Il Pd è più forte

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Direi che le giornate elettorali del 20 e del 21 sono state buone e positive. Senza trionfalismi e a prescindere dalle fosche previsioni che avevano per settimane riempito gli editoriali, da questa tornata esce certamente un PD più forte e un governo che può fare ciò che deve: utilizzare le risorse europee per disegnare il futuro del Paese guardando prima di tutto ai giovani senza, nel frattempo, rinunciare a garantire la salute degli italiani e a stare vicino a chi subisce e subirà le conseguenze della crisi.
Gli elettori hanno premiato a tutti i livelli chi ha governato, i sindaci e i Presidenti di Regione che hanno fronteggiato l’emergenza Covid tutelando le persone.
È un voto che ha premiato chi si è assunto responsabilità e che ha espresso una domanda di stabilità. E che ha punito chi, come Salvini, non ha saputo interpretare questa nuova fase segnata dal Covid ma anche segnata da un nuovo positivo e inedito protagonismo europeo per cui noi del PD ci siamo battuti con successo.
I dati della nostra città metropolitana confermano questi dati e il buon lavoro che ha fatto il PD nei territori e nel rapporto con le realtà civiche e con il resto del centrosinistra.
Silvia Roggiani e il nostro gruppo dirigente hanno fatto un ottimo lavoro creando le condizioni per vincere a Cuggiono e Vittuone e, speriamo, a Corsico e Legnano.

Il Pd ha combattuto e ha vinto

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Per la seconda volta Salvini ha tentato la spallata. Sperava nella vittoria del No al referendum e di vincere in 7 Regioni. Si è ritrovato con la Lega che è crollata rispetto alle europee.
Il Pd ha combattuto e ha vinto grazie soprattutto alla forza di Nicola Zingaretti.

E' mancato Emilio Russo

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In quest’anno terribile abbiamo perso un’altra bella persona. Emilio Russo è stato un punto di riferimento per la sinistra comasca, un compagno e un riformista.
Chiunque l’abbia conosciuto ha potuto godere della sua schiettezza e della sua profondità di pensiero.
Bastava andare oltre la sua apparente “distanza” per avere voglia di ascoltarlo e discutere con lui.
Ci mancherà.

Il sì del PD al Referendum

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Intervento in tv a Telenova.

La posizione del PD sul referendum è stata votata dalla Direzione Nazionale del partito, formata da circa 200 persone e di cui 188 hanno votato a favore.
Non bisogna, però, essere ipocriti su questo tema: la nostra è una posizione nota; abbiamo fatto un accordo di Governo che prevedeva l’impegno di votare il taglio dei parlamentari nell’ultimo passaggio alla Camera dei Deputati, facendo in modo che quello non fosse solo un taglio fine a se stesso e inteso solo come taglio dei costi della politica (che è una motivazione che noi non condividiamo) ma fosse il primo passo verso una serie di altre riforme costituzionali che possono migliorare il funzionamento del Parlamento.
Oggi, ci sono già altre riforme incardinate in Parlamento e, quindi, voteremo sì per questo.
Non è una cosa strana: siamo per la riduzione del numero dei parlamentari da molti anni: c’era nella riforma proposta da Renzi, c’era in altre proposte che si sono succedute a partire dalla bicamerale della Iotti, perché la sinistra italiana ha sempre ritenuto che, nel momento in cui ai parlamentari si erano aggiunti 900 consiglieri regionali e i parlamentari europei, il tema della rappresentatività era stato compensato e quello della riduzione dei parlamentari era da porsi anche per l’efficienza del Parlamento.
Io penso che si è fatta una riforma molto parziale ma che non mette in pericolo la democrazia e, partendo da qui, si fa un pezzettino di lavoro. Per noi il problema del funzionamento delle istituzioni del Paese è legato al fatto che ci sono due Camere che fanno la stessa cosa.