Facciamo funzionare il Governo nell'interesse del Paese

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Intervista pubblicata da La Città di Cinisello.

Franco Mirabelli è senatore del Partito Democratico e da sempre ha uno sguardo attento e presente sul Nord Milano. Lo abbiamo incontrato per alcune domande sulla situazione politica attuale.
Senatore Mirabelli, qual è il significato di questa nuova esperienza di governo?
Ci sono ragioni importanti che stanno alla base della scelta di fare un Governo insieme ad una forza politica che è stata nostra avversaria e riguardano il Paese e la nostra democrazia. Il Governo giallo-verde stava cambiando la qualità della democrazia del nostro Paese. È molto tempo che Salvini - che non a caso aveva detto “chiedo agli italiani di darmi tutti i poteri” - lavorava per costruire un modello di democrazia in cui esiste solo il rapporto del leader con il popolo e tutto ciò che c’è in mezzo (il Parlamento, il Presidente della Repubblica, le istituzioni di garanzia) va tolto o delegittimato. Questo è un pericolo che avremmo corso se fossimo andati a elezioni, come chiedeva Salvini dopo aver aperto la crisi di Governo. Inoltre, non è normale che un Paese vada al voto ogni anno e mezzo perché chi risulta in testa nei sondaggi decide di interrompere la Legislatura per capitalizzare il consenso, incurante dell’interesse del Paese.

Se l'inchiesta di Report sulla Lega è veritiera, è stata messa a rischio la sovranità nazionale

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Intervista di Radio Popolare (video).

Abbiamo presentato un’interrogazione urgente per chiedere al Presidente del Consiglio di far luce e mettere il Parlamento e il Governo italiano nelle condizioni di capire quanto c’è di vero e di fondato nell’inchiesta di Report.
Fin da quando era in carica il Governo precedente abbiamo presentato interrogazioni e atti parlamentari per chiedere a Salvini di spiegare ciò che è successo al Metropol e la vicenda dei fondi russi.
Credo che l’inchiesta di Report abbia arricchito di ulteriori elementi questa vicenda: si tratta di elementi inquietanti e che, guardati insieme, mettono in discussione anche il fatto che si è cercato di condizionare la sovranità del nostro Paese con fondi russi e anche con un’azione più ampia che coinvolge le centrali della destra americana con collegamenti con la destra neofascista italiana.
Tutto questo credo che richieda una riflessione da parte del Governo e che vengano messe in atto tutte le misure necessarie per capire se queste cose sono vere.

Le linee della manovra economica e gli obbiettivi del nuovo Governo

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Articolo pubblicato dal mensile Zona Nove.

Ottobre è il mese in cui il Governo imposta la manovra economica per gli anni successivi presentando il Documento di Economia e Finanza.
Non è un documento contabile ma lo strumento con cui si indicano gli obbiettivi delle politiche economiche che la maggioranza di Governo intende realizzare.
Quest'anno leggere quel documento è particolarmente importante perché lì si possono trovare gli elementi di discontinuità con il Governo precedente e le ragioni, almeno per il PD, della scelta di costituire un nuovo Governo dopo che Salvini ha fatto cadere il precedente.
La prima ragione sta nella necessità di evitare l'aumento dell'IVA che ricadrebbe su tutti i cittadini e penalizzerebbe in particolare i più deboli.
Servono 23 miliardi per congelare le cosiddette clausole di salvaguardia che Salvini aveva portato, appunto, da 11 a 23 miliardi.
Non solo: ridare credibilità ai conti pubblici significa poter ridurre gli interessi sul debito pubblico.
Abbiamo un debito pubblico enorme e per pagarlo chiediamo di prestarci soldi ai cittadini e agli investitori, se c'è fiducia nel futuro del Paese possiamo pagare interessi più bassi, altrimenti crescono.

Il padrino dell’antimafia

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Intervento svolto alla presentazione del libro di Attilio Bolzoni “Il padrino dell’antimafia. Una cronaca italiana sul potere infetto” (video).

Ad Attilio Bolzoni va il ringraziamento per aver fatto un libro che obbliga a riflettere su una cosa reale di cui si è parlato troppo poco e che invece va approfondita, soprattutto da parte di chi si occupa di antimafia perché c’è bisogno di mettere in campo anticorpi rispetto ad un uso spregiudicato e criminale dell’antimafia, non solo in Sicilia.
Un altro ringraziamento va anche a Rosy Bindi perché ha un grande merito nell’aver voluto che la Commissione Parlamentare Antimafia facesse quell’approfondimento e non era contento nessuno che ci occupassimo di questo e che ascoltassimo in audizione molti di coloro che sono considerati i rappresentanti più autorevoli dell’antimafia in Italia per costringerli a riflettere su alcune vicende.
Il libro “Il padrino dell’antimafia. Una cronaca italiana sul potere infetto” è molto esplicito: racconta un clima, un ambiente culturale, reati che si trovano negli atti giudiziari ma anche comportamenti diffusi nelle classi dirigenti della Sicilia. Si parla di politica, di impresa e, purtroppo, anche di ambienti della magistratura.
Di vicende come quella raccontata nel libro, purtroppo, ne stiamo vedendo tante.