Perché sostenere Sala

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Intervista rilasciata a Fabio Massa per Affaritaliani.

Senatore Mirabelli, lei è un supporter di Sala. Perché?
Per diverse ragioni. Primo perché penso che sia in grado di fare bene l’amministratore e sia una persona per bene.
Balzani e Majorino non lo sono?
Ovviamente lo sono anche loro. E anche loro potrebbero fare bene gli amministratori. Conosco tutti da tempo, e quindi non credo che la mia scelta possa essere intesa come una cosa contro qualcuno.
Torniamo alle ragioni del suo sostegno a Sala.
Sala ha tre grandi talenti più di Balzani e Majorino.
Quali?
Il primo: è in grado di continuare ad alimentare il prestigio internazionale che Milano ha acquisito grazie ad Expo. Sarebbe un peccato perdere tutto quello per il quale abbiamo lavorato.
Il secondo?
Ha dimostrato con Expo di avere una grande capacità di fare sintesi tra posizioni e interessi diversi e di avere un’idea e una visione che guarda al futuro. Questo è quello di cui la città oggi ha bisogno dopo questi cinque anni.
Terzo.
Beppe Sala ancora non si è candidato, ma è l’unico che ha posto al centro delle sue dichiarazioni su Milano due cose decisive: la città metropolitana e le periferie. La città metropolitana è qualcosa su cui siamo in ritardo e non si è fatto ancora un investimento come quello che sarebbe necessario. Forse la giunta l’ha vissuta troppo dal punto di vista burocratico e l’ha considerata più un onere che un’opportunità. L’altra questione, quella delle periferie, ha visto l’amministrazione fare bene. Ma è evidente che sulle periferie non c’è stata una svolta davvero concreta e visibile.
L’accusa che si fa a Sala è di essere la discontinuità da Pisapia.
Allora, mettiamola così. La giunta Pisapia ha fatto bene per cinque anni. Milano è cambiata in meglio. Il tema non è che adesso bisogna diventare i custodi di quei buoni risultati. Il tema è che bisogna costruirne di nuovi. La continuità deve essere nel coraggio di proseguire sul terreno della trasformazione della città, innovando. Lo stesso coraggio che si è avuto affrontando la sfida di Expo, la scelta di Area C e altro. Questa è la continuità. Non ci può essere la continuità della coalizione.
Pensa che la coalizione non esista più?
La vicenda degli scali ferroviari è assolutamente illuminante. Il primo aspetto è che la coalizione che vinse cinque anni fa non esiste più. Questo è chiaro. Il secondo aspetto è che un pezzo di quella coalizione, votando contro una delibera tanto importante come quella degli scali, su cui si realizzava una parte del futuro di Milano, ha dimostrato di non volere lo sviluppo ma di essere legato a un’ottica ideologica e basta.
Sel è rimasta dentro sugli scali, ma potrebbe non partecipare alle primarie.
Sel è stata in pieno dentro questo percorso di trasformazione della città, di innovazione. Sono stati coerenti. Ma adesso Sel non faccia prevalere logiche nazionali. Sel ha una scelta: o sta dentro il centrosinistra con le forze che hanno governato Milano. Oppure sceglie di uscire, e allora si condanna ad allearsi con chi ha votato contro gli scali, e quindi con chi ha un’altra visione che nulla ha a che fare con la giunta Pisapia. Questa è la vera scelta politica che deve fare Sel.

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