Il museo nazionale della Resistenza a Milano è un segnale fondamentale per il futuro

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La nascita del museo nazionale della Resistenza a Milano, grazie alla collaborazione della città con il Governo che ha stanziato altri 15 milioni di euro, è una bella notizia e un segnale fondamentale in un'epoca di negazionismo e revisionismo.
Sulla Resistenza sono fondate la nostra democrazia e la nostra Repubblica, i valori per cui in tanti hanno combattuto e perso la vita sono nella nostra Costituzione.
Non dimenticare e trasmettere è ciò che dobbiamo al futuro.
Grazie al ministro Franceschini e al sindaco Sala.

Milano è stata capace di garantire una continuità nel corso degli anni

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Intervento a Radio Lombardia.

Milano oggi è Milano, quella che compete con le più grandi città del mondo, che è diventata un punto attrattivo non solo per gli affari ma anche per il turismo perché è stata capace di garantire una continuità nel corso degli anni. Qui nessuno ha mai pensato di andare a governare per disfare ciò che era stato fatto dai predecessori, a parte Salvini che, però, infatti non è mai riuscito a conquistare la città.
Ciascuno ha messo del suo e questa penso che sia una forza della città, che deve diventare più grande; deve diventare una città metropolitana ma deve anche salvaguardare l’anima e l’identità di molte realtà che sono fuori dalla cerchia dei navigli. C’è stata una fase in cui avevamo fatto gli ecomusei urbani, che rispondevano all’idea di riscoprire la storia di ogni quartiere, legata alla politica, alla cultura, all’arte. Sono tutte cose molto importanti da conservare perché hanno contribuito a costruire Milano.
Purtroppo la ragione per cui il centrosinistra vince nelle grandi città e perde nei piccoli centri è perché nei piccoli centri la globalizzazione viene vissuta come una preoccupazione mentre a Milano e nelle grandi città è vissuta come un’opportunità.

Iosa ha dato tanto a Milano

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Ieri se n’è andato Antonio Iosa.
Un uomo discreto che però in questi anni, e per tanti anni, ha dato e lasciato tanto a Milano e a tutti noi.
Con il Circolo Perini ha realizzato il primo importante presidio culturale nelle periferie milanesi a Quarto Oggiaro, da lì è stato un protagonista delle battaglie di legalità, ha saputo promuovere cultura e lottato per conservare la memoria degli anni più difficili della nostra storia recente e delle vittime del terrorismo.
Ci mancheranno i suoi richiami gentili e perentori a partecipare e a difendere il suo circolo, un patrimonio che ci ha lasciato e che non va disperso. Glielo dobbiamo!
Ciao Antonio.