Idee per reinventare le città che vogliamo

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Intervento alla Festa dell'Unità a Milano.

Tante idee, tante energie e una consapevolezza. Io credo che questa stagione del covid cambierà molto le nostre città. Cambierà il modo di spostarsi, cambierà il modo di abitare e, soprattutto, cambierà il modo di lavorare: pensate allo smart working, che probabilmente resterà un dato permanente, quanto può cambiare le nostre città, quanto può ridurre gli spazi per uffici, quanto può rischiare di desertificare intere zone. Questa trasformazione va governata, lo dobbiamo sapere ed è l’idea che anche Beppe Sala ha messo in campo.
Bisogna sapere che le città cambieranno, lo smart working, il modo di lavorare cambierà e questo vuol dire che dobbiamo governare questo cambiamento, guardando all’interesse dei cittadini, alla socialità, alla qualità della vita.
C’è un tema che il PD ha deciso e che per questo in Parlamento è diventato prioritario ed è quello della rigenerazione urbana, che non è solo rendere gli edifici più sicuri, più compatibili dal punto di vista ambientale ed energetico ma è mettere in campo un’idea di città che modifica la città, la migliora, mette in campo la mobilità sostenibile, un modo di abitare diverso e ripensa a quelle aree delle città che oggi sono dedicate ad alcune funzioni e domani non lo saranno più, inventando la vocazione delle nostre città.

Bene l'approvazione del PGT a Sesto, la moschea si farà nel rispetto delle sentenze

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La notizia dell’approvazione del PGT di Sesto San Giovanni con la previsione della destinazione dell’area di via Luini a luogo di culto è una bella notizia!
La moschea a Sesto si farà nel rispetto delle leggi e delle sentenze del tar e del consiglio di Stato.
È una vittoria importante del buon senso e, soprattutto, la riaffermazione di un diritto fondamentale come quello di culto.
Leggo che anche il Sindaco è costretto a far buon viso a cattivo gioco.
Bene, ma dopo tanta propaganda e la semina di tanta intolleranza la moschea si farà come è giusto che sia.


La Rai a Milano è una struttura strategica anche per Roma

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La scelta di un centro di produzione Rai a Milano non è estemporanea ma è il portato di decisioni assunte dall'azienda negli anni scorsi e mai realizzate.
L'obiettivo è quello di rendere più forte il settore dell'audiovisivo, colpito anche esso dal Covid, ed il cui rilancio è fondamentale.
Creare la struttura a Milano non indebolirà il polo romano, ma al contrario consentirà di rafforzare entrambe le strutture.
È un'occasione di crescita per tutto il settore. Non si tratta di campanilismi, né di impoverire l'azienda Rai nel suo luogo di produzione principale ma di svilupparla e farla crescere sul territorio, in una realtà produttiva importante come Milano.
C'è stato un ritardo colpevole da parte della dirigenza attuale nella realizzazione di un progetto che è nato negli anni scorsi, quando precedenti CdA avviarono progetti di sviluppo lungimiranti e moderni.
Adesso ci sono i finanziamenti, c'è un grande fermento tra i professionisti del settore, tanto quelli consolidati, quanto i giovani in attesa dell'opportunità giusta per crescere.

Tanta distanza tra Bernardo e la cultura civile di Milano

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In un colpo solo oggi il candidato della destra milanese Bernardo ha spiegato che per lui fascisti e antifascisti pari sono basta siano persone perbene e che il massimo di diversità che riesce a concepire è quella tra maschi e femmine.
Insomma, nulla a che vedere con l’idea di una società aperta, inclusiva e democratica.
Milano è un’altra cosa: una città europea, moderna, libera e antifascista. È triste costatare la distanza tra il candidato delle destre e la cultura civile di Milano.


La sede del Portello aggiunge potenzialità alla Rai

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Intervento a Radio Lombardia (video).

Mi sento fortemente milanese. Per la Rai di Milano ho lavorato in Parlamento in questi anni per ottenere questo risultato. Francamente trovo stucchevole la polemica che ha innescato anche una persona a cui riconosco grande intelligenza e che stimo molto come Nicola Zingaretti.
Stiamo semplicemente parlando di un’operazione importante che consente di spostare la sede Rai di Corso Sempione al Portello e insieme di spostare i centri di produzione che oggi sono in Via Mecenate, in luoghi non del tutto adeguati e costosi.
Valorizzare l’area del Portello, fare un nuovo centro di produzione della Rai e trasferire gli studi di Corso Sempione al Portello non mi pare che tolga qualcosa a Roma ma aggiunge, invece, potenzialità alla Rai.

Video dell'intervista»

Le elezioni a Milano

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Intervento a Telenova.

Stiamo preparandoci a fare la campagna elettorale per eleggere il sindaco di Milano. Abbiamo iniziato lo scorso week end, andremo avanti in questo: il tema è quello di stare sul territorio e lavorare. Il candidato lo abbiamo e abbiamo anche una storia e da mettere in campo, con le cose fatte e i progetti da portare a termine.
È sempre impossibile fare tutto in maniera perfetta. Credo che sulle periferie abbiamo cominciato a lavorare troppo tardi: si è lavorato ma si poteva fare di più e si farà di più.
Penso che il centrodestra in questa città sia in difficoltà perché non c’è stata un’opposizione in questi anni che sia stata capace di mettere in campo una proposta politica alternativa comprensibile per i milanesi.
Sono mesi che Salvini annuncia vertici decisivi per scegliere il candidato sindaco del centrodestra per Milano ma ogni volta esce con niente di fatto.