M5S non può dettare l'agenda del Governo: intesa politica o non si va avanti

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Intervista di Affaritaliani.

"Le elezioni regionali sono appunto elezioni regionali. E' chiaro che hanno una grande importanza, prima di tutto perché determinano il governo di quelle Regioni. E' evidente che per noi l'Emilia Romagna riveste un ruolo di particolare importanza e sono convinto che non perderemo. E' chiaro però che una sconfitta aprirebbe una fase di riflessione al nostro interno, anche se questo non vuole dire che il voto del 26 gennaio sia un referendum sul Governo". Lo afferma ad Affaritaliani.it Franco Mirabelli, vice capogruppo del Partito Democratico al Senato.
Voto regionale a parte, dal Pd arriva un messaggio molto importante ai 5 Stelle e a Luigi Di Maio: "Dopo l'approvazione della manovra ci sarà un passaggio decisivo per il futuro del Governo e capiremo se questa alleanza può avere una prospettiva", spiega Mirabelli. "Per raggiungere un'intesa politica è importante che i 5 Stelle intendano fare non tanto un contratto, che per noi non è la soluzione, bensì mettere in campo un'idea di Paese e di riforme per i prossimi tre anni nell'interesse dei cittadini. Il futuro del governo dipende da questo punto e non dalle elezioni regionali del 26 gennaio".

Riforma della Giustizia: o c’è il giusto processo o noi del PD non votiamo

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Articolo pubblicato da Il Riformista (file PDF).

Con la Legge “Spazza-corrotti” il Governo precedente ha introdotto la norma che prevede che dal 1 gennaio 2020 dal grado d’Appello sia bloccato l’istituto della prescrizione, che quindi resterebbe in vigore solo per il primo grado di giudizio.
La prescrizione è certamente uno strumento imperfetto, che ha consentito non arrivassero a sentenza alcuni processi, ma è anche lo strumento con cui fino ad ora si è cercato di dare concretezza al principio costituzionale che garantisce ai cittadini una durata ragionevole del processo.
L’Art.111 della Costituzione prescrive che la decisione definitiva intervenga in tempi, appunto, ragionevoli, cioè determinati, per non abbandonare la vicenda giudiziaria e l’iter processuale ad una sorta di sine die. Ciò a tutela sia dell’imputato che della vittima del reato. L’imputato ha il diritto di non essere soggetto ad un procedimento di durata indefinita e di essere giudicato entro un lasso di tempo congruo. La vittima ha diritto a ricevere un’adeguata tutela da parte dell’Ordinamento. Se non c’è questa garanzia, si profila il rischio dell’ingiustizia.

Come vogliono far apparire la manovra e com'è in realtà

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Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove.

Lo scorso 4 novembre, il Governo ha presentato alle Camere la proposta di manovra finanziaria e si è avviata la discussione parlamentare. Purtroppo il vizio, che coinvolge anche alcune forze di maggioranza, di preferire i distinguo e la propaganda di parte piuttosto che il confronto sul merito della Legge di Bilancio non aiuta a capirne il valore e i contorni, anzi spesso si diffondono notizie che nulla hanno a che fare con i contenuti reali. Così si parla di una manovra che aumenta le tasse quando in realtà non solo non ci sarà alcun aumento delle imposte per le famiglie ma in realtà si impedisce l’aumento previsto dell’IVA che sarebbe costato oltre 500 euro l’anno di media per ogni cittadino e si abbassano le tasse per i lavoratori dipendenti di altrettanti 500 euro.
Si racconta di una manovra lacrime e sangue, quando in realtà i 23 miliardi necessari per impedire l’aumento dell’IVA sono stati trovati senza tagliare né sanità, né scuola, né i trasferimenti ai Comuni. Anzi, sono previsti la cancellazione dei superticket sanitari, un significativo stanziamento di oltre 2 miliardi per aiutare le famiglie con figli e estendere i servizi, in particolare gli asili nido, e l’investimento di 1 miliardo per avviare un piano casa che consenta a chi oggi è in difficoltà di trovare appartamenti in affitto a canone sostenibile. Su questo, tra l’altro, la decisione di stabilizzare per i prossimi anni la cedolare secca al 10% per i canoni concordati aiuterà a trovare più case in affitto a costi sostenibili e farà emergere il nero.

L’aumento del PREU massacra le aziende, meglio tassare la fortuna

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Intervista a cura della rivista Press Giochi del mese di novembre (file PDF).

Sono tanti gli ultimi interventi del Governo in tema di giochi. Come li giudica?
Se l’ottica è quella di ridurre la domanda e l’offerta di gioco, credo sia sbagliato continuare a prevedere un gettito sempre maggiore dal settore. Mi rendo conto delle difficoltà che ci sono, considerando il fatto che il gioco è uno dei punti sui quali intervenire senza particolari problemi di cassa, però sarebbe meglio cominciare a pensare di ridurre il gettito dal gioco, questo dovrebbe essere l’obiettivo. La scelta di aumentare di nuovo il PREU rischia di mettere in difficoltà davvero tante aziende senza costruire un reale deterrente verso il gioco d’azzardo mentre sarebbe meglio intervenire per aumentare il prelievo sulle vincite. Vediamo se c’è lo spazio per spostare una parte delle entrate previste dall’aumento del PREU tassando le vincite.
C’è, quindi, la possibilità di una modifica della manovra in tal senso?
Ci proveremo. Io ritengo che sarebbe meglio tassare le vincite perché costituisce in qualche modo un disincentivo al gioco mentre aumentare il PREU è soltanto un prelievo che rischia di massacrare le aziende.