Incontri per la ricostruzione

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Intervento svolto agli Incontri per la ricostruzione organizzati da Casa Comune (video).

Credo che già nelle misure che sono state prese per far fronte all’emergenza ci siano delle scelte politiche.
Non è propaganda dire che abbiamo deciso di non lasciare nessuno da solo.
Credo anche che il fatto di stanziare tante risorse per fare in modo che nessuno resti senza reddito a seguito del lockdown sia un tema di tenuta democratica.
Nel Decreto Cura Italia abbiamo previsto misure che, purtroppo, sono arrivate a terra con troppa difficoltà e troppo tardi. Sia i 600 euro che la cassa integrazione in deroga, infatti, ci hanno messo troppo tempo ad arrivare perché abbiamo usato una procedura ordinaria per affrontare una situazione straordinaria.
Con il nuovo Decreto andremo a correggere questa incongruenza e riconfermeremo gli aiuti. Questo è un fatto importante.
Inoltre, investiamo tantissimo sulle imprese.
Il Governo stanzia 6 miliardi di euro a fondo perduto per le aziende, dati in percentuale rispetto al fatturato che hanno perso; inoltre si blocca l’IRAP e si rinviano altre tasse.
Con il Decreto Liquidità sono stati resi disponibili 200 miliardi che sono utilizzati per sostenere le imprese che esportano e questi investimenti stanno producendo risultati mentre, purtroppo, non li stanno dando gli altri 200 miliardi stanziati per garantire liquidità alle piccole e medie imprese.
Complessivamente, quindi, stiamo facendo uno sforzo serio, che anche le imprese hanno chiesto.
Un’altra misura dall’impatto enorme è il 110% di detrazione fisale per tutti gli interventi di edilizia volti a mettere in sicurezza gli edifici (sisma bonus) e efficientarli dal punto di vista energetico (ecobonus). Si tratta di una norma anticiclica a sostegno di un settore economico importante come quello edile.
Così come è enorme lo sforzo che si sta facendo sul turismo, che è il settore maggiormente in difficoltà e che impiegherà più tempo a uscire dalla crisi e rappresentava il 13% del PIL italiano.
Tutto questo non sarà sufficiente; penso che servirà un altro decreto e penso che si debba fare uno sforzo serio anche sulle infrastrutture.
A mio avviso, in questi mesi, occorrerà decidere di avviare un certo numero di grandi opere di RFI e di ANAS sulle grandi infrastrutture e mettere subito dei miliardi a terra su questo perché è un altro ambito che serve a far ripartire l’economia e a dare alle aziende quei servizi di cui hanno bisogno.
Lo Stato, dunque, fa un pezzo ma poi deve anche provare a chiedere alle aziende di assumersi una responsabilità sociale rispetto alla crescita del Paese e, quindi, indicare una strada.
Non sono assolutamente d’accordo sulle ipotesi di entrare nelle società che sosteniamo ma penso che, a fronte di tutto questo, bisognerà che lo Stato decida quali sono i settori strategici in questo momento, quelli che producono maggior innovazione, su cui investire di più per sostenerne le aziende.
Sono contrario, invece, ai finanziamenti a pioggia.
Questo già definisce un’idea di Paese.
Ogni tanto dobbiamo anche ricordarci che il coronavirus sta cambiando tutto.
Non possiamo affrontare questa discussione pensando che, appena ci sarà il vaccino, ricomincerà tutto come prima.
Non credo che potrà essere così, per tante ragioni.
Lo smart working proseguirà lo stesso. Allo stesso modo, non credo neanche che abbandoneremo le riunioni in videoconferenza perché consentono di fare cose in modo più agevole.
Questo vuol dire che dobbiamo cominciare adesso a ripensare i tempi delle città, i tempi e le modalità della nostra vita perché la situazione ci impone di cambiare le cose.
Tutto questo si lega all’economia perché, ad esempio, vuol dire stabilire tempi diversi di apertura dei negozi, vuol dire creare un sistema di trasporti diverso, a meno che non vogliamo che si ritorni tutti in macchina e si perda tutto quello che è stato fatto in questi anni per incentivare la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico.
Credo, quindi, che la prospettiva sia questa: costruire un Paese che è capace di anticipare alcune scelte, di innovare su alcune situazioni, di fare scelte innovative rispetto ai settori su cui spendere.
Oggi stiamo già investendo su turismo, esportazioni, edilizia. L’edilizia non è soltanto il costruire le case ma è un sistema che può essere innovativo ad esempio nel produrre efficientamento energetico. Fare tutto questo richiede, dunque, innovazione e se siamo capaci di farlo possiamo essere anche competitivi.

Video dell'intervento»





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