Gli emendamenti al Decreto Semplificazioni approvati

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In Senato abbiamo approvato il Decreto Semplificazioni, che introduce una serie di norme che dovrebbero facilitare gli appalti e le opere pubbliche, agevolare gli investimenti sulle infrastrutture; velocizzare con la digitalizzazione i rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione e tra cittadini e Pubblica Amministrazione, rendendo meno burocratico il Paese e, quindi, creando più opportunità di costruire impresa e lavoro.
Inoltre, nel testo della legge c’è tutta una parte riguardante la possibilità di migliorare la qualità delle nostre città, consentendo che l’abbattimento e la ricostruzione degli edifici fatiscenti possa avvenire considerandoli come semplici ristrutturazioni, quindi, con norme urbanistiche meno complicate e, di conseguenza, consentendo che i lavori procedano in maniera più spedita.
Ci sono poi anche una serie di norme che riguardano l’ambiente e la green economy.

Ecco gli emendamenti al Decreto Semplificazioni che ho sottoscritto e che sono stati approvati:


ARTICOLO 1
Emendamento 1.36 (testo 2)
Mirabelli, D'Arienzo, Ferrazzi

Al comma 2, lettera b), dopo le parole "individuati in base ad indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici" inserire le seguenti: «, previa pubblicazione di un avviso relativo all'avvio della procedura di affidamento»

Modifica l'articolo del Decreto Semplificazioni sull'affidamento diretto e le procedure negoziate senza bando per i lavori sotto soglia, con una disposizione relativa alla trasparenza delle procedure. L'emendamento proposto prevede la pubblicazione dei bandi sia per gli appalti sopra che sotto soglia. In questo modo nel caso di procedure ristrette si apre la possibilità di candidatura anche per raggruppamenti d'impresa. L'emendamento introduce, poi, il criterio di rotazione per i lavori di maggiore valore.


ARTICOLO 1
Emendamento 1.39 (testo 2)
D'Arienzo, Mirabelli

Apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «L'avviso sui risultati della procedura di affidamento, la cui pubblicazione nel caso di cui alla lettera a) non è obbligatoria per affidamenti inferiori ad euro 40.000, contiene anche l'indicazione dei soggetti invitati.»;
b) dopo il comma 6, aggiungere il seguente: «6-bis. All'articolo 36, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "La pubblicazione dell'avviso sui risultati della procedura di affidamento non è obbligatoria"».


ARTICOLO 2
Emendamento 2.12 (testo 2)
Mirabelli, D'Arienzo, Ferrazzi

Al comma 3, primo periodo, dopo le parole: «può essere utilizzata» aggiungere le seguenti: «, previa pubblicazione dell'avviso di indizione della gara o di altro atto equivalente, nel rispetto di un criterio di rotazione».

L'emendamento propone, per gli affidamenti diretti, di inserire il principio della rotazione, con invito ad almeno 15 operatori economici, affinché ad aggiudicarsi l'appalto non siano sempre le stesse aziende. 


ARTICOLO 2
Emendamento 2.18
Mirabelli, D'Angelo, Cucca, Cirinnà, Evangelista, Gaudiano, Lomuti, Maiorino, Piarulli, Rossomando

Al comma 4, sostituire le parole: «e carceraria» con le seguenti: «, giudiziaria e penitenziaria».


ARTICOLO 2
Emendamento 2.19
Mirabelli, D'Arienzo

Al comma 4, dopo le parole: «Nei casi di cui al comma 3 e nei settori dell'edilizia scolastica, universitaria sanitaria e carceraria, delle infrastrutture» aggiungere le seguenti: «per attività di ricerca scientifica e per».


ARTICOLO 2
Emendamento 2.24
D'Arienzo, Mirabelli

Al comma 4, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «Tali disposizioni si applicano, altresì, agli interventi per la messa a norma o in sicurezza degli edifici pubblici destinati ad attività istituzionali, al fine non solo di sostenere le imprese ed i professionisti del comparto edile, anche operanti nell'edilizia specializzata sui beni vincolati dal punto di vista culturale o paesaggistico, nonché per recuperare e valorizzare il patrimonio esistente.».


ARTICOLO 8 
Emendamento 8.69 (testo 2)
Mirabelli, Ferrari, Rampi, D'Arienzo

Al comma 5, dopo la lettera c) inserire la seguente:
«c-bis) all'articolo 151, comma 3, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) le parole: "il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo può" sono sostituite dalle seguenti: "lo Stato, le Regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono"; 2) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Resta fermo quanto previsto ai sensi dell'articolo 106, comma 2-bis, del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42"» 


ARTICOLO 8 
Emendamento 8.88 (testo 2)
Mirabelli, Ferrari, D'Arienzo, Rampi

Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:
«7-bis. Al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 115:
1) al comma 3, primo periodo, le parole: "delle attività di valorizzazione" sono sostituite dalle seguenti: " ovvero mediante l'affidamento di appalti pubblici di servizi";
2) al comma 4, terzo periodo, dopo le parole: ''di cui all'articolo 114'' sono aggiunte le seguenti: '', ferma restando la possibilità per le amministrazioni di progettare i servizi e i relativi contenuti, anche di dettaglio, mantenendo comunque il rischio operativo a carico del concessionario e l'equilibrio economico e finanziario della gestione'';
b) all'articolo 117, comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ''Qualora l'affidamento dei servizi integrati abbia ad oggetto una concessione di servizi ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera vv), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, l'integrazione può essere realizzata anche indipendentemente dal rispettivo valore economico dei servizi considerati. È ammessa la stipulazione di contratti di appalto pubblico aventi ad oggetto uno o più servizi tra quelli di cui al comma 1 e uno o più tra i servizi di pulizia, di vigilanza e di biglietteria.''». 


