PSICHIATRIA E SICUREZZA: CONTRO LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI DELLE PERSONE ASSISTITE DAI SERVIZI

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INTERROGAZIONE URGENTE 
I sottoscritti Consiglieri 
premesso che
in data 4 novembre 2008, tra il Comune di Milano, le Aziende Ospedaliere Fetebenefratelli Oftalmico, Niguarda Ca’ Granda, Luigi Sacco, San Carlo Borromeo, San Paolo, Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli Regina Elena, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Polizia Locale di Milano, è stato sottoscritto un Accordo per l’istituzione di un “Tavolo di prevenzione della pericolosità sociale” allo scopo di fissare linee strategiche e di indirizzo delle azioni da intraprendere in ordine alle problematicità connesse con le urgenze/emergenze psichiatriche o da alterazioni comportamentali sostenute dall’uso di sostanze potenzialmente foriere di pericolosità sociale;
all’interno dell’Accordo di cui sopra si fa riferimento alla cabina di regia composta da Assessorato alla Salute del Comune di Milano e Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia all’interno dell’iniziativa “Milano Salute Expo 2015”, che, tra le diverse aree strategiche, ha previsto lo sviluppo di sinergie nell’ambito della prevenzione dei comportamenti a rischio;
considerato che
la denominazione del tavolo, oltre ad essere illegittima, rischia di generare stigma sociale;
l’accordo di cui sopra, attribuisce ai vari Corpi di Polizia funzioni inappropriate di carattere sanitario nell’applicazione del trattamento sanitario obbligatorio;
tra i firmatari dell’accordo non compare la ASL di Milano città;
considerato altresì che
nel tempo, anche nella nostra regione, si è assistito ad un progressivo smantellamento delle risorse destinate alle strutture territoriali dedicate alla presa in carico dei pazienti con disagio psichico e, di conseguenza ad uno spostamento delle risorse per l’ospedalizzazione. Questa situazione determina l’impossibilità, da parte dei pochi operatori disponibili sul territorio di prendere in carico in modo adeguato e tempestivo le necessità di cura e riabilitazione degli utenti presenti sul territorio;
L’offerta di servizi è fissa, predeterminata e si mostra poco flessibile alla presa in carico di fenomeni complessi generati dalla modificazione continua degli stili di vita odierni. In particolare per quanto riguarda le psicosi di lunga durata, i soggetti con “doppia diagnosi” (dipendenza da sostanze e disagio mentale), i soggetti con gravi disturbi della personalità e comportamenti criminali, i “casi di confine” tra sociale e sanitario;
Esiste una seria difficoltà di coordinamento, denunciata dagli stessi operatori, fra le strutture, pubbliche o private, preposte alla cura del disagio psichico, delle dipendenze, sanitarie e sociosanitarie, impossibilitate di conseguenza a offrire prestazioni legate ad un corretto progetto terapeutico-riabilitativo.
Interrogano la Giunta e gli Assessori competenti per sapere
Se siano stati messi al corrente dei contenuti dell’Accordo di cui in premessa e delle motivazioni che hanno portato alla mancata firma della ASL città di Milano e, in caso affermativo, se e come intendano affrontare le problematiche poste in essere dall’accordo;
Quali strumenti intendano approntare per affrontare le evidenti difficoltà in cui versano i servizi territoriali preposti alla presa in carico del disagio psichico e quali risorse intendono mettere a disposizione per adeguare le risposte dei servizi alle vecchie e nuove domande di salute e di cura;
Quali provvedimenti intendono assumere per rendere più omogenei gli interventi su tutto il territorio regionale e per favorire lo sviluppo del sistema integrato di servizi e prestazioni (dal welfare leggero, alle politiche abitative, al sostegno domiciliare, fino agli interventi più importanti e delicati)in modo da rendere possibile la presa in carico di casi complessi e difficili che le nuove condizioni ambientali e sociali pongono in essere;
Se intendano adeguare, agli standard forniti dagli studi epidemiologici, la destinazione delle risorse per la salute mentale nell’ambito del fondo sanitario regionale, prevedendone una percentuale rispetto al fondo sanitario non inferiore al 5%;
Se non ritengano più interessante lavorare, in collaborazione con la commissione consiliare preposta, ad una proposta a tutto campo sulla prevenzione e sulla presa in carico del disagio psico-ambientale-sociale, che coinvolga tutto il territorio interessato da Expo 2015, da ascrivere all’interno dell’iniziativa “Milano Salute Expo 2015”.
Milano, 14 gennaio

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