Il quadro che sta emergendo su Regione Lombardia è grave

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Intervento in tv a 7Gold.

Penso che il quadro che sta emergendo sulle vicende di Regione Lombardia sia davvero grave.
Ho sempre dato un giudizio molto negativo su come è stata gestita la fase del covid.
Do un giudizio negativo sul fatto che chi governa la Regione non ha voluto fare i conti con i dati. I dati mostrano che la nostra Regione ha avuto una mortalità tre volte superiore a quella delle altre Regioni italiane, a partire dal Veneto. È evidente, quindi, che qualcosa non ha funzionato nel sistema sanitario.
A questo si aggiunge il fatto che, stando a ciò che appare, si è tentato di utilizzare l’emergenza covid anche per fare cose che non sono trasparenti, come provare a fare acquisti senza rispettare le regole o favorendo qualcuno; si scoprono poi conti nei paradisi fiscali. Sono tutte cose che i cittadini lombardi non sapevano quando si è votato. Credo, quindi, che facciamo bene a chiedere la sfiducia.

Video dell’intervento»  

Le piazze di sabato lanciano un messaggio a Fontana

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Intervista di Affaritaliani.

Senatore Mirabelli, dopo la piazza è cambiato qualcosa?
Dalle sue ultime uscite risulta che Fontana finalmente abbia preso atto del problema. Dunque un risultato lo abbiamo ottenuto: Fontana ha preso atto che ci siano stati degli errori nella gestione del Covid. Era pericoloso che Regione non avesse capito che qui c'è stato il tasso di mortalità più alto. Evidentemente contrariamente al Veneto o ad altre Regioni il sistema sanitario non è stato in grado di far fronte all'emergenza. E siccome non è sfortuna, non si può dare la colpa al fato, evidentemente qualcosa non ha funzionato. Il negazionismo credo che sia la cosa più grave in assoluto.
Passiamo alla piazza di sabato. Per alcuni andavano chieste le dimissioni, per altri il commissariamento.
Io penso che una classe dirigente dovrebbe prendere atto del proprio fallimento. E' stato un fallimento prima perché il sistema sanitario non era attrezzato, e poi dopo perché durante l'emergenza si è pensato di più a fare politica polemizzando con il Governo e a fare conferenze stampa piuttosto che ad affrontare la questione. Ora io sono perché si stia su questo, sui dati. Trovo che commissariamento sia una scorciatoia che ci riporta a un dibattito che viene percepito come ideologico e politicista e che non aiuta a mettere la Regione di fronte alle proprie responsabilità.

In piazza per chiedere un cambiamento nella sanità in Lombardia

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Oggi in Piazza Duomo a Milano in tanti e distanziati a chiedere a Regione Lombardia un cambiamento: la presa d’atto del tragico fallimento della sanità lombarda di fronte al Covid e agire di conseguenza.
Non è stata sfortuna se in Lombardia ci sono stati così tanti contagi e un tasso di mortalità altissimo, il più alto d’Europa in rapporto alla popolazione e ai contagi.
“L’eccellenza lombarda” non ha tutelato i cittadini; ha lasciato soli troppi malati.
Una politica seria deve partire da qui: capire cosa non ha funzionato perché non ricapiti. Negare il problema, dire che è stato fatto tutto giusto, non solo è ridicolo ma anche colpevole.
Un sistema sanitario tanto avanzato e celebrato ha fallito per come è stato concepito, perché i fondi che dovevano servire per i Pronto Soccorso e le terapie intensive sono stati indirizzati altrove, come ha dimostrato l’inchiesta su Maugeri e San Raffaele e perché Maroni ha cancellato la sanità territoriale e chi è venuto dopo ha solo gestito l’esistente.
I lombardi non meritano una classe dirigente che, per difendere se stessa, rischi di farci rivivere la tragedia che abbiamo vissuto negando i problemi.

In Regione grave scorrettezza istituzionale

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L’elezione di Patrizia Baffi (Italia Viva) con i voti della maggioranza di centrodestra a Presidente della Commissione d’Inchiesta in Consiglio Regionale della Lombardia sulla gestione dell’emergenza sanitaria per il covid-19, oltre ad essere una gravissima scorrettezza istituzionale, che nella sostanza viola il principio che attribuisce alle opposizioni la scelta dei Presidenti delle Commissioni di inchiesta, è l’ennesima dimostrazione che Lega e Forza Italia in Lombardia vogliono nascondere ciò che è accaduto.
Tutto ciò non è un problema solo per noi o per le opposizioni ma per i lombardi.
Continuare a negare la realtà, il dato che qui c’è stata la mortalità più alta d’Italia e di Europa, forse del mondo, significa rinunciare a cercare una spiegazione; significa rinunciare a capire per correggere ciò che non ha funzionato. Soprattutto, significa lasciare tutto com’è e esporre di nuovo i lombardi all’epidemia, in caso riprenda, senza difese adeguate.