La politica ascolti il Garanti dei detenuti

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Oggi alla Camera dei Deputati, Mauro Palma, il Garante dei diritti delle persone detenute, ha presentato una relazione importante che la politica deve ascoltare e che ci deve spingere a fare ciò che serve per migliorare le condizioni di detenzione e evitare di tornare al sovraffollamento, patologia negativa del nostro sistema carcerario.
L’attenzione a migliorare e a recuperare la funzione rieducativa della pena deve essere uno dei principi necessari per costruire la riforma del processo: aumentare il ricorso alle pene alternative e alla giustizia riparativa, insieme al rafforzamento degli organici del personale dedicato al trattamento esterno, sono le strade indicate anche dalla Ministra Cartabia che vanno perseguite per ridurre il sovraffollamento.
Ma una riflessione deve essere fatta anche sull’efficacia delle misure messe in campo di fronte alla pandemia: la possibilità di restare fuori dal carcere per chi gode dei permessi di lavoro esterno e la possibilità di concedere i domiciliari a chi deve scontare ancora un anno di pena sono stati provvedimenti utili, che non hanno creato problemi e che forse possono essere ripensati non solo come misure emergenziali.
Infine credo che, dopo la pandemia, l’isolamento e le difficoltà che si sono vissute nelle carceri, si debba valutare se non sia giusto per questi anni prevedere un aumento degli sconti di pena per buona condotta.

I referendum sulla Giustizia sono inopportuni

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Intervento a Radio Lombardia (video).

Penso che i referendum sulla Giustizia siano inopportuni.
Siamo in una fase importante in cui c’è un Governo di unità nazionale che si è costituito anche per fare la riforma della Giustizia.
In Parlamento si sta lavorando per trovare risposta ai grandi problemi della Giustizia italiana, che sono quelli che riguardano i cittadini: i tempi troppo lunghi delle cause civili e delle cause penali, la burocrazia, la non certezza della pena.
In Commissione al Senato è in discussione la riforma del processo civile mentre alla Camera dei Deputati ci sono la riforma del processo penale e del CSM.
Questo, quindi, è il momento di fare le leggi, non di ributtarci in una discussione che per vent’anni ha bloccato di fatto ogni possibilità di riforma perché il mondo si è diviso in pseudo-garantisti o pseudo-giustizialisti o in amici dei magistrati e nemici dei magistrati.

Colpisce la liberazione di Brusca ma la legge sui pentiti è fondamentale

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Ha ragione il Segretario Letta, la liberazione di Brusca è un pugno nello stomaco.
D’altra parte, per le nostre coscienze, nessuna pena potrebbe compensare la responsabilità per i tanti morti uccisi da Brusca e per l’orribile tragica fine del piccolo Di Matteo.
Non esiste risarcimento possibile, non può esserci nessuna comprensione.
Ma non deve esserci neppure nessuna strumentalizzazione di una sentenza emessa tanti anni fa in applicazione di una legge che ha consentito di dare colpi durissimi a Cosa Nostra, quella delle stragi e del terrore.
I pentiti sono stati e sono una risorsa fondamentale contro le mafie.
Creare le condizioni per ottenere la collaborazione è certamente doloroso ma necessario, ora serve garantire che Brusca non riallacci mai più rapporti con la mafia e la criminalità.


Vile l'aggressione ad Aiello ma non si spaventerà

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La notizia dell’aggressione subita dal collega Davide Aiello a Casteldaccia, in provincia di Palermo, è grave e pericolosa.
L’opera di denuncia del malaffare non si deve fermare e preoccupa che avvengano episodi del genere.
Questo vuol dire però che il lavoro del Parlamento e delle istituzioni contro la criminalità organizzata funziona.
Sono certo che Davide Aiello e tutto coloro che hanno a cuore la legalità non si spaventeranno per questi vili gesti.
A Davide giunga la mia personale solidarietà e quella di tutto il Pd.

Il referendum sulla Giustizia è contro le riforme

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Il Parlamento in queste settimane sta lavorando sulle riforme del processo penale, civile e del CSM. C’è la straordinaria opportunità di fare finalmente gli interventi necessari per una giustizia efficiente, che funzioni, che risponda ai cittadini e alle aziende in tempi ragionevoli, che garantisca meglio il rispetto dei diritti e delle garanzie. Fare queste riforme che sono parte integrante del PNRR è un impegno che si sono assunte tutte le forze che sostengono il governo Draghi.
Proporre oggi i referendum sulla giustizia rischia di rimettere indietro le lancette dell’orologio e riportarci al clima che da almeno 20 anni ha impedito in Italia la ricerca di risposte e soluzioni alle tante cose che non funzionano, preferendo il conflitto manicheo, utile solo per la propaganda, tra giustizialisti e garantisti, partito dei magistrati e partito contro i magistrati, eliminando ogni possibilità di incontro e confronto.
Per noi è il tempo delle riforme, di sostenere il lavoro del Ministro Cartabia, non quello delle bandierine da piantare.
È forse l’ultima occasione per cambiare e riformare la giustizia; sprecarla per interessi di bottega sarebbe imperdonabile.

Le mafie sono organizzazioni criminali nemiche della democrazia

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Le dichiarazioni di Rocco Papalia che rivendicano il ruolo suo e della ‘ndrangheta a Buccinasco meritano una risposta e non possono passare sotto silenzio. Ho firmato questo appello perché va respinto il tentativo delle mafie di essere considerate diversamente da ciò che sono: organizzazioni criminali nemiche della democrazia e della convivenza.

Testo del comunicato:

Condanniamo con fermezza la rivendicazione del boss di 'ndrangheta Rocco Papalia, che non ha niente a che fare con la costruzione della comunità di Buccinasco. Le parole hanno un peso specifico e quelle usate dal suddetto suggeriscono solo la storia criminale scritta nelle sentenze giudiziarie.
Il signor Papalia, che ha scontato una pena di 30 anni di carcere per una serie di reati, tra cui omicidio, traffico di droga e sequestro di persona, rivendica con fierezza l'aver costruito "mezza Buccinasco", pretendendo quasi un debito di riconoscenza dell'intera Comunità, come se lui fosse un benefattore, dimenticando di ricordare il prezzo pagato dalla città in termini umani e sociali. Le parole di Rocco Papalia sono un gravissimo atto contro lo Stato, contro il sindaco di Buccinasco Rino Pruiti e tutta la comunità di Buccinasco.