Le proposte Pd per la Giustizia

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Intervento al webinar del PD con il Segretario Letta e i referenti in materia di Giustizia (video).

Mi pare molto importante la scelta di dare questo rilievo all’impegno e alle proposte del PD sulla Giustizia.
Le ragioni le ha esplicitate bene il Segretario Letta, credo che questo sia il momento del fare. Siamo di fronte ad una necessità e adesso sulla Giustizia bisogna fare concretamente le riforme e chiudere una fase troppo lunga in cui la Giustizia è stata usata come campo del conflitto politico, anziché come campo su cui intervenire per facilitare la vita dei cittadini e costruire un Paese più giusto.
Oggi presentiamo delle proposte che sono frutto di una riflessione ma anche di un lavoro che è già stato fatto e innerva i testi di legge su cui si sta discutendo sia sul processo civile che sul processo penale.
Voglio rivendicare il fatto che abbiamo sostenuto scelte sul Recovery Plan e sull’utilizzo delle risorse europee che oggi danno una direzione. Per noi è fondamentale mettere mano all’organizzazione della Giustizia e che questo è il tema principale da affrontare soprattutto per ridurre i tempi del processo civile, infatti, abbiamo fatto bene ad insistere perché ci fossero quelle 16mila assunzioni di personale per rafforzare gli Uffici del Processo e quei 4.000 assunti nuovi per far funzionare la digitalizzazione e l’edilizia giudiziaria.

Il lavoro sulle riforme per la Giustizia

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Intervento al Forum Regionale sulla Giustizia del PD.

Non siamo di fronte ad un’opzione ma siamo di fronte alla necessità di mettere in campo delle riforme: quattro riforme necessarie per accedere ai finanziamenti del Recovery Fund.
Si tratta della riforma del processo civile (per abbreviare i tempi), del processo penale, del diritto tributario e del CSM.
Adesso siamo impegnati su tre testi che riguardano queste riforme.
Alla Camera dei Deputati è in discussione la riforma del Processo Penale, per cui sono già stati depositati gli emendamenti; c’è poi la riforma del CSM, che in questo momento - visti i fatti di cronaca - è diventata una questione che assume un valore al di là del Recovery Fund e sarà tema su cui si scaricherà un conflitto politico molto serio.
Al Senato, invece, è stato incardinato il testo della riforma del Processo Civile e sono già stati presentati gli emendamenti.
Teniamo conto che questi tre testi non sono più quelli di Bonafede ma sono testi derivati anche da un pezzo del lavoro del PD avviato nello scorso Governo e che oggi può consentirci di migliorarli ulteriormente, partendo da riflessioni e da un lavoro che abbiamo, quindi, già fatto.

Quali sono i prossimi passi del DDL Zan?

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Intervento alla videoconferenza organizzata dal PD Milano (video).

La Commissione Giustizia del Senato è quella più difficile in cui affrontare il disegno di legge Zan perché è la Commissione in cui a metà legislatura non siamo riusciti a cambiare il Presidente ed è rimasto Ostellari della Lega, il quale in questi mesi si è occupato di trovare diversi escamotage per impedire che iniziasse la discussione su quel testo di legge, nonostante fosse già stato approvato dalla Camera dei Deputati.
Abbiamo subito una serie di manovre dilatorie e tentativi ostruzionistici.
Ad un certo punto, di fronte all’evidenza che non si poteva impedire la discussione in Commissione, si è inventato il fatto che il disegno di legge Zan dovesse essere discusso insieme ad altri disegni di legge che trattavano la stessa materia. Per fare questo, però, avremmo avuto bisogno di dare tempo alla Presidente del Senato per poter decidere e mettere tutti i disegni di legge sullo stesso piano.

Carceri: la pena è ancora rieducativa?

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Interventi alla videoconferenza “Carceri: la pena è ancora rieducativa?” organizzata dalle Donne Democratiche e dal PD del Municipio 6 di Milano (video).

Non è semplice ma credo che sia sempre importante e utile accendere i riflettori sul carcere.
Il carcere è un luogo in cui in Italia stanno 55mila persone, di cui credo che dobbiamo farci carico.
Troppo spesso nell’opinione pubblica prevale una cultura semplificata secondo la quale in carcere ci stanno le persone che devono essere punite, per cui il carcere diventa una sorta di luogo in cui la società si vendica oppure c’è l’idea che comunque il carcere sia un luogo in cui si scaricano alcuni problemi criminali e sociale e li si lasciano lì.
Innanzitutto credo, invece, che il carcere debba esser l’estrema ratio.
In questi giorni stiamo ragionando sulla riforma del processo penale e credo che si debba insistere molto sulla giustizia riparativa, sulle pene alternative perché davvero il carcere deve essere l’ultima ratio.