Stop alle mafie: come combatterle in Europa

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Intervento all'incontro “Stop alle mafie: come combatterle in Europa” svolto alla Festa dell'Unità a Milano (video).

Stiamo vivendo un impasse nel lavoro della Commissione Parlamentare Antimafia che speriamo di superare adesso con l’impulso del nuovo Governo.
Nel Governo precedente, da una parte della maggioranza, mi pare che non ci fosse tanto la volontà di far funzionare la Commissione.
Ci è voluto quasi un anno per fare la prima missione, mentre nella precedente Legislatura eravamo abituati a fare tre o quattro missioni al mese per essere ovunque succedevano cose (dall’Emilia alla Calabria, alla Lombardia) per capire meglio le vicende. Fino ad ora i risultati ma anche complessivamente ciò che ha fatto la Commissione Antimafia in questa Legislatura è assolutamente insufficiente.
La scorsa Legislatura mi ha insegnato che la politica deve fare alcune cose se vuole combattere la mafia: innanzitutto deve mettere in campo una volontà vera di sconfiggere la mafia; secondariamente deve avere la capacità di ascoltare persone competenti in materia, come Nando Dalla Chiesa, che nella scorsa Legislatura è stato importante e prezioso perché abbiamo fatto un’analisi approfondita di cosa sono le mafie al Nord grazie al lavoro dell’Università di Milano e al Dipartimento che lui coordina, che ci ha consentito di capire molte cose.

La corruzione alimenta le mafie. Quale politica per la legalità

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Intervento all'incontro "La corruzione alimenta le mafie. Quale politica per la legalità" alla Festa Nazionale dell'Unità a Ravenna (video).

Penso che dobbiamo da subito, al di là di ciò che c’è scritto nei 26 punti che poi andranno tutti approfonditi, costruire una discontinuità sui temi della legalità, della lotta alla corruzione, della lotta alle mafie rispetto a quello che è stato il Governo giallo-verde, dove queste questioni sono state affrontate non da M5S, come ci aspettavamo, ma principalmente da Salvini.
In questo anno e mezzo, il Governo giallo-verde ha dato un’impronta precisa all’idea di legalità che avevano. Sono stati fatti due Decreti denominati “Sicurezza” ma nessuno dei due si è occupato dei problemi veri della legalità e della sicurezza in Italia che sono la lotta alle mafie e la lotta alla corruzione.
Il Governo giallo-verde ha spiegato ai cittadini che i problemi di sicurezza e di legalità del Paese sono costituiti dagli immigrati, dai clochard, dai parcheggiatori abusivi…

Legalità prima di tutto

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Intervento all’incontro “Legalità prima di tutto” nella Festa PD del Borgorino (video).

Dentro le vicende accadute nel varesotto ci sono molte componenti che confermano quanto è emerso dagli approfondimenti che abbiamo fatto nella scorsa Legislatura con la Commissione Parlamentare Antimafia e la collaborazione dell’Università degli Studi di Milano con Nando Dalla Chiesa sulla presenza delle mafie al Nord. Quello che è emerso è contenuto nella Relazione conclusiva dei lavori della Commissione che dice che le mafie - e in particolare la ‘ndrangheta - sono insediate al Nord.
Il racconto che abbiamo costruito con le inchieste è di una presenza ‘ndranghetista radicata su questi territori, nei Comuni piccoli, dove non ci sono i riflettori, dove è più facile mimetizzarsi, più vicini al confine perché così diventa più facile riunirsi senza essere intercettati andando dall’altra parte della frontiera. Gli ‘ndranghetisti, infatti, tendono a non esporsi e non esibirsi, fanno lavori umili e mandano le mogli a fare i servizi.
La ‘ndrangheta c’è qui ed ha cambiato strategia: non spara; è interessata a penetrare nell’economia legale, entrare nelle aziende e quella di utilizzare le ricchezze per entrare nelle imprese sta diventando l’attività principale per condizionare l’economia.

La lotta alla criminalità organizzata: il ruolo della politica e la cultura della legalità

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Intervento al dibattito "La lotta alla criminalità organizzata: il ruolo della politica e la cultura della legalità" alla Festa del PD a Melzo (video).

Il tema delle mafie riguarda quest’area del Paese.
Il giornalista Giampiero Rossi ha descritto un’evoluzione delle mafie. Noi dobbiamo sapere che oggi le mafie e in particolare la ‘ndrangheta - come spiega anche la Relazione conclusiva dei lavori della Commissione Parlamentare Antimafia della scorsa Legislatura - sono insediate al Nord, come in tutto il Paese.
Le mafie, infatti, sono un fenomeno nazionale ma ormai anche internazionale.
La ‘ndrangheta è un’organizzazione molto moderna, nonostante abbia anche riti atavici e origini lontane nel tempo.
La ‘ndrangheta ha l’idea di esportare la calabresità ma nel suo agire è molto moderna e ha una grande capacità di cambiare.
L’Italia ha i migliori investigatori e le migliori leggi del mondo per il contrasto della criminalità organizzata ma le mafie si attrezzano e cambiano per sfuggire.
Dal racconto fatto da Giampiero Rossi si capisce che oggi la ‘ndrangheta che è in grado di fornire servizi alle aziende: è partita dalla movimentazione terra, di cui ha il monopolio in Lombardia e in particolare nella provincia di Milano, ed è arrivata a fornire anche servizi non semplici (false fatturazioni, garantire credito) e una capacità di mettere in campo ogni volta strumenti nuovi.