Il PD serve al Paese ma non cerchiamo le soluzioni dietro di noi

pubblicato il .

Le idee e le proposte che sono arrivate a commento della newsletter di settimana scorsa  dimostrano la complessità del momento politico che stiamo vivendo e l'incertezza degli esiti, ma anche la consapevolezza di ciò che serve al Paese e, concretamente, ai tanti che sono stati e sono colpiti dalla crisi. C'è insieme la sottolineatura della necessità di dare vita ad un governo per fare subito alcune cose, con la consapevolezza che non può essere un governo qualsiasi ma deve essere di cambiamento e che un governissimo non potrebbe esserlo. È chiaro che siamo in un passaggio strettissimo che si può riassumere così: senza un governo di cambiamento meglio le elezioni, ma le elezioni senza cambiare il sistema elettorale potrebbero riprodurre la stessa situazione di oggi. A partire da qui propongo alcune considerazioni certamente non risolutive ma forse utili.
1) la proposta di Bersani è legata strettamente ai problemi del Paese. Gli otto punti rappresentano una sfida per il cambiamento che possono, ce lo dicono gli avvenimenti di questi giorni, aprire un dibattito vero e positivo all'interno di Cinque Stelle. Purtroppo vengono derubricati dai meccanismi informativi.

Cosa dirò domani al gruppo al Senato

pubblicato il .

Nelle nostre discussioni sul voto e su ciò che dobbiamo fare, non dobbiamo perdere di vista che quasi 10milioni di cittadini ci hanno votato. Dovremmo evitare di spiegargli che hanno sbagliato. Abbiamo costruito una proposta politica, non abbiamo vinto come avremmo voluto ma tanti ci hanno creduto e ci credono.
Ora a partire da li dobbiamo pensare a cosa dobbiamo fare per parlare con chi non ci ha sentito, per allargare il consenso e per incontrare chi vuole il cambiamento ma non ci ha considerato credibili per rappresentarlo. Ma soprattutto dobbiamo dimostrare che abbiamo capito il messaggio, che sfidiamo adesso gli altri a fare per chi ha bisogno subito e per riformare la politica.
Basta rincorrere altri, basta stare sulla difensiva, non ne usciamo giocando di rimessa, o riconoscendo al M5S la pretesa davere la presidenza dellle camere ma solo parlando al Paese.
Proponiamo noi come cambiare il finanziamento alla politica e a chi destinare i soldi risparmiati e chiediamo di sostenere il governo per farlo.

Al ballottaggio per dare ancora forza al centrosinistra

pubblicato il .

Quella di domenica scorsa è stata una splendida giornata per il centrosinistra, per il Paese e per il futuro dell’Italia. Una giornata di partecipazione, democrazia, buona politica, che porta nuove speranze dopo mesi difficili segnati dalla distanza della politica dai cittadini; dalla crisi dei partiti vissuti come distanti dalla vita concreta, nel momento in cui la vita di tante persone è diventata difficile e faticosa; dall’idea disperata che racconta che tutti sono uguali che la politica è autoreferenziale e corrotta. Domenica si è dimostrato che così non è. Anche il dibattito aperto nel centrodestra dove sembra prevalga, ancora una volta, contro le spinte verso la partecipazione dei cittadini, l’idea di un partito padronale in cui tutto dipende dagli umori del capo, dimostra che ci sono due idee di politica, di Paese, che lì continua a prevalere l’interesse di pochi contro i bisogni dei molti.

Perché voterò alle primarie e voterò Bersani

pubblicato il .

La partecipazione degli elettori del centrosinistra alla scelta del loro candidato alla presidenza del consiglio il 25 novembre sarà un grande fatto politico, l’occasione per riaccendere i riflettori sulla buona politica, quella fatta dai cittadini, che si alimenta della partecipazione democratica, che valorizza l’idea dei partiti e della politica come strumenti al servizio dei cittadini e non viceversa. Più saranno le persone che il 25 novembre andranno a votare per le primarie, più sarà forte il centrosinistra in vista delle elezioni e più sarà legittimato il candidato che vincerà.
Ora è utile riflettere sulla posta in gioco e sulle alternative tra cui dovrà scegliere chi vota. Il tema non è scontato e non credo possa tradursi nelle semplificazioni che contrappongono vecchio a nuovo o apparati a società civile.