Stop al consumo di suolo

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Intervento all'incontro "Stop al consumo di suolo per il riuso del patrimonio edilizio esistente".

Il tema del consumo di suolo lo abbiamo scelto noi come Partito Democratico e lo ha scelto il Ministero dell’Ambiente uscente, perché per noi è prioritario e di un’urgenza che diventa sempre più stringente.
Non c’è solo il tema della tutela del paesaggio o della tutela degli spazi dedicati all’agricoltura ma, oggi, è evidente che c’è un nesso strettissimo tra il tema della lotta al dissesto idrogeologico e le calamità verificatesi nel nostro Paese. Il dissesto idrogeologico sta creando danni molto consistenti nel nostro territorio e anche questo inverno è stato segnato da molte catastrofi. È chiaro a tutti che questi eventi drammatici sono legati fortemente alla cementificazione e al consumo di suolo che prosegue a ritmi eccessivi e a cui bisogna mettere immediatamente un freno.
L’obiettivo principale del disegno di legge proposto dal Governo è quello di difendere il suolo promuovendo il recupero e il riuso delle aree dismesse, il riuso e la riqualificazione dell’edificato, arrivando a prevedere il fatto che chi effettua la valutazione dell’impatto ambientale debba tenere conto non solo della condizione attuale ma fare anche una verifica attenta su tutte le ipotesi alternative che sono presenti sui territori e che, appunto, rientrano nella categoria del riuso e del riutilizzo delle aree dismesse. Insomma, si introduce l’obbligo di valutazione di tutte le opere pubbliche e private in corso di progettazione e di verificare prima di tutto la possibilità di non consumare ulteriore suolo ma di destinare a quelle opere e a quegli interventi aree già utilizzate e dismesse che, quindi, possono essere riqualificate.
L’idea è quella di costruire un percorso che porti il nostro Paese a realizzare davvero ciò che il Trattato di Lisbona prevede, cioè arrivare nel 2050 all’obiettivo di zero consumo di suolo.
Per questo il disegno di legge mette in campo una serie di obblighi, in particolare obbliga i Ministeri competenti (Agricoltura e Foreste, Ambiente, Trasporti e Infrastrutture) a mettere in campo, entro un anno dall’approvazione della legge, un progetto che porti gradualmente nell’arco di tempo che ci separa dal 2050 a ridurre anno per anno il consumo di suolo, prevedendo una verifica ogni cinque anni.
A questo scopo, dopo 180 giorni dall’approvazione della legge, un Comitato scientifico formato da diversi Ministeri dovrà definire i criteri per arrivare a quel piano ed è prevista l’istituzione di un Comitato con il compito di monitorare la riduzione del consumo di suolo e l’applicazione della legge stessa.
Nella sostanza, si devono definire le modalità – finora aleatorie – per misurare la superficie agricola, per misurare il consumo di suolo anche in ambito urbano e perturbano e per poter avere, quindi, un monitoraggio continuo della situazione.
La priorità espressa dentro a questa legge resta quella del riuso delle aree dismesse ma anche - pensiamo ad esempio ad una realtà come Milano - al problema serio di come riutilizzare l’immenso patrimonio di terziario vuoto e inutilizzato che potrebbe essere destinato ad altre funzioni.
Il progetto di legge dice che, entro 180 giorni dall’approvazione, le Regioni devono dare disposizioni ai Comuni per orientare i loro piani regolatori e i piani di governo dei territori verso il riuso e la rigenerazione dell’edificato, individuando, quindi, nei PGT le aree dismesse o inutilizzate che hanno la priorità rispetto al consumo. Se le Regioni saranno inadempienti, dopo altri 180 giorni, sarà il Governo a emanare su tutto il territorio nazionale alcune direttive a cui i Comuni dovranno attenersi.
Rispetto ai terreni agricoli, la legge stabilisce che tutti quelli che sono stati oggetto di finanziamenti o interventi da parte dello Stato o della Comunità Europea non potranno essere destinati ad altra funzione per almeno cinque anni. All’interno del disegno di legge vi è, quindi, anche la difesa dei terreni agricoli.
Sulla necessità di incentivi per il riuso, la proposta è quella di costruire un registro degli enti locali in cui venga riconosciuto lo sforzo dell’impegno del Governo per il territorio, al fine di incentivare il riutilizzo delle aree dismesse. Il registro dovrebbe divenire il documento sulla base del quale il Governo e le Regioni attribuiscono finanziamenti per premiare, appunto, chi riusa il patrimonio esistente.
L’altra norma che io credo sia importante riguarda gli oneri di urbanizzazione. Oggi, l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione funziona per fare cassa e ha portato per un lungo periodo i Comuni a consumare notevoli porzioni di territorio. La legge proposta proibisce che possano essere utilizzati gli oneri di urbanizzazione al di fuori dei temi per cui sono destinati e, quindi, vieta che questi siano usati solo per fare cassa. Un’alternativa può diventare l’utilizzo di quei fondi per intervenire sul dissesto idrogeologico e per intervenire sul miglioramento delle condizioni complessive dell’ambiente, quindi, non per fare cassa.
L’altra innovazione importante è che, a compimento di tutta questa proposta, nel momento in cui questa legge sarà approvata e fino all’adozione del decreto che avverrà un anno dopo, non si potranno cominciare nuove opere al di fuori di quelle che riguardano il riuso e gli interventi su aree dismesse e sull’edificato, proprio per dare subito il messaggio che questo diventa un tema centrale dell’azione che il Governo vuole imprimere rispetto alla tutela del territorio.
Queste sono le proposte, questo disegno di legge si può ancora migliorare anche grazie al contributo di tanti.
È un disegno di legge che già ha passato il vaglio della conferenza Stato-Regioni. Il territorio è una materia concorrente e il tema è delicato, infatti, rispetto alla prima versione che era stata proposta dal Ministro, il testo della proposta di legge è già stato cambiato, valorizzando anche molto il ruolo degli enti locali e delle Regioni. Anche l’incontro di oggi, dunque, può essere un momento di approfondimento e per raccogliere suggerimenti e - dentro a questo impianto - fare tutto ciò che è possibile per portare miglioramenti.


Video dell'intervento>>

Video dell'intero convegno: prima parte - seconda parte


  

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