Come funziona la nuova legge elettorale

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Il Rosatellum bis prevede che 2/3 del Parlamento venga eletto con il sistema proporzionale, cioè sulla base delle percentuali che prenderanno i partiti. Soltanto 1/3 dei seggi con i collegi uninominali saranno attribuiti con il sistema maggioritario e, quindi, alla coalizione.
Non penso che questa sia la migliore legge elettorale che esista: avremmo voluto un sistema maggioritario che permettesse ai cittadini di scegliere chi governa e che garantisse al vincitore delle elezioni la possibilità di avere una maggioranza per governare.
Questa opzione, però, è venuta meno con la vittoria del No al Referendum Costituzionale.
La legge elettorale che è stata fatta, quindi, è quella che si poteva approvare con i numeri di questo Parlamento, resa necessaria dal fatto che non era pensabile andare al voto con leggi elettorali diverse per Camera dei Deputati e Senato.
Di fronte ad una legge elettorale come il Rosatellum, però, le discussioni sul candidato premier sono un po’ inutili perché, considerato che i 2/3 del Parlamento viene eletto con il sistema proporzionale, il Presidente del Consiglio sarà quello che il Presidente della Repubblica riterrà maggiormente nelle condizioni di dare un Governo al Paese, alla luce dei risultati ottenuti.
Il sistema elettorale prevede una scheda per la Camera dei Deputati e una per il Senato e non c’è voto disgiunto, quindi, votando il simbolo del partito, automaticamente si dà il voto sia alla persona che la coalizione ha candidato nel collegio uninominale che al partito sul proporzionale.
In questi mesi abbiamo costruito una coalizione insieme alle forze che hanno lavorato con noi questi anni di Governo (centristi, ulivisti, socialisti, civici, verdi, radicali). Tutte le liste della coalizione avranno un ruolo nei collegi uninominali, così come a tutta la coalizione va garantita una rappresentanza parlamentare. Dentro la coalizione nessun voto andrà perso: ogni partito farà campagna per sé ma tutte le forze che supereranno l’1% vedranno poi i loro voti confluire sul pezzo della coalizione che raggiunge il 3%.
La campagna elettorale dovrà essere fatta mettendo in campo le facce dei candidati all’uninominale ma poi deve essere sul simbolo del PD. Questo anche perché in Lombardia, oltre che per le elezioni politiche, si vota anche per le Regionali, con un sistema diverso e con preferenze e bisogna evitare che si crei confusione nella testa delle persone.
Come si vota
Nel dettaglio, si riceveranno due schede elettorali: una per la Camera e una per il Senato. Si potrà votare facendo un solo segno, oppure due, basta che entrambi i segni siano fatti nell’area della scheda che spetta a un’unica coalizione. Ossia, si può barrare il nome del candidato al collegio uninominale e poi scegliere una delle liste che lo sostengono. Non sarà possibile scegliere un candidato all’uninominale e un partito di una coalizione che non sostiene quel candidato (in pratica, non è ammesso il voto disgiunto). Inoltre, sarà possibile scegliere solo il candidato all’uninominale o solo una delle liste (il voto andrà comunque a entrambi). Non si possono esprimere preferenze sui singoli candidati della lista proporzionale (ossia sui nominativi presenti nei listini bloccati che vanno da 2 a 4 nomi).

Soglia
Nella parte proporzionale la soglia sarà al 3% sia alla Camera che al Senato, con l’eccezione delle liste relative alle minoranze linguistiche per le quali la soglia è al 20% nella regione di riferimento. Soglia del 10% per le coalizioni (all’interno del quale però almeno una lista deve aver superato il 3%). Inoltre, è prevista la pluricandidatura: ossia un candidato può presentarsi in un collegio uninominale e in più collegi plurinominali, fino a un massimo di cinque.

Una scheda unica per la Camera, un'altra scheda unica per il Senato
Ci sarà una scheda unica. In essa il nome del candidato nel collegio maggioritario sarà affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono, con i nomi dei candidati dei listini. Barrando il simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale. 

Informazioni»

Per semplificare le cose agli elettori, invitiamo a votare tracciando la X sul simbolo del PD: in questo modo il voto andrà sia al Partito Democratico e ai suoi candidati indicati nel listino proporzionale che al candidato del collegio uninominale. 



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Personalmente sono candidato capolista PD per il Senato nel collegio plurinominale Lombardia 5 (qui la mappa con i Comuni): in quel collegio votando il simbolo del PD, votate anche per eleggere me.


Cliccare sulla mappa per ingrandire.

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