Dalla Legge 231 e le disposizioni relative alla compliance d’agenzia, alla normativa comunitaria IDD

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Intervento al convegno SNA (Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione) "Quali scenari per gli agenti di assicurazione. Dalla Legge 231 e le disposizioni relative alla compliance d’agenzia, alla normativa comunitaria IDD" (video).

Ringrazio lo SNA (Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione) per questa occasione di incontro perché credo che la politica debba capire un po’ meglio come funzionano alcuni settori e cosa si può fare per migliorarli. Le questioni di cui si occupa il settore assicurativo riguardano indubbiamente l’economia, in quanto portano un contributo importante alla crescita economica del Paese e in particolare della città di Milano, ma non solo. Si tratta, infatti, di un settore in cui si affronta concretamente il tema della protezione delle persone e credo che, nei prossimi anni, lo si farà sempre di più. Dal mondo delle assicurazioni, dunque, passerà sempre di più la possibilità di dare una risposta ad una domanda di protezione e di sicurezza che si esprime nella nostra società con sempre maggiore frequenza.
Per queste ragioni, quindi, credo che sia molto importante e interessante parlare con gli operatori del settore e comprenderne le problematiche per capire come agire correttamente, anche in relazione a ciò che è stato fatto nelle istituzioni, a partire dal Governo, con un recente decreto che interviene sulla Legge 231 e sulla Direttiva riguardante la distribuzione assicurativa in Europa.
Studiando un po’ di documenti per questo incontro, ho notato che alcune delle questioni rispetto alle regole o alle modalità organizzative contenute nella Direttiva Europea sono già state anticipate dal mondo assicurativo italiano. C’è, quindi, una competenza nel settore di cui dobbiamo avvalerci.
La questioni affrontate in materia di antiriciclaggio, inoltre, mi interessano anche per il lavoro che svolgo all’interno della Commissione Bicamerale Antimafia e nella Commissione Bicamerale di Inchiesta sul Sistema Bancario e Finanziario recentemente istituita.
Ad esempio, potrebbe essere utile comprendere meglio i meccanismi inerenti il versante riguardante le funzioni di controllo. Sul tema delle banche, queste funzioni vengono svolte da Banca d’Italia e Consob e ne stiamo discutendo all’interno della Commissione di Inchiesta sul Sistema Bancario e Finanziario. Sarebbe utile capire anche se il sistema e gli strumenti di controllo oltre che i soggetti preposti a tale ruolo nel mondo assicurativo siano sufficienti o se vadano migliorati o magari coordinati meglio. Spesso, infatti, quando ci sono più soggetti preposti al ruolo di controllo, quando si verificano dei problemi, si rischia che si produca un rimpallo di responsabilità. È meglio, quindi, che ci sia un unico soggetto che assuma il ruolo di vigilanza e sia dotato di tutti i poteri.
Il Governo, inoltre, sta assumendo la Direttiva comunitaria sull’Insurance Distribution Directive e lo sta facendo coinvolgendo i soggetti interessati e dentro ad un percorso generale volto a superare il gap storico che aveva l’Italia rispetto al recepimento delle Direttive Europee.
Sarebbe interessante capire se uno strumento di questo tipo, anche alla prove dei fatti che ci saranno nei prossimi anni, può funzionare. Si parla di regole e modelli organizzativi che servono sostanzialmente a tutelare sia i consumatori che le professionalità. A mio avviso, si tratta di un aspetto importante, anche rispetto al valore che ha oggi un’offerta di protezione che le assicurazioni possono mettere in campo.
Tornando alla Legge 231 e ai suoi molteplici aggiornamenti, so che le regole che vi sono contenute, soprattutto rispetto ad alcune questioni, sono molto onerose per gli operatori ma penso che siano regole assolutamente necessarie e non soltanto per garantire il sistema nel suo funzionamento.
Mettere in campo regole e strumenti per contrastare corruzione e riciclaggio in questo settore penso che sia molto importante. Con la Commissione Antimafia, infatti, stiamo verificando che al Nord la criminalità organizzata - e in particolare la ‘ndrangheta - è proprio su questi strumenti finanziari che si sta orientando e non solo per riciclare il denaro ma anche per occupare fette di mercato. Per questo credo che sia utile l’utilizzo di norme più stringenti, come quelle previste nei recenti aggiornamenti della Legge 231 e ben vengano soprattutto al Nord.
Per le stesse ragioni, ritengo che oggi non sia più sufficiente scrivere codici etici ma servano norme cogenti, come prevede il decreto, che intervengano davvero e diano garanzie sui controlli e chiariscano che è una responsabilità grave e da sanzionare quella di non effettuarli, perché rischia di creare complicità con attività criminogene.
Su questo settore c’è, infatti, un’aggressione forte da parte delle organizzazioni criminali che vogliono utilizzare gli strumenti finanziari e per questo occorre tenere alta l’attenzione per saper riconoscere e bloccare ogni tentativo di ingresso.
Confermo, quindi, la disponibilità a raccogliere i contributi che verranno dal mondo assicurativo al fine di lavorare per migliorare alcuni aspetti della nostra legislazione in materia.


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