ARTICOLO 8 
Emendamento 8.114 (testo 3)
Errani, Mirabelli, De Petris, Santillo, Laforgia, Fedeli, Grasso, Nugnes, Ruotolo

All'art. 8, dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
" 10 bis. Al documento unico di regolarità contributiva è aggiunto quello relativo alla congruità dell'incidenza della mano d'opera relativa allo specifico intervento secondo le modalità indicate con decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge di conversione. Sono fatte salve le procedure i cui bandi o avvisi sono pubblicati prima della data di entrata in vigore del decreto del Ministro del lavoro di cui al periodo precedente" 


ARTICOLO 10
Emendamento 10.62 (testo 2)
Collina, D'Arienzo, Mirabelli, Ferrazzi, Biti

Al comma 6, sostituire le parole: "sono autorizzati" con le seguenti: "sono in ogni caso realizzati con SCIA edilizia" e dopo le parole: " legge 12 dicembre 2019, n.156" aggiungere le seguenti: ", anche con riferimento alle modifiche dei prospetti senza obbligo di speciali autorizzazioni"».
 
È un emendamento che risponde alle esigenze poste delle amministrazioni di quei territori e dal commissario per la ricostruzione. Grazie al testo approvato gli interventi della ricostruzione di edifici privati in tutto o in parte lesionati, crollati o demoliti, o oggetto di ordinanza di demolizione per pericolo di crollo, potranno essere più rapidi.


ARTICOLO 10
Emendamento 10.148
Ferrazzi, Mirabelli

Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:
«4-bis. Il termine di validità nonché i termini di inizio e fine lavori previsti dalle convenzioni di lottizzazione di cui all'articolo 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, ovvero dagli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale, nonché i termini dei relativi piani attuativi e di qualunque altro atto ad essi propedeutico, formatisi al 31 dicembre 2020 sono prorogati di tre anni. La presente disposizione si applica anche ai diversi termini delle convenzioni di lottizzazione di cui all'articolo 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, ovvero degli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale nonché dei relativi piani attuativi che hanno usufruito della proroga di cui all'articolo 30, comma 3-bis, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.»


ARTICOLO 10 
Emendamento  10.171 (testo 2)
Mirabelli

Al comma 7, lettera b), numero 1), sostituire le parole: «pari ad almeno il 20 per cento dei soci» con le seguenti: «pari ad almeno il 10 per cento dei soci».

Riduce dal 20 al 10% il limite delle sofferenze necessarie perché le Cooperative a proprietà indivisa possano godere della Gasparrini.


ARTICOLO 10
Emendamento 10.173 (testo 5)
Collina, Ferrazzi, D'Alfonso

Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:
«7-bis. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, le opere edilizie finalizzate a realizzare o qualificare edifici esistenti da destinare ad Infrastrutture Sociali, strutture scolastiche e universitarie, residenze per studenti, strutture e residenze sanitarie o assistenziali, ostelli, strutture sportive di quartiere ed edilizia residenziale sociale comunque denominata, realizzate da pubbliche amministrazioni, da società controllate o partecipate da pubbliche amministrazioni o enti pubblici ovvero da investitori istituzionali di cui all'articolo 1, comma 1, lettere k), l), o) e r), del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, sono sempre consentite con SCIA, purché iniziate entro il 31 dicembre 2022 e realizzate, sotto controllo pubblico, mediante interventi di ristrutturazione urbanistica, edilizia ovvero demolizione e ricostruzione. Tali interventi possono prevedere un incremento fino a un massimo del 20 per cento della volumetria o della superficie lorda esistente. I diritti edificatori di cui al presente comma non sono trasferibili su aree diverse da quello di intervento. I predetti interventi sono sempre consentiti sugli edifici che rientrano nelle categorie funzionali di cui all'articolo 23-ter, comma 1, lettere a), a-bis), b) e c) del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, ferme restando le disposizioni di cui al decreto 2 aprile 1968, n. 1444. Le Regioni adeguano la propria legislazione ai principi di cui al presente articolo entro 60 giorni, decorso tale termine trovano applicazione diretta le disposizioni del presente articolo. Restano comunque ferme le disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42".».

Dà la possibilità di costruire edilizia sociale solo con la SCIA.


ARTICOLO 15
Emendamento 15.4 (testo 2)
Mirabelli

Al comma 1, lettera b), dopo la parola: «imprenditoriali,» inserire le seguenti: «gli ordini e le associazioni professionali».

Motivazione: la prevista consultazione deve estendersi alle associazioni professionali ottimistiche e a quelle registrate presso il Mise ex legge 4/2013, alle quali spetta spesso di rappresentare cittadini e imprese presso la PA, non limitandosi a prevedere la consultazione delle sole associazioni imprenditoriali e sindacali.


ARTICOLO 17
Emendamento 17.22
Mirabelli

Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:
«4-bis. All'articolo 110 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, le parole: ''in centottanta giorni'' sono sostituite dalle parole: ''al 31 dicembre 2020''».


ARTICOLO 20
Emendamento 20.20 (testo 2)
Fedeli, Mirabelli

Dopo il comma 2, inserire il seguente:
«2-bis. All'articolo 6, comma 3, ultimo periodo del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, la parola: ''cinque'' è sostituita con la seguente: ''due''.».


ARTICOLO 30
Emendamento 30.5
Mirabelli, Biti, D'Arienzo

Al comma 2, lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e si applica a decorrere dall'attivazione del relativo servizio da parte del Ministero dell'interno e di Sogei;».


ARTICOLO 31
Emendamento 31.3
Mirabelli, D'Arienzo

Al comma 1, lettera d), sopprimere le parole da: «le parole» fino a: «nonché,».


ARTICOLO 34
Emendamento 34.1
Mirabelli, D'Arienzo

Al comma 1, capoverso «Art. 50-ter» al comma 4, dopo le parole: «adottato dal Presidente del Consiglio dei ministri», inserire le seguenti parole: «entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione».


