La manifestazione di Milano è contro le paure che anche Gasparri alimenta

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Gasparri dice che la manifestazione del 20 maggio a Milano contro i muri è contro gli italiani. In realtà la manifestazione è un'occasione per esprimere la necessità di fare passi avanti per rafforzare un sistema di accoglienza dei migranti fondato sul coinvolgimento di tutte le comunità e delle istituzioni. Per chiedere di cambiare la legge Bossi-Fini che, come è evidente, non funziona e che Gasparri ha votato.
Di fronte all'epocale fenomeno migratorio, serve garantire diritti e sancire i principi di legalità e di responsabilità.
Per questo manifestiamo in favore di un'accoglienza operata con trasparenza, che aiuti soprattutto i soggetti più fragili a partire dai minori e dalle donne. Dunque, se la manifestazione di sabato è contro qualcosa o qualcuno è proprio contro le idee di cui anche Gasparri si fa promotore, che producono intolleranza, seminano paure, minano la convivenza civile e, anziché dare risposte, preferiscono strumentalizzare alimentando i sentimenti peggiori.

Un ulteriore intervento per dare risposte ai cittadini sulla sicurezza

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Intervista al Tg2 (video).

Il decreto sulla sicurezza urbana è un ulteriore intervento per dare risposte alla domanda di sicurezza dei cittadini, dopo il decreto già approvato sull’immigrazione e dopo gli interventi previsti per le periferie.
È un provvedimento che coordina le varie forze dell’ordine, dà maggiori poteri ai sindaci e ai questori per garantire la lotta al degrado.

Video dell'intervista»

Intervento in Aula al Senato durante la discussione del decreto sulla sicurezza urbana»

Milano, punto di riferimento per la legalità

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Articolo pubblicato da Huffington Post.

Le mafie oramai sono un problema di tutto il Paese, non solo di una parte. In questi anni, grazie alle inchieste della magistratura e al lavoro della Commissione Parlamentare Antimafia, infatti, abbiamo capito che le mafie al Nord ci sono (in particolare la ‘ndrangheta), sono molto aggressive e cercano di non attirare l’attenzione per non creare allarme sociale, favorendo così una forte sottovalutazione del fenomeno nell’opinione pubblica.
La magistratura, in questi anni, ha dato colpi consistenti alle mafie al Nord ma la lotta alla mafia non può essere un compito delegato soltanto alla magistratura, alle forze dell’ordine.
La città di Milano, in questi anni, ha saputo distinguersi in positivo sul fronte della legalità.
Solo qualche anno fa, parlare di mafia a Milano era un elemento di contrasto con alcune istituzioni mentre da un po’ di tempo a questa parte si è smesso di dire che qui “la mafia non esiste”. A Milano e nella sua area metropolitana la mafia c’è e la stiamo affrontando.

Contro il crimine l'Italia sa difendersi

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Articolo pubblicato da L'Unità (file PDF).

La fine del 2016 e l'inizio del 2017 sono stati segnati da tragici attentati che hanno colpito Berlino e le città turche seminando morte, dolore e paure.
Questa volta abbiamo sentito ancora più vicino il pericolo terrorista. E vicino a noi - in piena notte, a Sesto San Giovanni, nell’hinterland milanese - è stato fermato e ucciso l'attentatore di Berlino.
Quello che è successo a Sesto San Giovanni dimostra come nel nostro Paese ci siano ottime capacità di indagine e di prevenzione e una rete di controllo del territorio, da parte delle forze dell'ordine, che funziona.
Non è stato il frutto di un colpo di fortuna, come hanno subito detto quelli a cui piace pensare al nostro come ad un Paese in cui non funziona nulla. Così come non sono stati colpi di fortuna i numerosi interventi che hanno consentito di trovare e condannare o espellere centinaia di persone che tentavano di reclutare terroristi o preparavano attentati, o come non lo è stato il fatto che grandi eventi, quali Expo e il Giubileo, che hanno messo l'Italia al centro del mondo, si siano svolti senza episodi di terrorismo.