La corruzione alimenta le mafie. Quale politica per la legalità

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Intervento all'incontro "La corruzione alimenta le mafie. Quale politica per la legalità" alla Festa Nazionale dell'Unità a Ravenna (video).

Penso che dobbiamo da subito, al di là di ciò che c’è scritto nei 26 punti che poi andranno tutti approfonditi, costruire una discontinuità sui temi della legalità, della lotta alla corruzione, della lotta alle mafie rispetto a quello che è stato il Governo giallo-verde, dove queste questioni sono state affrontate non da M5S, come ci aspettavamo, ma principalmente da Salvini.
In questo anno e mezzo, il Governo giallo-verde ha dato un’impronta precisa all’idea di legalità che avevano. Sono stati fatti due Decreti denominati “Sicurezza” ma nessuno dei due si è occupato dei problemi veri della legalità e della sicurezza in Italia che sono la lotta alle mafie e la lotta alla corruzione.
Il Governo giallo-verde ha spiegato ai cittadini che i problemi di sicurezza e di legalità del Paese sono costituiti dagli immigrati, dai clochard, dai parcheggiatori abusivi…

Da Di Maio risposta miope a Franceschini

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La risposta di Di Maio alla bella intervista di stamattina di Dario Franceschini dimostra davvero una miopia unica.
Franceschini sostiene la necessità di aprire un dialogo con tutti coloro che in questi giorni hanno dimostrato di voler difendere la costituzione e di voler cambiare e rafforzare l’Europa.
Tra questi ci sono anche esponenti dei 5 stelle, forse non Di Maio che ha scelto da tempo di fare da servitore a Salvini passando sopra Siri, i 49 milioni e il russiagate, pur di difendere la poltrona.

Ad Auschwitz per non dimenticare mentre cercano di sdoganare le idee che hanno portato a quella tragedia

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Ad Auschwitz per non dimenticare proprio adesso mentre ci spiegano che “il passato è passato” e “non serve la Memoria”; adesso mentre cercano di sdoganare le idee che hanno portato a quella tragedia.
Lì un milione di persone sono state uccise senza pietà perché “erano diverse”, capri espiatori, i nemici da cancellare.

Il futuro delle associazioni di Sesto San Giovanni

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Intervento all'incontro "Quale futuro per le associazioni sestesi?" (video).

Noi, in Parlamento, abbiamo fatto ciò che dovevamo fare e che potevamo fare rispetto alla vicenda che ha coinvolto le associazioni di Sesto San Giovanni: abbiamo sollevato una questione che riguarda il territorio di Sesto ma che è anche nazionale.
Il valore di ANED e del loro archivio conservato a Sesto, infatti, va oltre il territorio sestese e, quindi, credo che sia stato giusto porre la questione a livello nazionale.
Con un’interrogazione depositata in Senato, abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio cosa intende fare per tutelare questo patrimonio, che è di Sesto San Giovanni ma è anche del Paese.
Ovviamente abbiamo sollevato la questione a livello nazionale anche sapendo che c’è una questione più generale che riguarda il rapporto conflittuale che ha l’attuale amministrazione sestese con l’associazionismo. Una vicenda come quella della messa all’asta della palazzina in Via Dei Giardini (dove sono ospitate diverse associazioni, tra cui ANED) dimostra come vi sia una volontà punitiva da parte dell’amministrazione comunale nei confronti delle associazioni e, soprattutto, nessuna volontà di dialogo.