ARTICOLO 37
Emendamento 37.0.2 (testo 2)
Rossomando, Mirabelli, Cirinnà

Dopo l'articolo, inserire il seguente:
«Art. 37-bis.
(Misure di semplificazione in materia di richieste di gratuito patrocinio)
1. Al fine di favorire una celere evasione delle richieste di liquidazione dei compensi spettanti al difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato e al difensore d'ufficio ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 20 maggio 2002, n. 115, le istanze prodotte dal giorno successivo all'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto sono depositate presso la cancelleria del magistrato competente esclusivamente mediante modalità telematica individuata e regolata con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia.».


ARTICOLO 48
Emendamento 48.4 (testo 2)
Ferrazzi, Mirabelli

Dopo il comma 1 inserire il seguente:
«1-bis. All'articolo 7, comma 3, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'alinea, le parole: "sono disposti" sono sostituite dalle seguenti: "possono essere disposti";
b) la lettera b) è sostituita dalla seguente: "b) siano riscontrati dai competenti organi di controllo, giurisdizionali o amministrativi, l'omesso esercizio o gravi irregolarità nell'espletamento delle funzioni e delle competenze previste rispettivamente dagli articoli 8, comma 3, e 9, comma 5, tali da compromettere il funzionamento dell'Autorità." .


ARTICOLO 48
Emendamento 48.5 (testo 2)
Mirabelli

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:«1-bis. All'articolo 5-bis della legge 28 gennaio 1994, n. 84, dopo il comma 1 è inserito il seguente: "1-bis. Per le operazioni di dragaggio nelle aree portuali e marino costiere, oltre che nei bacini idrici, anche se non posti in siti di interesse nazionale, si utilizzano le modalità e le migliori tecnologie disponibili finalizzate a mitigare i rischi di propagazione di contaminanti, ove presenti."»


