Non contrapporre il rispetto dei principi costituzionali alla lotta alla mafia

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La proposta della Meloni sull'ergastolo ostativo è irricevibile.
Per noi non devono essere contrapposti il rispetto dei principi costituzionali e la lotta alla mafia.
La stessa Corte Costituzionale invita il Parlamento a pensare a una nuova norma, che escluda la possibilità per i mafiosi condannati di tornare ad avere rapporti con le organizzazioni criminali, senza violare i principi costituzionali sulle finalità delle pene.
E' possibile farlo e il Parlamento deve impegnarsi per questo.
Meloni preferisce fare propaganda e addirittura prefigurare pericolose modifiche costituzionali, ma non è così che troveremo le soluzioni per continuare a combattere le mafie.


Accogliere i rilievi della Corte Costituzionale sull'ergestolo ostativo senza sacrificare la lotta alle mafie

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L'annunciata ordinanza della Corte Costituzionale sull'ergastolo ostativo si fonda su ragioni forti ma allo stesso tempo riconosce la necessità di intervenire per impedire che il rispetto di principi di civiltà giuridica indebolisca la lotta alla mafia e consenta la possibilità per i mafiosi condannati all'ergastolo e che non collaborano di poter rinsaldare il rapporto con le organizzazioni criminali.
La Corte dà ora al Parlamento la responsabilità di legiferare, entro un anno.
Vanno introdotte norme rigorose che impediscano a chi mantiene rapporti con le mafie sul territorio di godere dei benefici senza violare la Costituzione.
Serve riconoscere insieme la funzione riabilitativa della pena ma anche la pericolosità eversiva delle mafie.

Interverremo per migliorare la situazione nelle carceri

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Intervento a Radio Radicale (video).

Credo che la situazione che c’è nelle carceri sia grave, anche dal punto di vista del sovraffollamento: la conoscevamo da tempo e abbiamo provato ad intervenire, anche guardando all’emergenza covid. Il fatto che tutte le Regioni stiano intervenendo per vaccinare i detenuti è importante, al di là delle prese di posizione di qualche esponente politico.
Abbiamo messo in campo una serie di misure in relazione all’emergenza covid, che vanno dalla possibilità di rimanere fuori dal carcere per chi ha permessi di lavoro o permessi premio alla possibilità di ottenere gli arresti domiciliari per chi ha ancora da scontare fino a 18 mesi di pena.
Se si riuscisse a confermare queste misure in una fase non emergenziale potrebbe essere utile.
Un’altra strada possibile è quella che avevamo già cercato di intraprendere con l’ultimo decreto con cui si è intervenuti sul carcere, a cui avevo presentato un emendamento per chiedere la possibilità di aumentare da 45 a 60 giorni ogni sei mesi lo sconto di pena per buona condotta.
Questo avrebbe prodotto la scarcerazione di molti detenuti. Su questo è nostra intenzione intervenire di nuovo, magari nel Decreto Aprile, in cui c’è una parte dedicata alla Giustizia.

Le mafie ai tempi della pandemia e del Recovery Plan

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Intervento al videoevento organizzato da Zona Dem a cui hanno partecipato anche Mimmo Bevacqua (Consigliere Regionale PD della Calabria) e Federico Cafiero De Raho (Procuratore Nazionale Antimafia).

Ringrazio il Procuratore De Raho per la partecipazione a questo incontro, per essere ancora in ufficio a tarda serata e per il lavoro che fa.
Il Procuratore ha illustrato bene quali sono i nodi e le questioni centrali che dobbiamo affrontare in questo momento per ridurre gli spazi della criminalità organizzata e sconfiggerla.
Il Procuratore De Raho, con la sua gentilezza, ha sfidato la politica a fare fino in fondo il suo dovere.
La magistratura, le forze dell’ordine fanno moltissimo per contrastare la criminalità organizzata e, da questo punto di vista, dobbiamo essere orgogliosi del nostro Paese. Abbiamo le mafie ma abbiamo anche capacità investigative e strumenti straordinari che il mondo ci invidia e andiamo nel mondo a spiegare come si combattono le mafie; portiamo nel mondo le norme e le scelte che qui ci hanno consentito di dare colpi durissimi alle mafie.