Costruire Giustizia

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Intervento al convegno “Costruire Giustizia. L’edilizia giudiziaria per una buona amministrazione della giustizia” (video).

Ci siamo già confrontati in precedenza con ANCE sul Decreto Semplificazioni e Codice degli Appalti.
Rispetto al tema in discussione oggi, faccio rapidamente alcune osservazioni.
Vorrei partire dalla questione del Recovery Fund perché comunque sarà una risorsa su cui contare per cambiare lo stato delle cose in molti settori.
Il tema della Giustizia è posto come una delle priorità dal Governo e dagli stessi documenti prodotti dalle Camere, che definiscono gli interventi che è necessario che vengano finanziati con il Recovery Fund.
La Giustizia, quindi, è una priorità non soltanto dal punto di vista delle riforme.
È evidente che una Giustizia che non funziona è un limite forte per lo sviluppo del Paese ed è giusto intervenire prioritariamente su questo settore.
C’è un tema che stiamo affrontando, che riguarda la riforma del Processo Civile, per cui si sono finite le audizioni in Commissione al Senato e si dovrebbe entrare nel vivo nei prossimi giorni. C’è poi la riforma del Processo Penale che è incardinata, invece, alla Camera dei Deputati. Su questa strada si sta procedendo ma è evidente che anche l’edilizia giudiziaria è un tema fondamentale.
Sottolineo che il tema dell’edilizia giudiziaria è considerato prioritario nella Risoluzione votata al Senato sull’utilizzo del Recovery Fund, a testimoniare che c’è la consapevolezza del fatto che questo sia un tema decisivo.
È evidente che le proposte che faremo per il Recovery Fund, per essere accettate dall’Europa, devono essere fondate su progetti esistenti. Mi pare che su alcune questioni siamo già molto avanti e nelle condizioni di avanzare proposte all’Europa come, in particolare, il tema delle “cittadelle della giustizia”. Questo è un tema importante, per cui si andranno a finanziare i progetti esistenti e siamo in una fase molto avanzata.
Come abbiamo fatto in tutti i documenti parlamentari e del Governo, vorrei affrontare anche il tema dell’edilizia carceraria, che va affrontato e su cui c’è una crisi evidente delle strutture attuali sia dal punto di vista del numero sia dal punto di vista della vivibilità.
Il tema dell’edilizia carceraria, quindi, dev’essere un’altra priorità.
Mi pare che anche su questo saremo in tempi rapidi nelle condizioni di mettere in campo progetti che, voglio dire con grande chiarezza, non serviranno tanto per aumentare i posti nelle carceri ma per aumentare gli spazi trattamentali e la qualità della vita e del trattamento all’interno delle carceri.
Mi pare che si stia ragionando su interventi che sono pensati per implementare carceri esistenti; si sta pensando all’utilizzo - e credo sia importante - di carceri abbandonati, che non vengono più utilizzati e che restano patrimonio del demanio e che possono avere funzioni anche diverse, tra cui penso alla necessità di dare spazi alle donne recluse con figli o a creare strutture per persone tossicodipendenti che hanno commesso reati.
C’è, poi, il tema di ristrutturare spazi degradati nelle carceri esistenti, per aumentare gli spazi trattamentali. Credo, inoltre, che ci sia il tema di valorizzare alcune realtà e alcune carceri che sono ormai molto degradate e che occupano il centro di alcune città. Questi luoghi vanno valorizzati, utilizzando anche il contributo di Cassa Depositi e Prestiti, per realizzare anche nuove strutture che diano risposte anche ai tanti problemi, compresi quelli di sovrappopolazione carceraria, oltre che di trattamento che ci sono nel nostro Paese.
Penso, dunque, che la questione dell’edilizia giudiziaria debba essere complessivamente una priorità non soltanto sulla carta e dobbiamo fare in fretta: credo che ci siano le condizioni per intervenire e sicuramente c’è la volontà politica di tutta la maggioranza. Speriamo, quindi, di rincontrarci a breve per segnare degli avanzamenti concreti su questi lavori.


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