ARTICOLO 49
49.0.111 (testo 4)
Mirabelli

Dopo il comma 5 aggiungere, infine, i seguenti:
«5-bis. Al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 2:
1) al comma 2, dopo la lettera E è inserita la seguente: ''E-bis. Strade urbane ciclabili;''; 2) al comma 3, dopo la lettera E, è inserita la seguente: ''E-bis. Strada urbana ciclabile: strada urbana ad unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale ed orizzontale, con priorità per i velocipedi.'';
b) all'articolo 3, comma 1:
1) il numero 12-bis è sostituito dai seguenti: "12-bis) Corsia ciclabile: parte longitudinale della carreggiata, posta di norma a destra, delimitata mediante una striscia bianca, continua o discontinua, destinata alla circolazione sulle strade dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede. La corsia ciclabile può essere impegnata, per brevi tratti, da altri veicoli se le dimensioni della carreggiata non ne consentono l'uso esclusivo ai velocipedi; in tal caso essa è parte della corsia veicolare e deve essere delimitata da strisce bianche discontinue. La corsia ciclabile può essere impegnata da altri veicoli anche quando sono presenti fermate del trasporto pubblico collettivo e risulta sovrapposta alle strisce di delimitazione di fermata di cui all'articolo151 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495.La corsia ciclabile si intende valicabile, limitatamente allo spazio necessario per consentire ai veicoli, diversi dai velocipedi, di effettuare la sosta o la fermata nei casi in cui vi sia fascia di sosta veicolare laterale, con qualsiasi giacitura;
12-ter) Corsia ciclabile per doppio senso ciclabile: parte longitudinale della carreggiata urbana a senso unico di marcia, posta a sinistra rispetto al senso di marcia, delimitata mediante una striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione sulle strade urbane dei velocipedi in senso contrario a quello di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede. La Corsia ciclabile è parte della carreggiata destinata alla circolazione dei velocipedi in senso opposto a quello degli altri veicoli;";
2) dopo il numero 58) è inserito il seguente: ''58-bis) Zona scolastica: zona urbana in prossimità della quale si trovano edifici adibiti ad uso scolastico, in cui è garantita una particolare protezione dei pedoni e dell'ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine.";
c) all'articolo 7:
1) al comma 1, dopo la lettera i), sono inserite le seguenti: "i-bis) stabilire che su strade classificate di tipo E, E bis, F o F-bis, ove il limite massimo di velocità sia inferiore o uguale a 30 km/h ovvero su parte di una zona a traffico limitato, i velocipedi possano circolare anche in senso opposto all'unico senso di marcia prescritto per tutti gli altri veicoli, lungo la corsia ciclabile per doppio senso ciclabile presente sulla strada stessa. La facoltà può essere prevista indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza e dalla posizione di aree per la sosta veicolare e dalla massa dei veicoli autorizzati al transito. Tale modalità di circolazione dei velocipedi è denominata ''doppio senso ciclabile'' ed è individuata mediante apposita segnaletica;
i- ter) consentire la circolazione dei velocipedi sulle strade di cui alla lettera i), purché non siano presenti binari tramviari a raso ed a condizione che, salvo situazioni puntuali, il modulo delle strade non sia inferiore a 4,30 m.";
2) dopo il comma 11 è inserito il seguente: "11- bis. Nelle zone scolastiche urbane può essere limitata o esclusa la circolazione, la sosta o la fermata di tutte o di alcune categorie di veicoli in orari e con modalità definite con ordinanza del Sindaco. I divieti di circolazione, di sosta o di fermata non si applicano agli scuolabus, agli autobus destinati al trasporto degli alunni frequentanti istituti scolastici, nonché ai titolari di contrassegno di cui all'articolo 382, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495. Chiunque violagli obblighi, le limitazioni o i divieti previsti al presente comma è soggetto alla sanzione amministrativa di cui al comma 13- bis".
d) dopo l'articolo 12 è inserito il seguente:
"Art. 12-bis.
(Prevenzione ed accertamento delle violazioni in materia di sosta e fermata)
1. Con provvedimento del Sindaco possono essere conferite funzioni di prevenzione e accertamento di tutte le violazioni in materia di sosta nell'ambito delle aree oggetto dell'affidamento per la sosta regolamentata ovvero a pagamento, aree verdi comprese, a dipendenti comunali o delle società private e pubbliche esercenti la gestione della sosta di superficie a pagamento o dei parcheggi. Con provvedimento del sindaco possono, inoltre, essere conferite a dipendenti comunali o a dipendenti delle aziende municipalizzate o delle imprese addette alla raccolta dei rifiuti urbani e alla pulizia delle strade funzioni di prevenzione e accertamento di tutte le violazioni in materia di sosta o di fermata connesse all'espletamento delle predette attività.
2. Le funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta e di fermata sono svolte dal personale, nominativamente designato in tale funzione con il provvedimento del Sindaco di cui al comma 1, previo accertamento dell'assenza di precedenti o pendenze penali e con l'effettuazione e il superamento di un'adeguata formazione. Tale personale, durante lo svolgimento delle proprie mansioni, riveste la qualifica di pubblico ufficiale.
3. Le funzioni di cui al comma 1 possono essere conferite anche al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone. A tale personale sono inoltre conferite, con le stesse modalità di cui al comma 1, le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione, fermata e sosta sulle corsie e strade ove transitano i veicoli adibiti al servizio di linea.
4. Al personale di cui al presente articolo è conferito il potere di contestazione delle infrazioni di cui agli articoli 7, 157 e 158, in ragione delle funzioni attribuibili ai sensi dei commi 1 e 2, nonché di disporre la rimozione dei veicoli ai sensi dell'articolo 159, limitatamente agli ambiti oggetto di affidamento di cui al presente articolo. Al suddetto personale è conferito il potere di contestazione nonché di redazione e sottoscrizione del verbale di accertamento delle violazioni di loro competenza. Al personale di cui al comma 1, secondo periodo e di cui al comma 3 è, altresì, conferito il potere di compiere accertamenti di violazioni in materia di sosta o di fermata in aree limitrofe a quelle oggetto dell'affidamento o di gestione dell'attività di loro competenza che sono funzionali, rispettivamente, alla gestione degli spazi per la raccolta dei rifiuti urbani ovvero alla fruizione delle corsie o delle strade riservate al servizio di linea. Il personale dipendente dalla società di gestione dei parcheggi di cui al comma 1, primo periodo, ha possibilità di accertare violazioni relative alla sosta o alla fermata anche nelle aree immediatamente limitrofe alle aree oggetto dell'affidamento solo quando queste costituiscono lo spazio minimo indispensabile per compiere le manovre necessarie a garantire la concreta fruizione dello spazio di sosta regolamentata o del parcheggio oggetto dell'affidamento.
5. L'attività sanzionatoria di cui al presente articolo, successiva all'emissione del verbale da parte del personale e l'organizzazione del relativo servizio, sono di competenza dell'Amministrazione comunale attraverso gli uffici o i comandi a ciò preposti, a cui compete anche tutta l'attività autorizzativa e di verifica sull'operato. I Comuni possono conferire alle società di cui ai commi 1, 2 e 3 la facoltà di esercitare tutte le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese, gli interessi e le penali. Le modalità operative e gli importi di tali azioni di recupero, sono oggetto di negoziazione tra il soggetto concedente ed il concessionario.
6. Ai fini dell'accertamento nonché per la redazione della documentazione in ordine alle violazioni di cui al presente articolo è possibile ricorrere all'uso della tecnologia digitale e a strumenti elettronici e fotografici.
7. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.";
e) all'articolo 37, il comma 3 è abrogato;
f) all'articolo 75, il comma 4 è sostituito dal seguente:''4. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti individua, con proprio decreto, i veicoli di tipo omologato da adibire a servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone di cui all'articolo 85, o a servizio di piazza di cui all'articolo 86, o a servizio di linea per trasporto di persone di cui all'articolo 87, che sono soggetti all'accertamento di cui al comma 2.'';
g) all'articolo 78, comma 1, dopo il primo periodo, è inserito il seguente: ''Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti individua, con proprio decreto, le tipologie di modifica delle caratteristiche costruttive e funzionali per le quali la visita e prova non sono richieste. Con il medesimo decreto sono stabilite, altresì, le modalità e le procedure per gli accertamenti e l'aggiornamento della carta di circolazione.'';
h) all'articolo 94 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 2, le parole: ''procede all'aggiornamento della carta di circolazione'' sono sostituite dalle seguenti: ''procede all'aggiornamento dell'archivio nazionale dei veicoli di cui agli articoli 225 e 226.'';
2) al comma 4, dopo le parole: ''l'aggiornamento'' sono inserite le seguenti: ''dei dati presenti nell'archivio nazionale dei veicoli'';
i) all'articolo 103, comma 1, il secondo periodo è sostituito dal seguente: ''La cancellazione è disposta a condizione che il veicolo sia in regola con gli obblighi di revisione o sia stato sottoposto, nell'anno in cui ricorre l'obbligo della revisione, a visita e prova per l'accertamento della idoneità alla circolazione ai sensi dell'articolo 75, e che non sia pendente un provvedimento di revisione singola ai sensi dell'articolo 80, comma 7.'';
