Per un'Europa più vicina ai cittadini

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Ho aderito convintamente all’appello del Movimento Federalista Europeo e ne sottoscrivo gli impegni.
Nella scorsa legislatura ho fatto parte anche della Commissione del Senato che si è occupata delle Politiche dell’Unione Europea e che, in seguito alla revisione del Regolamento del Senato, è diventata una Commissione Permanente a tutti gli effetti e non più una Commissione di secondo livello a cui partecipavano membri di altre Commissioni. Questo è molto importante anche rispetto al lavoro parlamentare legato alle questioni europee.
L’appello del Movimento Federalista Europeo chiede l’impegno delle forze politiche nazionali a rispettare le compatibilità economiche europee, in quanto rappresentano un dato positivo che ci accompagna nel risanamento dell’economia italiana e che dà maggiore credibilità al nostro Paese e questo è un impegno che divide gli schieramenti politici ed è una delle discriminanti su cui si gioca questa campagna elettorale.

La nostra priorità è la famiglia

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Renzi ha chiarito che la nostra priorità delle priorità nei prossimi anni sarà la famiglia, con uno stanziamento di 9 miliardi. Fisco amico, più asili nido e servizi, lavoro per le donne. Siamo gli unici con una proposta realizzabile, gli altri parlano a vanvera.

Il 4 marzo non possiamo affidarci a inaffidabili e impresentabili

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Il voto del 4 marzo è un voto importante per il nostro Paese.
Dopo 5 anni in cui i Governi guidati da PD hanno permesso all'Italia di rimettersi in piedi e di tornare a crescere, ora è necessario consolidare questi risultati.
Il valore della stabilità e della continuità delle politiche è fondamentale per ridare credibilità all'Italia nel contesto europeo. E allora quello che non possiamo permetterci è affidarci all'impreparazione e all'inaffidabilità del M5S che dimostra la totale incapacità di selezionare una classe dirigente all'altezza: falsi rimborsi, riciclaggio, gente che tarocca cd e si candida in Parlamento.
Il tutto condito da proposte politiche assolutamente fuori dalla realtà.
Mi auguro che i cittadini riflettano su questo: se vogliamo consolidare i risultati di questi anni non possiamo rischiare un salto nel buio.

Si è alimentata la narrazione che il Paese è disperato ma non è così

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Intervista di Affaritaliani.

Franco Mirabelli, senatore del Partito Democratico, è candidato nel proporzionale di Milano. Ad Affaritaliani.it Milano spiega: "Si è alimentata negli anni la narrazione che il Paese è disperato, è in declino. Ma non è così".

E allora, com'è? Tutto bene?
Non tutto bene. Però iniziamo a dire che nei mercati, parlando con la gente, c'è un paradosso verificabile in pochi minuti. Se uno chiede alle persone se la loro vita è migliorata tra il 2013 e oggi, tutti dicono di sì. Se invece chiedi loro se la società, se la collettività è migliorata, allora ti dicono di no. Insomma per loro il Paese è peggiorato, le vita singole sono migliorate.

Come se lo spiega?
In questi anni hanno lavorato forze che hanno alimentato questa idea. Questo produce anche insicurezza, rancori, difficoltà. Però rispetto a quello che si dice, il clima non è negativo e migliora spiegando le cose che abbiamo fatto, che danno credibilità alle proposte che facciamo. Sono fiducioso: la gente non dà credito ad altre proposte politiche che non siano le nostre. Quello che mi preoccupa è l'astensionismo.

Quindi Milano premierà ancora una volta l'offerta del Pd renziano?