La Rai a Milano è una struttura strategica anche per Roma

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La scelta di un centro di produzione Rai a Milano non è estemporanea ma è il portato di decisioni assunte dall'azienda negli anni scorsi e mai realizzate.
L'obiettivo è quello di rendere più forte il settore dell'audiovisivo, colpito anche esso dal Covid, ed il cui rilancio è fondamentale.
Creare la struttura a Milano non indebolirà il polo romano, ma al contrario consentirà di rafforzare entrambe le strutture.
È un'occasione di crescita per tutto il settore. Non si tratta di campanilismi, né di impoverire l'azienda Rai nel suo luogo di produzione principale ma di svilupparla e farla crescere sul territorio, in una realtà produttiva importante come Milano.
C'è stato un ritardo colpevole da parte della dirigenza attuale nella realizzazione di un progetto che è nato negli anni scorsi, quando precedenti CdA avviarono progetti di sviluppo lungimiranti e moderni.
Adesso ci sono i finanziamenti, c'è un grande fermento tra i professionisti del settore, tanto quelli consolidati, quanto i giovani in attesa dell'opportunità giusta per crescere.
La legge di riforma della Rai, il cui iter è iniziato al Senato grazie all'impegno del Pd, avrà tra i punti qualificanti l'attenzione al mondo audiovisivo in modo da far incontrare domanda e offerta in termini virtuosi, contribuendo così alla coesistenza di due poli, ciascuno con le due specificità e con il proprio valore.
Per questo pensiamo che il progetto del centro di produzione Rai del Portello sia strategico e debba essere realizzato in tempi rapidi: vogliamo tutti una Rai e un servizio pubblico al passo con i tempi, che vivano a pieno titolo nella dimensione multimediale e del digitale.
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