Comunali: in Lombardia perde Maroni

pubblicato il .

Nei ballottaggi in provincia di Milano il PD perde Corsico e Cologno ma conquista Segrate e Bollate. In Lombardia vinciamo a Mantova e Lecco. Il vero sconfitto di questa tornata è Roberto Maroni che, nonostante abbia usato in maniera vergognosa l'emergenza umanitaria per speculare sulle paure dei cittadini, ha perso anche l'ultimo capoluogo di provincia che restava al centrodestra.

Il PD dopo il voto

pubblicato il .

Il dato elettorale delle elezioni regionali del 31 maggio non può certamente essere considerato un dato negativo per il PD, anzi! Ma certamente va approfondito e, a partire da esso, dobbiamo fare una riflessione seria, senza scegliere scorciatoie, come abbiamo iniziato a fare in Direzione Nazionale.
Nell'ultimo anno si è votato in 12 Regioni, il centrosinistra e il nostro partito ne governavano prima 6 e ora 10: è sufficiente questo dato per chiarire che il Pd esce da queste tornate elettorali più forte. Non abbiamo mai governato in 17 Regioni su 20 come avviene oggi.
Si è persa la Liguria ma si è conquistata la Campania, che è la terza Regione Italiana per popolazione e si è perso in Veneto dove il governo di Zaia è stato premiato dagli elettori. Questo risultato è ancora più positivo se si pensa che in tutta Europa le forze al governo sono state fortemente ridimensionate e battute alle urne, dalla Spagna alla Francia.

Detto questo ci sono dati emersi dal voto che vanno valutati attentamente e che provo a riassumere.
1) Il dato del l'astensionismo ha sicuramente pesato e ha colpito tutte le forze politiche. Gran parte dei voti persi dal PD vanno all'astensione e da qui dobbiamo partire. Basta guardare i flussi per capire come siano sbagliate letture che attribuiscono l'emorragia di voti che abbiamo subito a una disaffezione di una generica sinistra. A parte il caso Ligure, ovunque i candidati "a sinistra" del PD hanno ottenuto pochissimi voti e anche le percentuali di Sinistra Ecologia e Libertà e altre aggregazioni sono lì a dimostrare che non è "a sinistra" che abbiamo perso.

Le riforme del Governo Renzi e il ruolo del Partito Democratico

pubblicato il .

È difficile sintetizzare i tanti provvedimenti realizzati dal Governo Renzi in questi mesi; cercherò di mettere in evidenza quelli che, a mio avviso, vale la pena di valorizzare e quali sono, invece, le cose che andranno fatte prossimamente, cercando anche di rispondere ad argomenti che vengono utilizzati per fare polemica politica spesso a sproposito.
Inizierei ricordando che, dopo le elezioni politiche del 2013, il Parlamento era ingovernabile e quella vittoria del centrosinistra che tutti avevamo auspicato non si era verificata e al Senato non avevamo neanche la maggioranza per esprimere una presidenza. Uscivamo, quindi, da un dato elettorale che sostanzialmente indicava che il 25% degli elettori che chiedevano il cambiamento non hanno trovato nel centrosinistra l’interlocutore che cercavano ma, purtroppo, sono andati ad ingrossare le fila di un movimento protestatario e antisistema quale è il Movimento Cinque Stelle. Quel dato elettorale, in sostanza, diceva che la crisi della democrazia in Italia stava raggiungendo livelli molto preoccupanti e molto pericolosi perché indicava che c’era una crisi profonda nel rapporto tra i cittadini e la politica e tra i cittadini e le istituzioni.
Il punto di partenza con cui si è configurato il Governo Renzi, dunque, è stato questo scenario e tutto ciò che è stato fatto da allora ad oggi è andato nella direzione di cercare di risolvere questa situazione. Questo problema non è ancora stato risolto, ovviamente, ma intanto si è assunta la consapevolezza che o questa legislatura diventa una legislatura in cui si è in grado di fare le riforme necessarie per restituire una credibilità alle istituzioni e alla politica oppure la crisi democratica, che è una crisi che si è manifestata in tutta Europa ma che in Italia è particolarmente pesante, rischia di avere esiti che non riusciremo più a governare.

Votare il PD perché sta cambiando l'Italia

pubblicato il .

Alle prossime elezioni è importante votare i candidati del PD perché c’è bisogno di dare un’ulteriore spinta al Partito Democratico in questo Paese perché, in questa fase, stiamo svolgendo un ruolo importante: stiamo davvero cambiando l’Italia, stiamo davvero facendo le riforme e lo stiamo facendo tra tante difficoltà e in presenza di ostacoli che stanno dentro alla storia di questo Paese (interessi che vengono difesi, burocrazie che vogliono continuare a contare più della politica). A questo si aggiungono anche fattori imprevedibili come, a esempio, la sentenza della Corte Costituzionale sulla Legge Fornero che, sicuramente, farà contenti tanti pensionati, però, rispetto al percorso di risanamento economico che avevamo disegnato, ci impone un ulteriore sforzo di riforma.
Questo percorso riformatore, inoltre, lo stiamo facendo mettendo al centro l’interesse dei cittadini e del Paese, non di una delle parti o di uno degli interessi; stiamo cercando di fare riforme mettendo al centro l’interesse generale e questo implica sicuramente di scontentare qualcuno.
Fare la riforma degli enti locali e istituire le città metropolitane, ad esempio, vuol dire fare una cosa coraggiosa che, ovviamente, non renderà contente le Regioni che perderanno dei poteri, però, serve ai cittadini.
Inoltre facciamo le cose guardando al futuro: in un Paese in cui troppo spesso si ragiona sul contingente, stiamo guardando al futuro, cercando di vincere una scommessa che è quella di cui ha parlato Matteo Renzi all’inaugurazione di Expo. Noi stiamo scommettendo sul fatto che in questo Paese finalmente si possa battere quei tanti (che sono nei media, nella politica ecc.) che ogni giorno scommettono sul fatto che questo Paese non ce la può fare e non ce la farà mai.