AreaDem sta con Zingaretti, basta con il film dell'orrore di questi giorni

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Intervista di AdnKronos.

"Io penso che dal 13 marzo abbiamo un impegno e un obiettivo che è quello di ricominciare a parlare al Paese e ai cittadini e spero che l'assemblea nazionale non sia l'ennesima puntata del film dell'orrore in cui stiamo assistendo in questi giorni". Franco Mirabelli, senatore Pd ed esponente di AreaDem, la componente che fa capo a Dario Franceschini parla così con l'Adnkronos del dibattito in corso tra i dem.
AreaDem fa parte della maggioranza di Zingaretti, come mai in questi giorni però siete apparsi piuttosto silenti mentre è in corso un bombardamento quotidiano nei confronti del Nazareno? Si sta aprendo una riflessione anche in AreaDem?
"No, non è così. Noi abbiamo sempre lavorato per unire il partito e quindi alimentare questo chiacchiericcio, queste divisioni non avrebbe alcun senso. Le conclusioni di Zingaretti in Direzione le condividiamo tutte. E poi, se posso aggiungere, sul capitolo 5 Stelle".
Prego...
"Ecco, non è un mistero che noi e Franceschini abbiamo sostenuto per primi l'idea di un rapporto con i 5 Stelle. Per cui non vedo quale potrebbe essere il motivo di una frizione o di divisione politica dal segretario".

Non si torni all’isolamento del 2018. Costruiamo l’alleanza con M5S e LEU

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Intervista del Dubbio.

Franco Mirabelli, senatore del Pd, si dice «convinto» che l’alleanza con il Movimento 5 Stelle abbia funzionato e per questo «è giusto riproporla anche alle Amministrative», ma sul futuro dell’ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, spiega che “sarà lui a decidere quale ruolo avrà nel campo progressista”.
Senatore Mirabelli, alcuni nel suo partito contestano la linea dell’alleanza strategica con il M5S. Perché lei la ritiene opportuna?
Sono convinto che l’alleanza abbia funzionato e abbia consentito al Pd di ritornare centrale nella vita politica e al Governo del Paese. Che questa alleanza continui a essere viva è interesse di chiunque voglia costruire un campo democratico e largo. Sia dentro al Governo Draghi, per far valere le proposte e l’agenda che stavamo costruendo nel Governo precedente, sia in vista delle elezioni amministrative.
Crede dunque che vada riproposta anche per la corsa al governo delle grandi città?
Si tratta soltanto di prendere atto della realtà. Ci sono delle forze pronte a costruire un campo alternativo alle destre e mi auguro che sia più largo di quello oggi rappresentato da Pd. M5S e LEU. Credo che nessuno possa auspicare di tornare indietro al 2018 e a quello “splendido isolamento” che ci ha portato al 18 per cento e che fino al luglio 2019 ci ha condannato all’ininfluenza.

Conte candidato premier del Centrosinistra? Vedremo, è prematuro

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Intervista di Affaritaliani.

"Sta prevalendo quella responsabilità nazionale alla quale ci ha invitato prima il Presidente della Repubblica e poi, nel suo discorso programmatico, Mario Draghi". Con queste parole il vice-capogruppo del Partito Democratico al Senato, Franco Mirabelli, risponde alla domanda di Affaritaliani.it se, dopo il dibattito in Parlamento e la fiducia alla Camera e al Senato, ci siano le condizioni per lavorare bene in queste maggioranza allargata e anomala. "Siamo sicuramente soddisfatti del discorso del premier in cui ritroviamo molti nostri valori. L'idea di Europa, la lotta alle mafie, la riforma della Pubblica Amministrazione e il Recovery. L'idea è quella di guardare al futuro con un'attenzione particolare all'ambiente, alla digitalizzazione e alla creazione di posti di lavoro attraverso l'economia green. Sono i punti giusti per ricostruire il Paese e sui quali insistiamo da tempo".
Secondo Mirabelli "si apre una fase totalmente nuova per la politica italiana e molte cose cambieranno. C’è stata una discussione distorta sull’intergruppo Pd-M5S-LeU al Senato. Io penso sia giusto e utile che ci sia un coordinamento dei gruppi che hanno sostenuto il governo Conte per sostenere l'agenda dei prossimi mesi di questa maggioranza e di questo governo".
E il ruolo di Conte? Federatore del nuovo Centrosinistra basato su Pd e 5 Stelle e candidato premier alle prossime elezioni?

Aprire la crisi è stato irresponsabile, ora un Governo europeista che parta dai risultati raggiunti

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Articolo pubblicato da La Città.

In questi giorni è in corso il tentativo di Mario Draghi di formare un nuovo Governo dopo la crisi incomprensibile che è stata aperta in maniera irresponsabile e ha portato alle dimissioni di Giuseppe Conte. Una crisi assurda, aperta in piena pandemia mentre ogni energia avrebbe dovuto essere finalizzata a risolvere i problemi sanitari, economici e sociali che il Covid ha portato con sé. Ragioni queste per cui è necessario dar vita presto ad un nuovo Governo, evitando di perdere altro tempo mentre occorre fare in fretta le vaccinazioni, non perdere l’opportunità del Recovery Fund, mantenere sotto controllo la pandemia e fronteggiare l’emergenza sociale che a fine marzo, con lo sblocco dei licenziamenti, si aggraverà ulteriormente.
Queste sono le ragioni per cui il Presidente Mattarella ha incaricato Mario Draghi di formare un Governo di alto profilo.
Noi abbiamo risposto positivamente all’appello del Presidente della Repubblica e sosterremo il Governo Draghi.
L’ex presidente della BCE è l’italiano che ha la maggiore credibilità in Europa e nel mondo e che può guidare un Governo davvero capace di affrontare l’emergenza sanitaria, sociale ed economica che stiamo vivendo e capace di spendere al meglio i 209 miliardi con il Recovery Plan per rilanciare il Paese e ridisegnarlo, superando i grandi limiti strutturali che hanno la Pubblica Amministrazione, la Giustizia e il sistema sanitario.