C'è bisogno di avere in campo tutto il PD

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Intervento all'assemblea PD del Municipio 9 di Milano.

La nascita del nuovo Governo ha bisogno di avere in campo tutto il PD sui territori e di rilanciare una funzione del partito che non sia solo propagandistica ma che sia anche una capacità di ascoltare i territori e valorizzare sui territori le cose che si fanno, chiudendo una fase in cui il partito si è presentato come lo strumento in cui si discuteva all’interno solo sulle proprie dinamiche.
Questo è fondamentale se vogliamo riuscire a governare bene in una fase così complicata e così inaspettata, come quella che si è aperta.
Avremo sicuramente bisogno di fare delle riflessioni: abbiamo dovuto fare una serie di scelte ma ora occorre ragionare sul come ci attrezziamo per essere all’altezza delle nuove sfide.
Abbiamo chiuso il Senato l’8 agosto convinti che il Governo giallo-verde sarebbe rimasto in carica e avrebbe fatto poi la manovra economica: non c’erano segnali che ci facevano presagire il salto di qualità dalla rissa permanente ad un atto come la mozione di sfiducia che ha portato alla crisi.
Invece c’è stata la crisi e ha avuto uno sviluppo rapidissimo.

Stop alle mafie: come combatterle in Europa

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Intervento all'incontro “Stop alle mafie: come combatterle in Europa” svolto alla Festa dell'Unità a Milano (video).

Stiamo vivendo un impasse nel lavoro della Commissione Parlamentare Antimafia che speriamo di superare adesso con l’impulso del nuovo Governo.
Nel Governo precedente, da una parte della maggioranza, mi pare che non ci fosse tanto la volontà di far funzionare la Commissione.
Ci è voluto quasi un anno per fare la prima missione, mentre nella precedente Legislatura eravamo abituati a fare tre o quattro missioni al mese per essere ovunque succedevano cose (dall’Emilia alla Calabria, alla Lombardia) per capire meglio le vicende. Fino ad ora i risultati ma anche complessivamente ciò che ha fatto la Commissione Antimafia in questa Legislatura è assolutamente insufficiente.
La scorsa Legislatura mi ha insegnato che la politica deve fare alcune cose se vuole combattere la mafia: innanzitutto deve mettere in campo una volontà vera di sconfiggere la mafia; secondariamente deve avere la capacità di ascoltare persone competenti in materia, come Nando Dalla Chiesa, che nella scorsa Legislatura è stato importante e prezioso perché abbiamo fatto un’analisi approfondita di cosa sono le mafie al Nord grazie al lavoro dell’Università di Milano e al Dipartimento che lui coordina, che ci ha consentito di capire molte cose.

La corruzione alimenta le mafie. Quale politica per la legalità

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Intervento all'incontro "La corruzione alimenta le mafie. Quale politica per la legalità" alla Festa Nazionale dell'Unità a Ravenna (video).

Penso che dobbiamo da subito, al di là di ciò che c’è scritto nei 26 punti che poi andranno tutti approfonditi, costruire una discontinuità sui temi della legalità, della lotta alla corruzione, della lotta alle mafie rispetto a quello che è stato il Governo giallo-verde, dove queste questioni sono state affrontate non da M5S, come ci aspettavamo, ma principalmente da Salvini.
In questo anno e mezzo, il Governo giallo-verde ha dato un’impronta precisa all’idea di legalità che avevano. Sono stati fatti due Decreti denominati “Sicurezza” ma nessuno dei due si è occupato dei problemi veri della legalità e della sicurezza in Italia che sono la lotta alle mafie e la lotta alla corruzione.
Il Governo giallo-verde ha spiegato ai cittadini che i problemi di sicurezza e di legalità del Paese sono costituiti dagli immigrati, dai clochard, dai parcheggiatori abusivi…

Da Di Maio risposta miope a Franceschini

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La risposta di Di Maio alla bella intervista di stamattina di Dario Franceschini dimostra davvero una miopia unica.
Franceschini sostiene la necessità di aprire un dialogo con tutti coloro che in questi giorni hanno dimostrato di voler difendere la costituzione e di voler cambiare e rafforzare l’Europa.
Tra questi ci sono anche esponenti dei 5 stelle, forse non Di Maio che ha scelto da tempo di fare da servitore a Salvini passando sopra Siri, i 49 milioni e il russiagate, pur di difendere la poltrona.