I partiti non possono ridursi a comitati elettorali

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Intervento a Radio Anch'io - RadioUno (audio della trasmissione).

In Campania continueremo a fare ciò per cui stavamo lavorando. Stiamo cercando di fare le liste del PD pulite e pretendiamo da tutti i nostri alleati in quei territori la stessa trasparenza e pulizia, facendoci aiutare. Abbiamo, infatti, chiesto e annunciato che tutte le nostre liste verranno verificate dieci giorni prima dalla Prefettura e questo serve a dare credibilità alle liste e alla politica e serve a mandare il messaggio che stiamo lavorando affinché le persone che andranno a votare trovino liste in cui ci siano candidati onesti.
Al di là di della vicenda di Stefano Graziano che ha assunto rilevanza nazionale ma di cui occorre attendere gli esiti della magistratura, sappiamo che la pressione della criminalità organizzata in quei territori è fortissima sia sulla politica che sull’impresa e le infiltrazioni ci sono. Il PD è l’unico partito che ha un radicamento sul territorio che non è stato azzerato in quei territori.
Noi possiamo fare due cose: o lavoriamo per pulire le liste o rinunciamo a presentarle di fronte ai rischi di infiltrazione. Io credo che il dovere di una forza politica sia quello di alzare le misure di prevenzione e presentarsi alle elezioni.
Il compito di un partito politico, inoltre, non è solo quello di presentare le liste elettorali e controllare che siano pulite. È sbagliata l’idea che la crisi dei partiti si superi trasformando i partiti in comitati elettorali.
Occorre smettere di accettare l’idea che la politica possa ridursi ad essere un insieme di comitati elettorali e, in una fase di crisi della politica, bisogna recuperare il ruolo dei partiti mentre in alcuni territori il partito svolge solo la funzione di comitato elettorale.
I comitati elettorali servono per portare voti a qualcuno.
I partiti devono recuperare la funzione di fare l’interesse generale.

Il tema è che in troppe realtà i partiti assomigliano a dei comitati elettorali e perdono di vista la necessità di avere un radicamento e una capacità di proposta sui territori che non sia finalizzata ai voti per il singolo candidato ma sia finalizzata ad un progetto complessivo. Un partito non c’è solo nel momento delle liste: un partito serio esiste anche dopo la campagna elettorale e deve avere chiarezza del fatto che ci possono essere anche delle spie di qualcosa che non va e, soprattutto, quando si va a votare e si elegge un’amministrazione, poi in quell’amministrazione bisogna accendere i riflettori su tutte le anomalie che ci possono essere. Per questo serve un partito, anche per arrivare prima della magistratura a cogliere i segni del fatto che c’è qualcosa che non va.

In alcuni territori, inoltre, il voto di opinione è strettamente residuale e comunque non è su quello che si costruiscono le strategie elettorali e anche questo è un problema. Io credo che i partiti debbano avere anche il coraggio di rinunciare a parlare ad alcuni mondi per parlare all’opinione pubblica delle questioni concrete e provare anche su quello a costruire il consenso.

Sul fronte della lotta alle mafie, inoltre, scontiamo anche un altro problema: negli anni ‘92/’93, gli anni delle stragi, ci fu una grande mobilitazione dell’opinione pubblica mentre oggi le mafie dal Nord al Sud si sono sommerse, guardano all’economia e si notano meno sugli aspetti militari e questo ha comportato il fatto che è calata l’attenzione da parte dell’opinione pubblica.

A Caserta capisco quello che vedo e magari sono un po’ più libero rispetto ad altri di quei territori.
In tutto il casertano il Movimento Cinque Stelle non presenta le liste. Il PD, invece, presenta le liste. È facile combattere le infiltrazioni camorriste non presentandosi alle elezioni. Personalmente, invece, penso che la politica debba prendere tutte le contromisure ma non possa rinunciare a proporsi ai cittadini come forza di governo.

Partire dal caso Graziano, al momento indagato, per arrivare a dire che al Governo ci sono i camorristi o che il PD è il partito della camorra, come sta tentando di fare il Movimento Cinque Stelle, è una cosa inaccettabile.
Questa è la legislatura in cui si è approvata la modifica dell’articolo 416ter del Codice Penale per punire il voto di scambio inteso come voto in cambio di favore che è esattamente l’oggetto dell’inchiesta in corso sulla Campania e che con il testo precedente in vigore non sarebbe stato punito; è stata fatta una legge per combattere la corruzione, è stato reintrodotto il reato di falso in bilancio, è stata fatta una legge per punire l’autoriciclaggio, è stato fatto un nuovo codice degli appalti che rende più difficile il verificarsi di cose come quelle che sono avvenute a Santa Maria Capua Vetere.

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