Duro colpo alla mafia di Nebrodi

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I 94 arresti di oggi, il sequestro di 151 aziende ha inferto un colpo durissimo alla mafia dei Nebrodi!
Complimenti ai magistrati. Grazie a Giuseppe Antoci che col suo protocollo ha combattuto l’affare dei fondi europei e che per questo la mafia voleva uccidere.
Oggi è più chiaro.

Lo Stato sta combattendo le mafie ma ci vuole più attenzione da parte di tutti

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Intervento in tv a 7Gold (video).

Io penso che ci siano state una serie di inchieste, interventi della magistratura e arresti anche in queste ultime settimane che confermano che c’è una presenza molto significativa della ‘ndrangheta al Nord. La scorsa Commissione Parlamentare Antimafia parlava di insediamento della ‘ndrangheta al Nord.
L’inchiesta sulla Valle D’Aosta che ha portato alle dimissioni del Presidente, l’inchiesta sul Piemonte di adesso, le tante inchieste riguardanti il Veneto confermano che la ‘ndrangheta è insediata al Nord, cerca di penetrare nell’economia legale.
Nell’inchiesta che si è conclusa ieri a Catanzaro è emerso quanto i professionisti e i colletti bianchi contino nella penetrazione della criminalità organizzata nell’economia legale.
Il punto è che sta emergendo una criminalità organizzata che riesce a condizionare la politica, non tanto per gli appalti ma per avere vantaggi e lo fa attraverso il voto di scambio, cioè promettendo voti in cambio di favori.
Questo è molto rilevante, molto preoccupante e deve spingere tutta la politica e tutti gli amministratori ad alzare la soglia dell’attenzione. Si deve sapere che, anche se non spara o non la vediamo in strada, la ‘ndrangheta esiste e bisogna stare attenti.

In democrazia nessuno è al di sopra della legge

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Intervento in tv a 7Gold (video).

Le persone non possono violare la legge, neanche Salvini e neanche se è stato eletto può violare la Legge.
Se per un magistrato una persona ha violato la legge, anche se è Salvini, deve essere processata e poi sarà il tribunale a stabilire se la legge è stata violata o meno.
In questo Paese nessuno è al di sopra della legge. Anche se una persona è stata eletta non significa che possa fare ciò che vuole.
Forse, oltretutto, il declino di Salvini è iniziato quando è andato a spiegare che voleva tutti i poteri, cioè la possibilità di essere sopra alla legge, ma questo in una democrazia non è possibile per nessuno.

Video dell'intervento»

In Val d’Aosta si torni presto al voto

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L'inchiesta della DDA di Torino che sta investendo la giunta della Valle D'Aosta conferma l'insediamento della ‘ndrangheta al Nord ma, se fossero dimostrate le ipotesi investigative, saremmo di fronte ad un salto di qualità senza precedenti nella capacità delle mafie di condizionare il governo regionale e le istituzioni.
Il fondato sospetto che in Valle d'Aosta siano stati gli interessi mafiosi a determinare le scelte della giunta, e non quelli dei cittadini e del territorio, è più che sufficiente per imporre l'azzeramento della giunta e il ritorno al voto. Ne va della credibilità delle istituzioni.
Ma questa vicenda conferma purtroppo la pericolosità della presenza della ‘ndrangheta al Nord e la necessità di considerare la lotta alle mafie una priorità che impone trasparenza nei comportamenti, attenzione e regole nella definizione delle candidature, la messa in campo di tutte le forme di prevenzione della corruzione nell'attività amministrativa.