Il PD serve al Paese ma non cerchiamo le soluzioni dietro di noi

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Le idee e le proposte che sono arrivate a commento della newsletter di settimana scorsa  dimostrano la complessità del momento politico che stiamo vivendo e l'incertezza degli esiti, ma anche la consapevolezza di ciò che serve al Paese e, concretamente, ai tanti che sono stati e sono colpiti dalla crisi. C'è insieme la sottolineatura della necessità di dare vita ad un governo per fare subito alcune cose, con la consapevolezza che non può essere un governo qualsiasi ma deve essere di cambiamento e che un governissimo non potrebbe esserlo. È chiaro che siamo in un passaggio strettissimo che si può riassumere così: senza un governo di cambiamento meglio le elezioni, ma le elezioni senza cambiare il sistema elettorale potrebbero riprodurre la stessa situazione di oggi. A partire da qui propongo alcune considerazioni certamente non risolutive ma forse utili.
1) la proposta di Bersani è legata strettamente ai problemi del Paese. Gli otto punti rappresentano una sfida per il cambiamento che possono, ce lo dicono gli avvenimenti di questi giorni, aprire un dibattito vero e positivo all'interno di Cinque Stelle. Purtroppo vengono derubricati dai meccanismi informativi.
Serve una iniziativa diffusa per raccontare agli italiani cosa e come si potrebbe fare subito sui temi economici e sociali e sulla riforma della politica e il taglio dei costi, se ci fosse un governo come quello che proponiamo. Oggi manca e questo rischia di restituire agli italiani l'idea di una politica che parla d'altro rispetto ai problemi veri del Paese.
2) L'elezione del Presidente della Repubblica è, in questa situazione, un passaggio decisivo che può consentire che si creino le condizioni per formare un governo. Sia chiaro, nessuno scambio, ma può essere l'occasione per dimostrare la volontà dei partiti di collaborare sulle questioni istituzionali che devono essere definite a garanzia di tutti e non solo della maggioranza.
3) Nel dibattito di questi giorni sulla non vittoria del centrosinistra intravedo due rischi da scongiurare. Il primo che, di fronte alle difficoltà e alle incognite per il futuro, scatti in alcuni l'idea di cercare dietro di noi le soluzioni, riproponendo le rassicuranti certezze ideologiche del passato o le vecchie divisioni, riducendo tutto all'abbandono della socialdemocrazia o della autonomia dei cattolici. Il secondo che, anziché guardare ai problemi reali del paese per guidare le scelte si scelga di privilegiare i posizionamenti per il futuro, spesso personali. Credo siano due atteggiamenti che non colgono fino in fondo la drammaticità della crisi e dei mutamenti avvenuti che non consentono la riproposizione di vecchi schemi e delle vecchie dinamiche.
4) Il Partito Democratico, non è solo il nostro partito, il primo partito del Paese, ma è e continua ad essere, con tutti i suoi difetti e i suoi ritardi una grande risorsa per la democrazia e per cambiare davvero. Il PD rappresenta il punto di riferimento e la speranza per centinaia di migliaia di persone che lo fanno vivere. Per questo adeguarsi al tentativo di dividere e delegittimare il PD è sbagliato e pericoloso, perché si indeboliscono i valori che rappresenta. Dobbiamo cambiare e cambiare tanto ma insieme e sapendo che i Democratici sono una grande e insostituibile risorsa per la democrazia italiana.

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