Fontana non faccia la vittima e si prenda le sue responsabilità

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Il tentativo quotidiano di Fontana di fare la vittima, spiegando che tutti ce l’hanno con lui e che lui ha fatto le stesse cose fatte dalle altre Regioni è il gesto di un uomo disperato.
I numeri presentano la Lombardia come il luogo in cui si è affrontata peggio la pandemia: 1800 morti nelle RSA contro i 100 nel Lazio, 19 morti ogni 100 contagiati contro i 6 del Veneto, più del 50% dei morti in Italia.
È ora che Fontana ne prenda atto che non è successo per sfortuna o per colpa delle altre Regioni o del Governo: si prenda le sue responsabilità.

Il fallimento del sistema sanitario lombardo alla prova della pandemia

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Articolo pubblicato da Repubblica.

In Lombardia non credo sia più il tempo delle polemiche, della propaganda e del vittimismo degli assessori.
Penso sia il momento di prendere atto della drammatica situazione e del fallimento di un intero sistema sanitario di fronte alla pandemia.
Parlare di riaperture, inventare una polemica al giorno col Governo non cambia i dati: in Lombardia ci sono stati il 37% dei casi di contagio registrati in Italia e il 52% dei deceduti per il coronavirus; il rapporto tra contagiati e morti è stato superiore al 18% contro il dato nazionale del 13% e quello di Regioni, pure colpite come il Veneto e il Lazio, che arriva al 6%.
Qualcosa non ha funzionato e chi aveva e ha la responsabilità della sanità lombarda non può pensare che non sia necessario capire cosa e perché.
Se mettiamo i cittadini al primo posto bisogna sapere che i tentativi di difendere l’indifendibile non aiutano a capire e a difendere le nostre comunità.
È grave non ammettere ciò che è evidente: il sistema sanitario lombardo non è stato in grado di salvare troppe vite a causa delle proprie carenze e di scelte sbagliate fatte in queste settimane e che vengono da lontano.

In Lombardia qualche problema c’è stato

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Intervento a SkyTg24 (video).

Credo che dovremo riflettere su quello che è successo e su come molte cose, di fronte ad un fatto emergenziale straordinario come quello dell’epidemia, in Lombardia non abbiano funzionato.
Non si tratta di rimettere in discussione le Regioni o l’autonomia delle Regioni. Si tratta, però, di fare una riflessione seria.
In questo Paese non ci possono essere 21 sanità diverse. I cittadini non possono avere 21 trattamenti sanitari diversi a seconda di dove si trovano.
Bisognerà capire come si fa, di fronte situazioni come quella che stiamo vivendo, a garantire che ci sia un intervento pubblico e istituzionale coeso. Oggi ci sono state situazioni molto diverse anche perché ogni Regione ha agito in maniera diversa.
Ad esempio, al di là di tutte le polemiche, credo che il vero tema sia che in Lombardia c’è stato il 19% di morti rispetto ai contagiati mentre nel Lazio o nel Veneto c’è stato il 3% di morti rispetto ai contagiati.

Ripartire ma in sicurezza

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Intervento a SkyTg24 (video).

È evidente che tutti non vediamo l’ora di ripartire.
La priorità che oggi dovremmo avere tutti e tutte le istituzioni è quella di garantire la sicurezza dei cittadini affinché non ci sia una ripresa dell’epidemia.
Riaprire, quindi, avendo chiaro che le cose non possono ricominciare dal punto in cui le abbiamo lasciate. Molte cose dovranno cambiare, bisognerà prendere molti accorgimenti per far lavorare tutti in sicurezza e anche per divertirsi in sicurezza.
C’è una commissione di lavoro istituita dal Governo che sta studiando esattamente queste cose.
Da questo punto di vista, credo che sia straniante il fatto che ogni mattina qualcuno debba dire la sua, cavalcando la voglia che molti hanno di riaprire o di uscire di casa.