Dare il senso di protezione e guardare al futuro

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Intervento al Circolo del Giambellino (video).

Le due parole che devono descrivere l’azione di questo Governo sono protezione e futuro.
C’è una domanda di protezione da parte dei cittadini e credo che un po’ l’abbiamo intercettata. Gli interventi fatti in materia di Sanità nella Legge di Bilancio, con l’abolizione del super-ticket e le risorse stanziate, vanno in questa direzione.
Dobbiamo dare risposte alla domanda di protezione che, dopo la crisi e di fronte alle incertezze, le persone hanno cominciato a porre.
Questo è il tema su cui abbiamo in parte fallito nella scorsa Legislatura: non siamo riusciti a dare l’idea di aver preso in mano questa esigenza di protezione che c’è nel Paese.
Le persone chiedono di non restare da sole di fronte alle incertezze e la politica deve dare l’idea di saper recuperare la capacità di affrontare questo aspetto.

Da Cerno ignobili alunnie

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Le parole di Cerno sulla segretaria Silvia Roggiani e sul Pd milanese sono ignobili calunnie, che rispediamo al mittente.
Il senatore dimentica che è stato eletto proprio grazie all'impegno della nostra comunità, che ora insulta.
Anche ciò che ha detto di un Governo che Renzi ha voluto e di cui Iv fa ancora parte è molto grave.
Gli auguriamo buon lavoro.

La Legge di Bilancio 2020

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Intervento svolto al Giambellino (video).

Penso che sia importante cercare di conoscere ciò che si sta facendo e che si vuole fare per raccontarlo fuori.
La Legge di Bilancio di quest’anno è stata complicata da fare.
Il PD era arrivato al Governo solo da pochi mesi quando ha dovuto lavorarci e prima ancora si era dovuto lavorare per presentare il Documento Economico Finanziario su cui la Legge di Bilancio andava costruita.
La manovra economica, inoltre, doveva avere un segno diverso rispetto alle idee del Governo giallo-verde.
L’imperativo era quello di disinnescare le clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’IVA e questo obiettivo già valeva quanto una finanziaria perché 23 miliardi sono una cifra alta e trovarli non era semplice.
Quei 23 miliardi erano il frutto delle scelte del Governo precedente, che aveva deciso di andare a debito per finanziare il reddito di cittadinanza e Quota 100.
Un altro peso era dato dal fatto che la finanziaria fatta dal precedente Governo aveva sbagliato in maniera considerevole le stime di crescita: l’ipotesi iniziale era dell’1,5%, poi avevano calcolato che fosse dell’1% ma in realtà è stata dello 0,1% e questo ha implicato meno entrate su cui contare per pagare i servizi e il funzionamento dello Stato.