Dare gli arresti domiciliari a chi è a fine pena

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Sono al carcere di San Vittore e anche qui da questa mattina alcuni detenuti, a cui non va data nessuna giustificazione, hanno distrutto gli ambulatori del secondo e del terzo raggio e sono sul tetto.
Dentro questa emergenza drammatica in cui vive tutto il Paese, c’è una emergenza che va pure subito affrontata a tutela degli agenti, degli operatori e degli stessi detenuti.
Il Decreto che di fronte alla sospensione dei colloqui, resa necessaria dal Coronavirus, impone di consentire le comunicazioni a distanza coi parenti non basta.
Serve subito affrontare il problema del sovraffollamento.
Si mettano ai domiciliari tutti coloro che hanno pochi mesi ancora da scontare per arrivare a fine pena.
Non si risolverebbe nulla se, come pensa qualcuno, si tornasse a chiudere le celle superando la vigilanza dinamica.
Serve consentire ai Direttori di poter lavorare, ricostruendo un clima che il sovrappopolamento pregiudica.


Intervista di Radio Popolare»


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