l) all'articolo 126 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) dopo il comma 8 è inserito il seguente:''8-bis. Al titolare di patente di guida che si sottopone, presso la commissione medica locale di cui all'articolo 119, comma 4, agli accertamenti perla verifica della persistenza dei requisiti di idoneità psicofisica richiesti per il rinnovo di validità della patente di guida, la commissione stessa rilascia, per una sola volta, un permesso provvisorio di guida, valido fino all'esito finale della procedura di rinnovo. Il rilascio del permesso provvisorio di guida è subordinato alla verifica dell'insussistenza di condizioni di ostatività presso l'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida di cui all'articolo 226, comma 10. Il permesso provvisorio di guida non è rilasciato ai titolari di patente di guida che devono sottoporsi agli accertamenti previsti dagli articoli 186, comma 8, e 187, comma 6.'';
2) al comma 9, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: ''Chi ha rinnovato la patente di guida presso un'autorità diplomatico-consolare italiana in uno Stato non appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico europeo ha l'obbligo, entro sei mesi dalla riacquisizione della residenza in Italia, di rinnovare la patente stessa secondo la procedura ordinaria prevista al comma 8.'';
3) dopo il comma 10 è inserito il seguente:''10-bis. La commissione medica locale di cui all'articolo 119, comma4, che, a seguito di accertamento dell'idoneità psicofisica, valuta che il conducente debba procedere al declassamento della patente di guida, trasmette, pervia informatica, i dati del conducente all'Ufficio centrale operativo, che provvede alla stampa e alla spedizione della nuova patente di guida. Contenuti e modalità di trasmissione dei dati della commissione medica locale all'Ufficio centrale operativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale sono fissati con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.'';
m) all'articolo 145, dopo il comma 4, sono inseriti i seguenti: "4- bis. I conducenti degli altri veicoli hanno l'obbligo di dare la precedenza ai velocipedi che transitano sulle strade urbane ciclabili o vi si immettono, anche da luogo non soggetto a pubblico passaggio.
4- ter. Lungo le strade urbane i conducenti degli altri veicoli hanno l'obbligo di dare la precedenza ai velocipedi che circolano sulle corsie ciclabili.";
n) all'articolo 148, dopo il comma 9, è inserito il seguente: "9 bis. Lungo le strade urbane ciclabili il conducente di un autoveicolo che effettui il sorpasso di un velocipede è tenuto ad usare particolari cautele al fine di assicurare una maggiore distanza laterale di sicurezza in considerazione della minore stabilità e della probabilità di ondeggiamenti e deviazioni da parte del velocipede stesso.
Prima di effettuare il sorpasso di un velocipede, il conducente dell'autoveicolo valuta l'esistenza delle condizioni predette per compiere la manovra in completa sicurezza per entrambi i veicoli riducendo particolarmente la velocità, ove necessario, affinché la manovra di sorpasso sia compiuta a ridottissima velocità qualora le circostanze lo richiedano. Chiunque viola le disposizioni del presente comma è soggetto alle sanzioni amministrative di cui al comma 16, primo periodo.";
o) all'articolo 150, dopo il comma, è inserito il seguente: "2 bis. Lungo le strade urbane a senso unico, in cui è consentita la circolazione a ''doppio senso ciclabile'' di cui all'articolo 7, comma 1, lettera i bis), qualora risulti non agevole l'incrocio, i conducenti degli altri veicoli devono dare la precedenza ai velocipedi che circolano sulla corsia ciclabile per doppio senso ciclabile.";
p) all'articolo 175, comma 2, lettera b), sono aggiunte, infine, le seguenti parole: '', ad eccezione dei tricicli, di cilindrata non inferiore a 250 cc se a motore termico e comunque di potenza non inferiore a 15 kW, destinati al trasporto di persone e con al massimo un passeggero oltre al conducente'';
q) all'articolo 180, comma 4, dopo le parole: ''e per quelli adibiti a locazione senza conducente'' sono inserite le seguenti:'', ovvero con facoltà di acquisto in leasing,'';
r) all'articolo 182 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 9-ter, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: ''L'area delimitata è accessibile attraverso una corsia o da una pista ciclabile di lunghezza pari almeno a 5 metri, situata sul lato destro in prossimità dell'intersezione.'';
2) dopo il comma 1 è inserito il seguente: "1- bis Le disposizioni del comma 1 non si applicano alla circolazione dei velocipedi sulle strade urbane ciclabili.";
3) il comma 9 è sostituito dal seguente "9. I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate ovvero sulle corsie ciclabili o sulle corsie ciclabili per doppio senso ciclabile, quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento.
Le norme previste dal regolamento per la circolazione sulle piste ciclabili si applicano anche alla circolazione sulle corsie ciclabili e sulle corsie ciclabili per doppio senso ciclabile.";
s) all'articolo 201, comma 1-bis, lettera g), le parole: ''attraverso i dispositivi previsti dall'articolo 17, comma 133-bis, della legge 15 maggio1997, n. 127'' sono sostituite dalle seguenti: ''o con accesso o transito vietato, attraverso dispositivi omologati ai sensi di apposito regolamento emanato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Con il medesimo regolamento sono definite le condizioni per l'installazione e l'esercizio dei dispositivi di controllo, al fine di consentire la rilevazione delle violazioni dei divieti di circolazione, in ingresso, all'interno ed in uscita nelle corsie, strade, aree e zone di cui al periodo precedente, nonché il controllo della durata di permanenza all'interno delle medesime zone''.
5-ter. L'articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre1992, n. 495, è abrogato.
5-quater. L'articolo 59 della legge 29 luglio 2010, n. 120, è abrogato.
5-quinquies. Il decreto del Presidente delle Repubblica 22 giugno1999, n. 250, recante ''Regolamento recante norme per l'autorizzazione alla installazione e all'esercizio di impianti per la rilevazione degli accessi di veicoli ai centri storici e alle zone a traffico limitato, a norma dell'articolo 7,comma 133-bis, della legge 15 maggio 1997, n. 127'' è abrogato all'entrata in vigore del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da adottarsi ai sensi dell'articolo 201, comma 1-bis, lettera g), del decreto legislativo 30aprile 1992, n. 285.
5-sexies. All'articolo 92 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) il comma 4 è sostituito dal seguente:"4. In considerazione dello stato di emergenza nazionale di cui alla delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, è autorizzata la circolazione fino al 31 ottobre 2020 dei veicoli da sottoporre entro il 31 luglio2020 alle attività di visita e prova di cui agli articoli 75 e 78 ovvero alle attività di revisione di cui all'articolo 80 del decreto legislativo 1992, n. 285,e rispettivamente è autorizzata la circolazione fino al 31 dicembre 2020 dei veicoli da sottoporre ai medesimi controlli entro il 30 settembre 2020 nonché la circolazione fino al 28 febbraio 2021 dei veicoli da sottoporre agli stessi controlli entro il 31 dicembre 2020.";
2) dopo il comma 4-sexies è aggiunto il seguente:''4-septies. Al fine di mitigare gli effetti derivanti dall'attuazione delle misure di contenimento previste dall'articolo 1 del decreto-legge 23 febbraio2020, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13,dall'articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, e dai relativi provvedimenti attuativi, nonché di ridurre i tempi di espletamento delle attività di cui all'articolo80 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, fino al 31 marzo 2021 gli accertamenti previsti dal medesimo articolo 80 possono essere svolti anche dagli ispettori di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti19 maggio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 giugno 2017, n.139, come modificato dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti11 dicembre 2019. Ai predetti ispettori è riconosciuto, per lo svolgimento dell'attività, un compenso, a carico esclusivo dei richiedenti la revisione, determinato secondo le modalità di cui all'articolo 19, commi 1, 2, 3 e 4della legge 1° dicembre 1986, n. 870.''.
5-septies. All'articolo 1, comma 104, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: ''Allo scopo di finanziare interventi finalizzati alla progettazione di ciclovie interurbane, come definite ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera b), della legge 11 gennaio 2018, n. 2'' sono sostituite dalle seguenti: ''Per l'installazione della segnaletica lungo l'itinerario ciclo-turistico appenninico tra il Comune di Altare, in Liguria, fino al Comune di Alia, in Sicilia'';
b) il secondo periodo è sostituito dal seguente: ''Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro il 30 novembre2020, sono definite le modalità di erogazione delle risorse del predetto Fondo.''.
5-octies. All'articolo 1, comma 687, della legge 27 dicembre 2019, n.160, le parole: ''entro il 31 ottobre 2020'' sono sostituite dalle seguenti: ''entro il 31 marzo 2021''.
5-nonies. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione, si provvede all'aggiornamento del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495.
5-decies All'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2002, n. 168, le parole: ''sulle strade di cui all'articolo 2, comma 2, lettere C e D, del citato decreto legislativo, ovvero su singoli tratti di esse, individuati con apposito decreto del prefetto ai sensi del comma 2'', sono sostituite dalle seguenti: ''sulle restanti tipologie di strade, ovvero su singoli tratti di esse, individuati con apposito decreto del prefetto ai sensi del comma 2".
5-undecies. All'articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, i commi 132 e 133 sono abrogati.
5-duodecies.L'articolo 68 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, è abrogato».

