Le ragioni dei Democratici per il Sì

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Intervento svolto all'incontro "Le ragioni dei Democratici per il Sì" (video).

Grazie di aver promosso questa iniziativa, credo che ce ne fosse la necessità.
Le ragioni del sì al referendum mi pare che siano state bene illustrate dal professor Ceccanti. Le scelte che abbiamo fatto in questi mesi sono coerenti con questa impostazione. È un’impostazione che ha portato anche a fare di questo un tema fondante nell’accordo di Governo e della maggioranza.
È evidente che le ragioni del nostro sì non sono quelle dell’antipolitica; non sono quelle di chi vuole rappresentare la democrazia come un costo e i parlamentari come un lusso che il Paese non si può permettere.
È evidente che la nostra è un’altra impostazione.
Penso che, però, se si vuole evitare di lasciare a chi questa impostazione l’ha coltivata e ne ha fatto la base della proposta di calendarizzazione della legge; se non vogliamo lasciare a loro un tema che è nostro ed è stato della sinistra per molti anni, abbiamo bisogno di esserci per spiegare e dare una lettura e un’impostazione diversa a questa scelta.
Penso, quindi, che oggi debba essere chiaro che il Partito Democratico vuole votare sì non per assecondare il populismo ma per cogliere l’occasione di avviare un percorso di riforme per noi necessarie per dare efficienza ed efficacia al lavoro delle istituzioni.
Ci sono diverse misure a cui in Parlamento si sta lavorando affinché con il nostro sì dopo il sistema possa funzionare, come il voto anche per il Senato a 18 anni, il cambio della base regionale per il collegio di elezione del Senato, la legge elettorale.
È importante che queste cose vadano avanti in fretta.
Penso che si debba arrivare al 20 settembre con la chiarezza e la certezza che la maggioranza di Governo sta lavorando davvero su quei temi. Credo, quindi, che anche sul tema della riforma della legge elettorale, che è alla Camera dei Deputati, si facciano passi avanti.
Serve dare l’idea che c’è una politica che si assume il nodo della distanza e della difficoltà del rapporto tra i cittadini e le istituzioni e che fa questo non assecondando l’antipolitica e la sfiducia ma dimostrando di saper rinnovare se stessa, di avere un piano di rafforzamento delle istituzioni per farle funzionare meglio.
Penso che sia questa l’impostazione e la ragione del nostro sì: creare le condizioni per ricominciare un percorso di riforma delle istituzioni che dia più efficacia e più forza alle istituzioni stesse.
È il percorso che abbiamo anche cercato di percorrere nella scorsa Legislatura con la Riforma Costituzionale e che abbiamo tentato di impostare anche altre volte.
Se già questo primo obiettivo diventa subito un punto di partenza per avviare poi una serie di riforme, credo che sia importante.
In un contesto di riforme, quindi, il taglio dei parlamentari è un fatto importante anche se sicuramente non è sufficiente.
Dobbiamo essere coerenti con un’impostazione e con le scelte che abbiamo fatto in questi mesi.
Credo che il Partito Democratico debba fare una scelta chiara per il sì.
Ho grande rispetto per chi non condivide questa posizione e sono a favore della libertà di ciascuno, però, per essere credibile il PD deve avere una posizione chiara, non ambigua e coerente con ciò che ha fatto in Parlamento e con ciò che ha fatto costruendo questa alleanza di Governo.

Video dell'intervento»
Video della diretta di Radio Radicale»




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