Le proposte Pd per la Giustizia

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Intervento al webinar del PD con il Segretario Letta e i referenti in materia di Giustizia (video).

Mi pare molto importante la scelta di dare questo rilievo all’impegno e alle proposte del PD sulla Giustizia.
Le ragioni le ha esplicitate bene il Segretario Letta, credo che questo sia il momento del fare. Siamo di fronte ad una necessità e adesso sulla Giustizia bisogna fare concretamente le riforme e chiudere una fase troppo lunga in cui la Giustizia è stata usata come campo del conflitto politico, anziché come campo su cui intervenire per facilitare la vita dei cittadini e costruire un Paese più giusto.
Oggi presentiamo delle proposte che sono frutto di una riflessione ma anche di un lavoro che è già stato fatto e innerva i testi di legge su cui si sta discutendo sia sul processo civile che sul processo penale.
Voglio rivendicare il fatto che abbiamo sostenuto scelte sul Recovery Plan e sull’utilizzo delle risorse europee che oggi danno una direzione. Per noi è fondamentale mettere mano all’organizzazione della Giustizia e che questo è il tema principale da affrontare soprattutto per ridurre i tempi del processo civile, infatti, abbiamo fatto bene ad insistere perché ci fossero quelle 16mila assunzioni di personale per rafforzare gli Uffici del Processo e quei 4.000 assunti nuovi per far funzionare la digitalizzazione e l’edilizia giudiziaria.
Voglio anche rivendicare il lavoro fatto sul carcere, soprattutto dall’allora Sottosegretario Giorgis.
Abbiamo fatto delle scelte importanti.
Abbiamo scelto di intervenire per mettere mano alle strutture carcerarie non soltanto per aumentare i posti ma soprattutto per aumentare gli spazi di trattamento, lavoro, studio all’interno delle carceri. Questo è il segnale che la nostra proposta corrisponde ad un’idea della pena che deve essere legata al mandato costituzionale, cioè rieducativa e volta al reinserimento in società. Per questo, quindi, penso che dobbiamo lavorare molto di più non solo sulla qualità del carcere ma nelle proposte insistiamo anche sulla necessità delle pene alternative, che tra l’altro hanno funzionato, come dimostrano i provvedimenti presi durante la pandemia, che non hanno prodotto più insicurezza.
Credo, inoltre, che dovremmo trarre da questa fase la necessità di dare alcuni spunti sulla questione del carcere. Forse non ce la faremo a fare una riforma complessiva ma alcune cose si possono comunque fare, come ad esempio aumentare il tempo che viene scontato alle pene per chi tiene una buona condotta. Credo che questo possa essere un segnale importante per il mondo delle carceri che, in questo anno e mezzo, è stato chiuso e non ha potuto avere benefici. Far passare da 45 a 60 giorni al mese lo sconto di pena per buona condotta, quindi, può essere una strada che indica la giusta direzione.

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