Emendamento frutto del lavoro dei Gruppi e dell'interlocuzione con i Comuni riguardante la mobilità nelle città, per dare più strumenti per organizzare la mobilità evitando che il post-Covid, con le difficoltà di utilizzo del trasporto pubblico, ci faccia tornare indietro a un uso diffuso e prioritario dell'automobile, con le conseguenze devastanti che avrebbe su traffico e ambiente.


ARTICOLO 50
Emendamento 50.48 (testo 2)
Ferrazzi, Nugnes, Mirabelli

Apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera d), numero 1), sostituire le parole "dell'ISPRA" con le seguenti "del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente di cui alla legge 28 giugno 2016, n. 132" b) dopo il comma 3 inserire il seguente: «3-bis. Entro 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del presente decreto-legge, con uno o più decreti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e con il Ministero della salute, sono recepite le norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale, elaborate dal Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, finalizzata allo svolgimento della valutazione di impatto ambientale, anche ad integrazione dei contenuti degli studi di impatto ambientale di cui all'Allegato VII alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152»


ARTICOLO 53
Emendamento 53.3 (testo 2)
Ferrazzi, Mirabelli

Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) all'alinea, sostituire le parole «All'articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:», con le seguenti: «All'articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:»;
b) al capoverso 4-bis apportare le seguenti modificazioni:
1) sostituire le parole: «ln caso di inerzia, trascorsi quindici giorni dalla scadenza del termine di trenta giorni di cui al periodo precedente, il Piano di indagini preliminari è concordato con I'ISPRA», con le seguenti: «ln caso di mancata pronuncia nei termini da parte dell'Agenzia di protezione ambientale territorialmente competente, il Piano di indagini preliminari è concordato con l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che si pronuncia entro e non oltre i quindi giorni successivi su segnalazione del proponente, ovvero dell'autorità competente»;
2) sostituire le parole: "da avviare" fino alla fine del periodo con le seguenti "da concludersi nel termine di novanta giorni dalla data di acquisizione dell'autocertificazione, decorsi i quali il procedimento di verifica si considera definitivamente concluso";
c) al capoverso 4-quater, primo periodo, dopo le parole: "anche solo per la motrice suolo" aggiungere le seguenti: ", anche a stralcio in relazione alle singole aree catastalmente individuate".
d) dopo il comma 9, inserire il seguente: "9-bis. ln caso di compravendita di aree ubicate nei siti di interesse nazionale, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, su istanza congiunta degli interessati, autorizza entro novanta giorni dal ricevimento dell'istanza la volturazione dell'autorizzazione di cui all'articolo 242, commi 4 e 6.".


