Combattere le mafie in tempo di crisi

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Intervento svolto alla Festa Nazionale dell'Unità a Modena (video).

Innanzitutto vorrei ringraziare il Ministro Lamorgese, non tanto per la presenza alla Festa Nazionale dell’Unità, ma soprattutto per l’equilibrio, la competenza e l’umanità con cui sta gestendo una fase difficilissima della vita di questo Paese e sta fronteggiando anche polemiche assolutamente inaccettabili che continuano a venire da chi invece dovrebbe farsi carico dei problemi concreti, insieme alla maggioranza e insieme al Governo.
Secondariamente, guardando ai decreti approvati in questi mesi, penso che siano stati importanti rispetto al tema che stiamo affrontando perché, come hanno spiegato il Ministro Lamorgese e il magistrato Alessandra Dolci, ci troviamo di fronte a dei rischi.
Il primo che la mafia si sostituisca al welfare se lo Stato non è in grado di dare risposte a chi in questi mesi ha perso il reddito o è in difficoltà e con i decreti abbiamo provato a farlo, garantendo la cassa integrazione, i bonus e una serie di altre misure, che non sono risolutive però comunque quel fronte è stato affrontato.
L’altro fronte è quello delle imprese.
Alessandra Dolci ha detto ciò che ci diciamo spesso e che viene riportato anche nella Relazione conclusiva della Commissione Parlamentare Antimafia della scorsa Legislatura e che in Emilia è una cosa nota: le mafie si sono insediate al Nord e lo hanno fatto con la finalità di aggredire l’economia legale e mettono in campo le risorse economiche che hanno per aggredire l’economia legale.

Carceri e Costituzione: umanità, sicurezza, pene alternative

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Intervento alla Festa Nazionale dell'Unità a Modena (video).

Voglio fare una premessa: come ha detto il Garante per i Detenuti, Mauro Palma, penso anch’io che non possiamo cancellare con un colpo di spugna quello che è successo l’8 marzo nelle carceri. Credo che dobbiamo chiedere la verità.
Personalmente ho già preparato un’interrogazione perché qualcosa non ha funzionato.
C’è un’indagine della magistratura rispetto alle ragioni per cui è scoppiata la rivolta e per cui è scoppiata in così tante carceri contemporaneamente. Ci sono anche altre inchieste.
Io penso che sulla vicenda specifica del carcere di Modena ci sia qualcosa che va spiegato perché le persone sono state abbandonate e alcuni, abbandonati a se stessi, durante i trasferimenti hanno perso la vita e bisogna capire cos’è successo e le responsabilità.

Penso che siamo dentro ad uno scontro politico molto serio sulla vicenda delle carceri e sulla questione delle pene.
È stato ricordato nel corso del dibattito: c’è l’idea che tutto si risolva buttando via le chiavi. Questa è una lettura sicuramente molto più rassicurante per i cittadini e molto più capace di parlare alla pancia e all’istinto dei cittadini.

Referendum e elezioni regionali non avranno ripercussioni sul Governo

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Intervento in tv a 7Gold (video).

Il Partito Democratico, alla Camera dei Deputati, nell’ultima lettura del testo della legge per la riduzione dei parlamentari ha votato a favore perché quel voto è stato collegato anche ad un accordo di Governo che prevede non solo la riduzione del numero dei parlamentari che, per come è nata, sembrava più una scelta antipolitica ma che ora collegata ad una serie di riforme che stiamo facendo - dalla riforma della legge elettorale, all’abbassamento a 18 anni per votare anche al Senato fino alla revisione delle rappresentanze regionali - credo che rientri in un ragionamento che abbiamo sempre fatto sulla necessità di rendere più efficienti le istituzioni.
Decideremo lunedì con la Direzione ma credo che il Partito Democratico, in questo contesto e collegando la riduzione di parlamentari ad una serie di altre riforme, darà indicazione di voto positiva.

Le ragioni dei Democratici per il Sì

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Intervento svolto all'incontro "Le ragioni dei Democratici per il Sì" (video).

Grazie di aver promosso questa iniziativa, credo che ce ne fosse la necessità.
Le ragioni del sì al referendum mi pare che siano state bene illustrate dal professor Ceccanti. Le scelte che abbiamo fatto in questi mesi sono coerenti con questa impostazione. È un’impostazione che ha portato anche a fare di questo un tema fondante nell’accordo di Governo e della maggioranza.
È evidente che le ragioni del nostro sì non sono quelle dell’antipolitica; non sono quelle di chi vuole rappresentare la democrazia come un costo e i parlamentari come un lusso che il Paese non si può permettere.
È evidente che la nostra è un’altra impostazione.
Penso che, però, se si vuole evitare di lasciare a chi questa impostazione l’ha coltivata e ne ha fatto la base della proposta di calendarizzazione della legge; se non vogliamo lasciare a loro un tema che è nostro ed è stato della sinistra per molti anni, abbiamo bisogno di esserci per spiegare e dare una lettura e un’impostazione diversa a questa scelta.