì Liliana Segre per il campo di Birkenau a manifestare la nostra solidarietà per ciò che sta subendo, il nostro impegno perché la tragedia della Shoah non si ripeta e per affermare democrazia, libertà e rispetto reciproco.
Per difendere la memoria!



Renzi la smetta coi distinguo o non andiamo lontano

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Intervista di Affaritaliani.

"Penso che sia sbagliato dare un giudizio su un percorso politico possibile soltanto dopo un appuntamento in cui francamente era molto complicato vincere". Il vicecapogruppo del Partito Democratico al Senato, Franco Mirabelli, intervistato da Affaritaliani.it, commenta la chiusura di Luigi Di Maio ad alleanze in altre Regioni dopo i risultati delle elezioni in Umbria. "Dobbiamo costruire un'alternativa a Salvini e ai sovranisti a partire dal governo nazionale. La prima cosa da fare è preoccuparsi di far funzionare l'azione dell'esecutivo e di valorizzare tutto ciò che di buono viene fatto con la manovra di bilancio, evitando distinguo ogni giorno. Poi sui territori vedremo se si verificheranno le condizioni. L'Umbria è stata una forzatura e il tentativo di fermare l'avanzata del Centrodestra, che già governava in tante città di quella Regione. L'alleanza fatta così in un solo mese è stata davvero difficile".
Guardando ai prossimi appuntamento elettorali, Mirabelli afferma: "L'Emilia Romagna e la Calabria non sono la stessa cosa. E' evidente che non possiamo costruire una coalizione nelle Regioni partendo dai motivi per cui è nato il governo nazionale, cioè evitare che i sovranisti vincano e governino. Questo non è un argomento forte a livello locale.

Le elezioni in Umbria

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Intervento a SkyTg24 (video).

In Umbria abbiamo sicuramente subito una sconfitta pesante. La coalizione che si è presentata ha subito una sconfitta pesante. Sul fatto che da qui si possa partire a ragionare sull'Umbria come ad un laboratorio da cui trarre indicazioni sul Governo e sulla tenuta di una maggioranza, costituita da ex avversari e che sta lavorando insieme da pochi mesi oppure su scenari futuri, occorre aprire una riflessione seria.
È evidente che, in Umbria, un’alleanza PD-M5S costruita da circa un mese non si è radicata sul territorio.
Per quanto riguarda il PD, credo che il risultato (in leggerissima flessione rispetto alle elezioni europee) vada anche attribuito al fatto che in questi mesi il PD ha subito due scissioni (se ne sono andati Calenda e Renzi).
Dobbiamo, inoltre, chiarirci all’interno della maggioranza perché penso che il risultato delle elezioni in Umbria sarebbe stato migliore se in queste settimane, invece che alimentare continue polemiche, avessimo valorizzato ciò che c’è scritto nella manovra. Forse questo avrebbe dato maggiormente il senso di una coalizione che lavora per abbassare le tasse sul lavoro, che lavora su politiche ambientali e per combattere l’evasione fiscale.

Dalla vittoria di Penati in Provincia è partito il modello Milano

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Filippo Penati ci ha lasciato. Era tanto che non ci vedevamo e nell’ultima sua stagione politica avevamo tanto discusso e litigato. Ma tra noi non sono mai venuti meno stima e rispetto.
Un uomo intelligente, dalle grandi qualità umane, capace di pensare alla politica in modo sempre innovativo.
Ci mancheranno come ci sono mancate in questi anni le sue provocazioni, il suo essere sempre sorprendente.
Personalmente gli devo tanto: la fiducia che ci ha consentito di lavorare insieme in una bella stagione del PD e il rispetto con cui ha accettato le scelte diverse dalle sue che ho fatto.
La sua capacità di governare Sesto nel momento delle grandi trasformazioni e la sua vittoria in Provincia da cui è partita la nuova stagione del centrosinistra di governo a Milano e la capacità di aprire il partito resteranno non solo nella nostra memoria ma nella storia della nostra realtà.
Ci mancherà!