Il sindaco di Sesto è indegno di rappresentare la città

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Sesto San Giovanni è città medaglia d’oro della Resistenza e la senatrice Liliana Segre ogni anno va nelle sue scuole a raccontare la tragedia della Shoah perché non si dimentichi e perché non si ripeta.
Rifiutare, come fa il sindaco, la cittadinanza a Liliana Segre e sostenere che deve bastarle il fatto di essere senatrice a vita è offensivo e inaccettabile.
Un sindaco che ha anche concesso una sala pubblica a Casa Pound, ha disertato la manifestazione nel Giorno della Memoria al Monumento ai Deportati nel Parco Nord e sta sfrattando l’archivio della Associazione Nazionale Ex Deportati (ANED), non è degno di rappresentare una città medaglia d’oro della Resistenza.
Chi cerca di cancellare la Storia offende Sesto e il suo tessuto democratico.

Il Sindaco di Sesto vuole cancellare la storia democratica e antifascista della città

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Ieri sera a Sesto San Giovanni insieme alle associazioni che il Sindaco vuole penalizzare e controllare nel suo tentativo di cancellare la storia democratica e antifascista della città.
L’associazionismo non è di una parte ma è patrimonio e ricchezza di tutti e per tutti i cittadini.
L’idea di cancellare la Storia tirando una riga serve a chi vuole sdoganare le forze che sono state sconfitte dalla democrazia (il Comune ha pure concesso uno spazio per l’iniziativa di CasaPound).
Di Stefano vuole dividere la città, decidere chi può fare e chi no discriminando: ha chiuso lo sportello per gli immigrati, ha tolto il sostegno ai bimbi disabili (e per questo è stato condannato dagli organi amministrativi), seleziona le associazioni, decide chi può pregare e chi no a Sesto. Così si impoverisce una intera comunità cittadina; non è così che si governa.

Quinto Romano

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A Quinto Romano e al Parco delle Cave si è svolta una bella iniziativa voluta dal Comune di Milano con il bando per le periferie.
Ci hanno raccontato, persone in carne ed ossa, la storia di un quartiere di Milano distante 5 miglia dal centro che ha saputo creare una comunità e, nonostante le trasformazioni da luogo contadino a insediamento di terziario, non ha perso la memoria della propria storia il che aiuta a creare una bella convivenza e tanta solidarietà.
Così si riconosce valore e si da attenzione alle periferie.

Iosa ha dato tanto a Milano

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Ieri se n’è andato Antonio Iosa.
Un uomo discreto che però in questi anni, e per tanti anni, ha dato e lasciato tanto a Milano e a tutti noi.
Con il Circolo Perini ha realizzato il primo importante presidio culturale nelle periferie milanesi a Quarto Oggiaro, da lì è stato un protagonista delle battaglie di legalità, ha saputo promuovere cultura e lottato per conservare la memoria degli anni più difficili della nostra storia recente e delle vittime del terrorismo.
Ci mancheranno i suoi richiami gentili e perentori a partecipare e a difendere il suo circolo, un patrimonio che ci ha lasciato e che non va disperso. Glielo dobbiamo!
Ciao Antonio.



People: una marea contro i razzismi

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Una marea umana contro i razzismi oggi a Milano.
Almeno duecentomila persone a far festa contro chi ci vuole cattivi, rabbiosi e rancorosi.
Da qui si riparte e si ricostruisce.
C’è un popolo che Salvini non lo vuole e merita una alternativa.