Che Antoci sia una vittima è una certezza

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Antoci è stato vittima di un attentato da cui è scampato per miracolo e si è battuto contro la mafia dei pascoli da Presidente del Parco dei Nebrodi.
Queste sono certezze che nessuno può mettere in discussione.
Credo che l’Antimafia debba difendere Giuseppe Antoci, non far altro.

Coniugare legalità e lavoro; prevenire i reati non solo punire

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Intervento svolto al ANCE sul tema "Presunzione di (non) colpevolezza" (video).

Il Partito Democratico, nella scorsa Legislatura, aveva già fatto una riforma della prescrizione e, rispetto alla discussione sulla modifica attuale, il nostro punto di riferimento sarà la nostra proposta.
Non ci sarà nessun automatismo.
Anche rispetto alle questioni poste da ANCE ci dovrà essere una discontinuità rispetto a ciò che ha fatto il Governo giallo-verde.
Nelle proposte presentate da ANCE ci sono alcuni principi che credo vadano affrontati.
La prima discontinuità riguarda ciò che esplicita il sottotitolo della Guida ANCE alla "Presunzione di (non) colpevolezza", cioè il “Come coniugare difesa della legalità e tutela dei diritti costituzionali”.
Credo, infatti, che debba essere chiaro che legalità e possibilità di far funzionare le aziende non possono essere due principi messi in contraddizione l’uno con l’altro.

Il padrino dell’antimafia

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Intervento svolto alla presentazione del libro di Attilio Bolzoni “Il padrino dell’antimafia. Una cronaca italiana sul potere infetto” (video).

Ad Attilio Bolzoni va il ringraziamento per aver fatto un libro che obbliga a riflettere su una cosa reale di cui si è parlato troppo poco e che invece va approfondita, soprattutto da parte di chi si occupa di antimafia perché c’è bisogno di mettere in campo anticorpi rispetto ad un uso spregiudicato e criminale dell’antimafia, non solo in Sicilia.
Un altro ringraziamento va anche a Rosy Bindi perché ha un grande merito nell’aver voluto che la Commissione Parlamentare Antimafia facesse quell’approfondimento e non era contento nessuno che ci occupassimo di questo e che ascoltassimo in audizione molti di coloro che sono considerati i rappresentanti più autorevoli dell’antimafia in Italia per costringerli a riflettere su alcune vicende.
Il libro “Il padrino dell’antimafia. Una cronaca italiana sul potere infetto” è molto esplicito: racconta un clima, un ambiente culturale, reati che si trovano negli atti giudiziari ma anche comportamenti diffusi nelle classi dirigenti della Sicilia. Si parla di politica, di impresa e, purtroppo, anche di ambienti della magistratura.
Di vicende come quella raccontata nel libro, purtroppo, ne stiamo vedendo tante.