Dare ai detenuti più possibilità di telefonare a casa

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Articolo del Correre della Sera (file PDF).

Una telefonata non accorcia la pena. Ma può migliorare almeno un po' la vita. Specie se una legge allungasse almeno un po' la telefonata. Con questo pensiero se n’erano tornati a casa prima di Natale, dopo una mattina di incontro con un gruppo di detenuti di San Vittore, tre parlamentari di maggioranza e opposizione. E così adesso, mentre il resto della politica è tutto preso a parlare di prescrizione sì o no, cioè di chi in prigione non si sa ancora se andrà o meno, loro hanno deciso di occuparsi di quei circa 6o mila tra uomini e donne che in prigione nel frattempo già ci stanno. E hanno presentato al Senato un disegno di legge per cambiare di una riga l’art. 39 dell`ordinamento penitenziario, che finora consente ai detenuti una telefonata di dieci minuti alla settimana: la proposta è di autorizzarne una al giorno, e per la durata di venti minuti. Naturalmente a chi non abbia mai varcato i cancelli di un carcere potrebbe sembrare – per usare un termine in voga – roba buonista da condir via con un «che pretendono questi».

L'esito delle elezioni regionali e il tema della Giustizia

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Intervista di Radio Radicale (video).

Credo che il voto di domenica sia stato importante. Abbiamo corso il rischio che gli emiliano-romagnoli fossero coinvolti dentro ad un referendum sul Governo o addirittura su Matteo Salvini.
Se si pensa che sia stato un referendum, è evidente che Matteo Salvini lo ha perso.
Preferisco dire, però, che siamo riusciti a fare una campagna elettorale ragionando sulla Regione e sul buon governo emiliano-romagnolo che è stato riconosciuto dagli elettori. Credo che per questo motivo abbia vinto Bonaccini e il PD abbia ottenuto un risultato importante, andando ben oltre quello delle europee, che si erano svolte quando ancora non c’era stata né la scissione di Renzi né l’abbandono di Calenda. È, quindi, un ottimo risultato, che ci soddisfa come partito.
Il risultato del PD ci soddisfa anche in Calabria, dove siamo riusciti ad essere il primo partito dopo una vicenda molto complicata e aver avuto il coraggio di operare un rinnovamento profondo dentro al partito di quella Regione. Anche lì il Partito Democratico è stato premiato.
La sfida di Callipo era molto difficile ma penso che si sia fatta una scelta giusta, che è stata quella di un rinnovamento del PD e del centrosinistra, affidandosi a una figura che rappresenta il meglio della Calabria e sono convinto che quelle elezioni siano solo un punto di partenza.

La Legge Bonafede non va ma ora processi più rapidi

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Articolo pubblicato da Il Riformista (file PDF).

Il tema della prescrizione dei reati resta un tema rilevante, una questione che riguarda i diritti dei cittadini, la certezza della pena, il tema costituzionale della ragionevolezza dei tempi del processo.
Il confronto aperto su questo è importante e, per parte nostra, c'è la necessità di ripensare la riforma Bonafede-Bongiorno, che di fatto elimina la prescrizione e rende possibili processi infiniti.
Credo però che ci si debba domandare se questo della prescrizione è il tema più importante e, soprattutto, se può essere isolato da una riflessione sulla riforma del processo.
In realtà siamo tutti d'accordo a sostenere che, fino ad oggi, se un processo non si conclude perché scatta la prescrizione questo fatto costituisce un fallimento per lo Stato e per la Giustizia. Così come siamo d'accordo a considerare il tema dell'accelerazione dei processi non solo necessario ma fondamentale per garantire i cittadini e la competitività del nostro Paese. Se i processi in Italia durassero meno, il tema della prescrizione non avrebbe più la rilevanza che ha assunto.

Il futuro passa dallo sviluppo sostenibile, pensare solo all'oggi è pericoloso

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Articolo pubblicato da Huffington Post.

Il nuovo anno è cominciato e credo sia giusto e doveroso che la politica scelga le priorità guardando ai problemi più urgenti del Paese, ai bisogni delle persone in difficoltà, ma anche alla necessità di contribuire a migliorare il futuro per le nuove generazioni.
Pensare al futuro oggi non è più un obbiettivo astratto ma una necessità concreta per tutti.
L’idea che si possa pensare solo all’oggi, consumando risorse e pregiudicando l’ambiente, è un’idea pericolosa. Innanzitutto perché è ormai evidente che, se non si assume il tema della sostenibilità come centrale, si rischia di compromettere sia la qualità sia la stessa possibilità di esistenza futura del Pianeta e i mutamenti ambientali sono lì a dimostrarlo. Secondariamente perché non è più vero che si vive meglio consumando tanto, anzi, le scelte di qualità ambientale, alimentare, nella mobilità e nei ritmi e tempi migliora la vita.
Assumere la sostenibilità, non solo sociale ma anche ambientale, come la priorità per una nuova idea di sviluppo è fondamentale ed è un impegno molto concreto, fatto di scelte politiche ma anche di comportamenti collettivi e individuali che cambiano in meglio le cose.