Centrodestra e Morra riflettano: l’Antimafia non si può fermare

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Articolo pubblicato su Huffington PostImmagina.

La scelta del centrodestra di non partecipare ai lavori della Commissione Parlamentare Antimafia, per protestare contro le dichiarazioni del Presidente Morra, certamente improvvide e sbagliate sui calabresi e sulla compianta Jole Santelli, merita alcune riflessioni.
Occorre guardare agli effetti che quella scelta può avere sul funzionamento di una Istituzione che ha storicamente, in oltre 50 anni di vita, rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la lotta alle mafie.
Se è legittima e giustificata la protesta del centrodestra, non credo lo sia la scelta del boicottaggio che, peraltro, Forza Italia già attuò nella scorsa legislatura contro Rosy Bindi.
Non lo è perché è evidente che così non si colpisce o si penalizza soltanto il Presidente, ma si mina e si interrompe il lavoro della Commissione stessa.
Aggiungo che, e su questo credo che il centrodestra debba fare una riflessione coraggiosa, questa discussione e la legittima indignazione per esternazioni che un rappresentante delle istituzioni non può permettersi, non può portare alla rimozione dell'ennesima inchiesta che conferma il radicamento in Calabria della ‘ndrangheta e i suoi rapporti consolidati con l'economia e la politica.
Dare l'idea che la politica preferisca parlarsi addosso rinunciando ad affrontare un tema, quello della lotta alle mafie, decisivo per il futuro non solo della Calabria ma dell'intero Paese, colpisce la credibilità non solo della Commissione, ma della politica stessa.

Morra deve rappresentare le istituzioni, non se stesso

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Abbiamo già avuto modo di denunciare e condannare le affermazioni di Morra dell’altro giorno e le reiterate provocazioni di queste ore.
Non c’è da aggiungere molto: si è mancato di rispetto alla memoria di Jole Santelli, agli elettori calabresi ma soprattutto si è alzato un colpevole polverone che ha messo in secondo piano che il vero problema della Calabria è l’insediamento capillare nel tessuto economico e sociale, e nell’amministrazione, della 'ndrangheta.
Nicola Morra non è stato eletto coi nostri voti, noi votammo Grasso, ma dalla maggioranza precedente e per la prima volta nella storia la sinistra non è stata rappresentata nell’ufficio di Presidenza.
Nonostante questo abbiamo sempre difeso l’istituzione e ritenuto che Morra rappresenti e debba rappresentare l’istituzione non se stesso o una parte.
La preoccupazione del Pd è ora quella che, grazie alle sbagliate e pericolose affermazioni del suo Presidente, il lavoro e l’autorevolezza della Commissione Antimafia vengano messe in discussione.

L'Antimafia si occupi di Anzio

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Il Pd è vicino a Lina Giannino, consigliera comunale ad Anzio nuovamente minacciata per la sua attività di contrasto alle mafie.
Siamo sempre più preoccupati perché queste nuove minacce sono l’ulteriore conferma che non solo la mafia ad Anzio c’è, come del resto testimoniato dalle inchieste e dalle sentenze, ma agisce con arroganza e prepotenza condizionando la vita della città e, secondo l’ultima relazione dell’Antimafia laziale, dell’amministrazione.
Il Pd si impegna in ogni ambito a sostenere chi in un contesto tanto difficile si batte per liberare il litorale dalle mafie.
Come già fatto in passato torneremo in Parlamento, per fare in modo che la Commissione Antimafia si occupi del tema e chieda al Prefetto di aprire una procedura di accesso in quel Comune.

Morra sbaglia, il problema è la 'ndrangheta non i cittadini

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Morra sbaglia. Alimentare sterili polemiche non serve ad affrontare il tema della lotta alla criminalità organizzata in Calabria.
È la ‘ndrangheta il vero problema di quella Regione.
Accusando genericamente i cittadini e gli elettori calabresi si finisce per non vedere dove sono le vere responsabilità e per mancare di rispetto alla memoria di Iole Santelli che era stata democraticamente eletta Presidente di quella Regione.
In quella terra, la criminalità organizzata si è insediata sempre di più nel tessuto economico politico e sociale.
È questo che una politica responsabile deve combattere, insieme alle forze dell’ordine, cercando unità e senza scadere in accuse generiche e senza senso.

Il Presidente dell’Antimafia Morra deve rendersi conto che con queste scomposte e provocatorie dichiarazioni polemiche rischia di distogliere l’attenzione dai gravi fatti che l’inchiesta calabrese ha mostrato e dalla priorità di combattere la 'ndrangheta, unendo tutte le forze disponibili. Penso che le parole che ha pronunciato nel video su Facebook si commentino da sole.