ARTICOLO 55
Emendamento 55.5 (testo 2)
Ferrazzi, Mirabelli

Apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera a), punto 1), dopo le parole: "al comma 3, " sono aggiunte le seguenti: «"primo periodo è sostituito dal seguente: "Il Presidente è nominato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con i presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, nell'ambito di una terna proposta dal Ministro e composta da soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni, nelle professioni, ovvero di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Entro trenta giorni dalla ricezione della proposta, i presidenti delle regioni interessate esprimono l'intesa su uno dei candidati proposti. Decorso il suddetto termine senza che sia raggiunta l'intesa con i presidenti delle regioni interessate, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta, provvede, alla nomina del Presidente, scegliendo tra i nomi compresi nella terna.", nonché "»;
b) al comma 1, lettera e), dopo le parole: "ovvero di durata inferiore se richiesta dallo stesso ente parco" sono aggiunte le seguenti: "fatta salva l'eventuale estensione della durata della concessione ai sensi dell'articolo 14, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296";
c) dopo il comma 3 è inserito il seguente: "3-bis. All'articolo 227 del decreto legge n. 34 del 2020, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 1, dopo le parole: "dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141" sono aggiunte le seguenti: ", nonché nelle aree marine protette", nonché le parole: "alle micro, piccole e medie imprese" sono sostituite dalle seguenti: "alle micro e piccole imprese";
2) al comma 3, le parole: "avere sede legale e operativa nei comuni aventi almeno il 45 per cento della propria superficie compreso all'interno di una ZEA" sono sostituite dalle seguenti: "avere la sede operativa all'interno di una ZEA o che operano all'interno di un'area marina protetta";
3) dopo il comma 3 inserire il seguente: "3-ter. All'articolo 4-ter, comma 2, del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, convertito con modificazioni dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141, le parole "micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa nei comuni aventi almeno il 45 per cento della propria superficie compreso all'interno di una ZEA" sono sostituite dalle seguenti "micro e piccole imprese con sede operativa all'interno di una ZEA".";

Emendamento sulle Zone economiche ambientali molto importante per il rafforzamento e il rilancio del sistema italiano delle aree protette, comprese le aree marine, anche in un'ottica di economia green. Si tratta di un emendamento che riordina e stabilizza la governance dei Parchi, semplificando ed accelerando l'iter di nomina del Presidente e del Direttore, per evitare il rischio di blocco delle procedure, come è avvenuto in molti casi in cui il ministero è stato costretto a nominare i commissari. Si danno forme di sostegno sostenibile agli imprenditori nelle aree protette, assicurando la possibilità all'ente parco di garantire l'avvio e la promozione di attività eco-compatibili, privilegiando la rete delle micro e piccole imprese. Vengono valorizzati i beni demaniali presenti nei parchi nazionali, creando i presupposti per ristrutturarli e recuperarli. 


Ordini del Giorno accolti dal Governo come raccomandazione:

G/1883/81/1 e 8 (già 3.6 testo 2)
Ruotolo, Grasso, De Petris, Errani, Laforgia, Nugnes, Mirabelli

