Riconoscenti a investigatori e magistrati, lo Stato c’è

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Gli arresti di questa mattina nell'ambito di varie inchieste hanno decapitato il clan mafioso dei Noce a Palermo e la locale 'ndranghetista di Verona, dimostrano che lo Stato c’è, combatte e vince contro la criminalità organizzata.
Dobbiamo essere riconoscenti agli investigatori e ai magistrati che con impegno e professionalità hanno portato a questi risultati.
Ancora una volta da queste inchieste risulta evidente che le mafie si sono insediate su tutto il territorio nazionale e quindi vanno ascoltati i richiami a tenere alta la guardia, soprattutto in questi momenti di crisi, che vengono da tanti magistrati. L’impegno di tutte le istituzioni è necessario e indispensabile.

Riformare il CSM

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Intervento in Tv a "Quarta Repubblica" (video).

Credo che quello che emerge dalle intercettazioni sia gravissimo e preoccupante e debba spingere la politica e la stessa magistratura a mettere mano al CSM e lavorare per rompere ciò che si evince da queste intercettazioni. Il tema è quello delle correnti che definiscono tra loro alleanze, che sono anche politiche (che non vuol dire che siano partitiche o che abbiano collegamenti con i partiti).
È evidente che prevale non la ricerca della miglior situazione in cui mettere la magistratura per operare al meglio per il bene del Paese.
Non emerge un’attenzione al merito ma emerge altro.
Emerge un’alleanza tra persone, correnti della magistratura, che ha come primo scopo quello di governare i posti di potere e le carriere.

Lo Stato c'è e continua a combattere le mafie

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Intervento svolto in tv a 7Gold (video).

In questi mesi lo Stato ha dimostrato di essere forte e capace di combattere la criminalità organizzata: ci sono state diverse inchieste recenti che hanno portato all’arresto di interi clan mafiosi che si erano insediati anche al Nord. Lo Stato c’è, quindi, e continua a combattere le mafie.
C’è, infatti, il rischio concreto che in questa fase di crisi le mafie si presentino come coloro che possono garantire assistenza, soprattutto in realtà più deboli dal punto di vista sociale, come al Sud mentre al Nord come coloro che possono garantire liquidità e servizi alle imprese. Dobbiamo, quindi, lavorare per contrastare tutto questo. Il primo strumento di contrasto è quello di evitare che le mafie possano trovare una domanda. Questo vuol dire che dobbiamo essere più bravi di ciò che siamo stati fino ad ora a garantire liquidità alle aziende e a stare vicino a tutte le persone che con la crisi dovuta al coronavirus hanno visto venir meno il loro reddito. Poi bisogna mettere in campo delle misure specifiche. Sicuramente è una parte fondamentale di tutto ciò la tracciabilità dei finanziamenti, il controllo delle aziende che andranno a beneficiare dei finanziamenti pubblici o che andranno a partecipare agli appalti.

Il sacrificio di Falcone e la difesa della democrazia dalla minaccia mafiosa

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Articolo pubblicato su Immagina.

La strage di Capaci e quella in cui perse la vita Paolo Borsellino hanno segnato il punto più alto dell’attacco della mafia allo Stato, alla nostra democrazia e alla nostra convivenza. Ma proprio quando Cosa Nostra sembrava più forte tutto il Paese ha reagito. Uno straordinario movimento di popolo e le istituzioni, insieme, hanno battuto quel disegno eversivo e sconfitto Cosa Nostra. E fu proprio Falcone con le sue intuizioni e il suo lavoro, grazie alla costruzione della Direzione nazionale antimafia e alla comprensione della necessità di “seguire i soldi”, di indagare cioè sui movimenti finanziari e di partire da lì per colpire le mafie, ad indicare la strada.
Falcone è stato ucciso, insieme alla moglie e alla scorta, perché colpendo lui si voleva impedire si realizzassero quei progetti e si voleva punire chi aveva avuto il coraggio di decapitare i vertici mafiosi. Questo Paese dovrà sempre essere grato e riconoscente ad un uomo che ha sacrificato la vita per consentire all’Italia di avere, oggi, strutture investigative e norme di contrasto alle mafie considerate tra le più efficaci ed efficienti e da cui tutto il mondo prende esempio.
Ricordare Falcone oggi significa sapere che le mafie sono certo cambiate, che la loro pericolosità per la nostra democrazia e la nostra convivenza è sempre enorme e che combatterle deve essere una priorità per le istituzioni.