La sanità territoriale in Lombardia

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Intervento in tv a 7Gold (video).

Abbiamo bisogno di medici di base e di metterli nelle condizioni di lavorare con attenzione e cura. È evidente che comunque il medico di base ha circa 3000 pazienti e fatica a fare visite domiciliari e altre cose.
Per questo l’idea di finanziare le case della salute sul territorio con il PNRR è una scelta intelligente, perché vuol dire avere strutture in cui diversi medici di base e operatori possono suddividersi il carico e migliorare il servizio per tutti.

Purtroppo la mancanza dei medici di base è un fenomeno molto diffuso a Milano e in Lombardia. Questo avviene perché c’è stato ritardo nel fare i concorsi e le assegnazioni da parte della Regione. Nel frattempo i medici di base attuali stanno andando in pensione per scelta.
La Regione sta cercando di recuperare con concorsi e assegnazioni ma questa vicenda si inscrive nel capitolo della dismissione della sanità territoriale, che è stata la cifra della precedente riforma sanitaria lombarda che ha centrato tutto sugli ospedali.
Oggi, grazie al PNRR, abbiamo tante risorse per riportare sui territori presidi sanitari come le case della salute e non solo medici di base, che devono diventare un riferimento per i cittadini e affiancare e integrare il lavoro dei medici di base. Questo lavoro va fatto presto e bene, riportando sul territorio una sanità più vicina ai cittadini e alle loro esigenze.
Non mi pare che questa scelta sia sta recepita nel modo giusto nella nuova riforma sanitaria regionale. In Regione Lombardia, infatti, sono ancora troppo restii a capire che bisogna riportare sul territorio molte funzioni e bisognerà lavorare affinché lo si capisca.
Uno dei dati che ci ha penalizzati durante la pandemia, infatti, è stato sicuramente il fatto che la sanità territoriale è stata indebolita e tutto si è concentrato sugli ospedali.

Video dell'intervento»


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