Il Senato,
premesso che:
il decreto-legge in conversione reca un complesso di norme in materia di semplificazione ed innovazione digitale, relativamente a diversi settori, tra cui, in particolare, quello dei contratti pubblici;
in particolare, gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 8 e 9 intervengono con misure mirate ad incentivare gli investimenti pubblici nel settore delle infrastrutture e delle opere pubbliche, anche nell'ottica di una semplificazione per gli operatori economici che partecipano alle procedure di affidamento;
considerato che:
laBanca dati nazionale degli operatori economici (BDOE), istituita ai sensi dell'articolo 81 del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n.50, costituirebbe, se effettivamente operativa, uno straordinario strumento di semplificazione cui fare ricorso al fine di comprovare il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-professionale ed economico e finanziario per la partecipazione alle procedure di gara, sia nella fase della partecipazione, sia nella fase di esecuzione;
la BDOE rappresenta un salto di qualità, un'evoluzione 'disruptive', innovativa, realizzata attraverso la minimizzazione e progressiva eliminazione di attività manuali nel produrre dati e documentazioni richiesti dalle procedure di gara, il dialogo tra sistemi che permettono di estrarre e mettere a disposizione informazioni già in possesso della PA, la riduzione di tempi e costi di partecipazione alle gare e una più semplice e accurata esclusione dalle procedure per chi non rispetta le regole;.
che, ad oggi, tale BDOE non è immediatamente operativa, con la conseguenza che le stazioni appaltanti non dispongono, di fatto, di un data base completo, contenente tutte le informazioni necessarie per la partecipazione alle procedure di affidamento di contratti pubblici;
che risulta pienamente rispondente alla "ratio" del decreto legge assicurare l'interconnessione per interoperabilità dei dati delle pubbliche amministrazioni, nonché le migliori pratiche riguardanti metodologie organizzative e di lavoro, metodologie di programmazione e pianificazione, riferite anche all'individuazione dei dati rilevanti, alla loro raccolta, gestione ed elaborazione, soluzioni informatiche, telematiche e tecnologiche di supporto;
che sarebbe di fondamentale importanza fornire ai RUP uno strumento contenente tutte le informazioni necessarie ai fini della partecipazione alle procedure di affidamento, pur nel rispetto dei profili di sicurezza relativi agli accessi, che devono, ovviamente, essere limitati ai dati dei soli operatori economici partecipanti a una specifica procedura di gara;
che l'attuazione e la messa in esercizio di questo sistema unico e centralizzato di dialogo e scambio di dati e documenti si colloca nell'ambito del progetto "Italia login - la casa del cittadino", Programma Operativo Nazionale "Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020" e recepisce e attua le finalità del Codice dell'Amministrazione Digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e della circolare n. 3 del 6 dicembre 2016 dell'Agenzia per l'Italia Digitale (AGID), recante le "Regole tecniche aggiuntive per garantire il colloquio e la condivisione dei dati tra sistemi telematici di acquisto e negoziazione", che prevede tra l'altro l'evoluzione dell'attuale SPCoop (Servizio Pubblico di Cooperazione Applicativa fra le pubbliche amministrazioni) e le "Linee guida per transitare al nuovo modello di interoperabilità" di AGID;
che il Governo deve promuovere la cultura tecnica e la pratica applicativa del processo di adeguamento digitale e che tale intervento di promozione si impone come necessario in considerazione del quadro tecnologico e applicativo internazionale, in rapida evoluzione;
considerato, infatti, che:
a livello europeo, sono stati pubblicati negli ultimi anni vari atti legislativi, tra i quali: - l'Accordo di Partenariato Italia 2014-2020 per l'impiego dei fondi strutturali e di investimento europei, adottato con Decisione di esecuzione della Commissione Europea C(2014) 8021 final, 29 ottobre 2014;
- la decisione della Commissione Europea C(2015) del 23 febbraio 2015, n. 1343 concernente l'approvazione del Programma Operativo Nazionale (PON) "Governance e capacità istituzionale" 2014-2020, CCI12014IT05M20P002, cofinanziato dal Fondo sociale europeo (FSE) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per lo sviluppo e l'occupazione e che si propone di contribuire al perseguimento della 'Strategia Europa 2020';
- la direttiva ESPD, legge dell'Unione Europea 2016/7 del 5 gennaio 2016, che stabilisce lo standard per il documento di gara unico europeo in formato elettronico, con cui vengono raccolte per mezzo di autocertificazione le informazioni di carattere generale, di capacità tecnica e di capacità ed affidabilità economico-finanziaria degli operatori economici interessati a partecipare alle procedure di gara indette dalla pubblica amministrazione, e che rappresentano i requisiti la cui richiesta di comprova viene alimentata da BDOE con le sue attività di dialogo e orchestrazione tra vari soggetti; la costruzione e messa in opera della BDOE rappresenta, quindi, un importante allineamento di carattere normativo e al contempo un esempio di sostanziale innovazione tecnologica e di processo, che realizza la progressiva informatizzazione delle procedure di raccolta e fruizione della documentazione necessaria per le procedure di gara e la razionalizzazione, semplificazione e velocizzazione dei processi di Procurement per la pubblica amministrazione a livello nazionale, coerentemente e in accordo con gli stessi processi nei paesi dell'Unione Europea, realizzando a lungo termine sinergie e riduzioni di costi, e che assolve agli obiettivi di:
- applicare l'art. 81 del codice e attuare le finalità di semplificazione e accelerazione dell'iter delle procedure di appalto, aumentando la competitività del Sistema Italia e riducendo sensibilmente i tempi e relativi costi necessari per produrre e verificare la documentazione all'interno delle procedure di appalto sia per le stazioni appaltanti che per gli operatori economici;
- assicurare nel breve, medio e lungo periodo l'interazione delle stazioni appaltanti con gli Enti titolari dei documenti di comprova degli operatori economici, attraverso la BDOE;
impegna il Governo a:
adottare tutte le iniziative necessarie al fine di assicurare l'immediata operatività della BDOE di cui all'articolo 81 del Codice dei contratti pubblici, tenuto conto del fatto che Il processo di definizione, progettazione, collaudo e messa in opera della BDOE si realizza attraverso l'identificazione dei soggetti coinvolti nel dialogo con la Banca Dati BDOE, la definizione dei requisiti necessari per la corretta esecuzione delle attività di Procurement nell'ambito della procedura di comprova dei requisiti e lo sviluppo delle attività funzionali e il collaudo delle stesse.


G/1883/71/1 e 8 (già 8.113 e 8.115)
Fedeli, Rossomando, Nannicini, Mirabelli, D'Arienzo, Boldrini, Ferrazzi

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale (A.S. 1883) impegna il Governo
ad affrontare e risolvere, nel primo provvedimento utile, le problematiche sollevate dagli emendamenti 8.113 e 8.115


G/1883/121/1 e 8 (già 22.2)
Mirabelli, D'Alfonso, Astorre

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale (A.S. 1883) Visto l'articolo 22 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76;
Ritenuto che,
lo sviluppo dell'azione di controllo della Corte dei conti, a supporto del rilancio del sistema-Paese, debba essere agevolato in ogni modo, anche per consentire a tutte le Amministrazioni pubbliche, centrali e territoriali, di superare definitivamente la c.d. "paura della firma";
Considerato che,
la potestà regolamentare esercitata autonomamente dal Consiglio di presidenza della Corte dei conti, in attuazione del terzo comma dell'articolo 100 della Costituzione, pur potendosi esplicare tanto sui regolamenti indipendenti di funzionamento e amministrazione, di cui all'articolo 4 della legge n. 20 del 1994, quanto sui regolamenti indipendenti per l'organizzazione del controllo, di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 286 del 1999, non possa introdurre nell'ordinamento nuovi ambiti soggettivi di esplicazione delle varie forme di controllo ovvero nuove funzioni di collaborazione istituzionale con le citate Amministrazioni pubbliche;
impegna il Governo
ad adottare ogni urgente iniziativa, anche di carattere normativo, affinché:
a) per il controllo preventivo di legittimità sui contratti pubblici, quantomeno quelli di valore superiore ad un milione di euro, possano essere previsti termini dimezzati e resti, in ogni caso, esclusa la gravità della colpa anche nelle ipotesi di scadenza del termine per la registrazione senza alcuna pronuncia della Corte dei conti;
b) la stessa Corte dei conti, in sede centrale e territoriale, possa rendere pareri nelle materie di contabilità pubblica, anche su fattispecie specifiche purché di valore complessivo superiore a un milione di euro, a richiesta di tutte le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, restando esclusa, in ogni caso, la gravità della colpa per gli atti gestionali pienamente conformi ai pareri resi.


G/1883/72/1 e 8 (già 38.1 e 38.5)
Mirabelli, Collina, Ferrazzi, Assuntela Messina

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale (A.S. 1883)
impegna il Governo
ad affrontare e risolvere, nel primo provvedimento utile, le problematiche sollevate dall'emendamento 38.1

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