Le condizioni per ripartire

pubblicato il .

Intervento a Radio Radio (video).

La ripresa della produzione è un segnale importante.
Credo che dobbiamo accelerare la ripartenza sapendo che c’è una condizione preliminare, cioè che qualunque cosa vada fatta nelle prossime settimane bisognerà comunque garantire la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini in genere e dovrà garantire che non riprecipitiamo in una recrudescenza dell’epidemia. Mi pare si possa fare.
Tutte le grandi aziende si stanno attrezzando per garantire ai loro lavoratori di operare in sicurezza.
Questo è un bene e prima si fa, meglio è.
Il come si utilizzeranno i trasporti pubblici, come ragioneremo sulle scuole e come affronteremo il tema del distanziamento sociale è un tema che va affrontato con calma e gradualità.

Il 4 maggio è vicino e vediamo cosa significherà quella riapertura, non tanto dal punto di vista delle aziende ma da quello della vita sociale. Credo, infatti, che dovremo essere ancora molto prudenti.
C’è sempre da affrontare la questione del sostentamento e di aiutare a sostenere le imprese e, soprattutto, i cittadini che in questa crisi non hanno lavorato, hanno perso soldi e hanno bisogno di avere la garanzia di non restare da soli.

Il fallimento del sistema sanitario lombardo alla prova della pandemia

pubblicato il .

Articolo pubblicato da Repubblica.

In Lombardia non credo sia più il tempo delle polemiche, della propaganda e del vittimismo degli assessori.
Penso sia il momento di prendere atto della drammatica situazione e del fallimento di un intero sistema sanitario di fronte alla pandemia.
Parlare di riaperture, inventare una polemica al giorno col Governo non cambia i dati: in Lombardia ci sono stati il 37% dei casi di contagio registrati in Italia e il 52% dei deceduti per il coronavirus; il rapporto tra contagiati e morti è stato superiore al 18% contro il dato nazionale del 13% e quello di Regioni, pure colpite come il Veneto e il Lazio, che arriva al 6%.
Qualcosa non ha funzionato e chi aveva e ha la responsabilità della sanità lombarda non può pensare che non sia necessario capire cosa e perché.
Se mettiamo i cittadini al primo posto bisogna sapere che i tentativi di difendere l’indifendibile non aiutano a capire e a difendere le nostre comunità.
È grave non ammettere ciò che è evidente: il sistema sanitario lombardo non è stato in grado di salvare troppe vite a causa delle proprie carenze e di scelte sbagliate fatte in queste settimane e che vengono da lontano.

Al Senato si lavora alla discussione dei provvedimenti del Governo per mettere in sicurezza il Paese e farlo ripartire

pubblicato il .

Articolo pubblicato su Zona Nove.

Vanno avanti al Senato i lavori per l'approvazione dei decreti emanati dal Governo per fare fronte a questa emergenza senza precedenti che, oltre a causare morte e sofferenza, rischia di creare seri danni al tessuto sociale e al sistema produttivo del Paese.
Il primo decreto varato dal Governo, votato in questi giorni al Senato è sicuramente uno dei più importanti giunti in Aula perché introduce i primi provvedimenti necessari ad affrontare questa emergenza che ha cambiato e cambierà le nostre vite e le relazioni interpersonali.
È un primo passo deciso per affrontare sia la crisi economica e sociale sia sanitaria che la pandemia, ormai estesa a tutto il globo, che in poco più di un mese sta rischiando di mettere in ginocchio l'Italia.
Questo primo provvedimento ha imposto scelte coraggiose e ci permette di tracciare la strada e di stabilire le priorità da perseguire per portare fuori il Paese da questo incubo sociale, sanitario ed economico.

Da Regione Lombardia scelte scellerate sulle Rsa

pubblicato il .

Intervista di TPI.

Il caso delle RSA lombarde approda in Parlamento, con un’interrogazione urgente presentata dagli esponenti lombardi del PD. La richiesta rivolta al ministro della Salute Roberto Speranza è di esprimersi su quanto sta accadendo in Lombardia e, in particolare, sulla discussa delibera della Giunta lombarda che ha disposto il collocamento nelle RSA dei pazienti COVID dimessi dalla terapia intensiva. “A creare l’esplosione di casi e vittime nelle RSA lombarde potrebbe aver contribuito anche la deliberazione della Regione Lombardia n. XI /2906 dell’8 marzo 2020, con la quale si è chiesto alle RSA, di ampliare «la ricettività dei pazienti» per ospitare i casi meno gravi di persone infettate, e liberare così alcuni posti letto negli ospedali”, si legge nelle premesse del documento. Oltre a un giudizio di adeguatezza su quella che i firmatari definiscono “una scelta scellerata”, l’interrogazione chiede a Speranza di esprimersi in generale sulla congruità delle “indicazioni fornite alle RSA da parte della Regione Lombardia o dalle rispettive ATS” e quali verifiche voglia eseguire in merito.