Non accettiamo lezioni sul rischio di infiltrazioni mafiose da chi vuole cancellare il codice antimafia

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Da quando è scoppiata l'emergenza economica post Covid il Pd, in piena sintonia con quanto affermato dal ministro Lamorgese e da tanti magistrati, ha denunciato, e l'ho fatto spesso personalmente da capogruppo in commissione Antimafia, i rischi di pericolose infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico e produttivo del Paese, sia al Sud ma anche al Nord. Accorgersi solo oggi di questo rischio, come fa la Presidente Bernini, solo per fare polemica con il governo ci sembra davvero sbagliato e fuori luogo visto che tra l'altro Forza Italia sostiene, insieme a Salvini, la necessità di abolire il codice antimafia e il codice degli appalti. Direi che da chi fa scelte del genere non abbiamo niente da imparare.

Ennesima operazione economica non trasparente della Lega

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Siamo di fronte all’ennesima operazione economica non trasparente che investe persone vicine alla Lega di Salvini su cui investigatori e magistratura hanno aperto una indagine arrivando oggi ad un arresto.
Si tratterebbe di una compravendita che avrebbe fruttato una plusvalenza di 400 mila euro e che coinvolgerebbe Lombardia Film Commission.
Ci auguriamo che Salvini, con la stessa prontezza con cui mette continuamente in dubbio la correttezza altrui, spieghi quello che sa di un’inchiesta che coinvolge il suo partito.

Rafforzare i presidi di legalità

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Gli arresti di stamattina a Milano confermano gli allarmi che in tanti hanno lanciato in questi mesi.
Le mafie e in questo caso la ‘ndrangheta cercano di appropriarsi dei soldi pubblici stanziati per far fronte alla crisi prodotta dal Covid-19.
Vogliono i soldi che servono alle aziende e al lavoro, cercano di insediarsi così, ancora di più, nell’economia sana soprattutto al Nord.
Tutto ciò conferma che bisogna tenere alta la guardia e rafforzare i presidi di legalità e che chi, come Salvini, propone invece la sospensione del Codice Antimafia e delle regole rischia di fare il gioco della criminalità.
Oggi la lotta alle mafie è sempre più una priorità e nessuno può pensare di delegarla alle sole forze dell’ordine.

La riduzione dell’uso del contante e la tracciabilità dei flussi finanziari sono indispensabili per combattere le mafie

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Oggi entra in vigore il nuovo tetto di spesa per l’uso del contante. Si abbassa a 2 mila euro e tra due anni è prevista una ulteriore riduzione a mille euro.
Insieme all’obbligatorietà e agli incentivi per l’uso dei pagamenti elettronici da parte degli studi professionali è una norma importante per contrastare l’evasione fiscale.
È normale che Salvini, che di lotta all’evasione non vuole sentire parlare contesti, il provvedimento. Ma è grave che un ex Ministro degli Interni non capisca quanto la riduzione dell’uso del contante e la tracciabilità dei flussi finanziari siano indispensabili per combattere le mafie, il riciclaggio e contrastare le infiltrazioni nella economia legale.
Mentre la crisi rischia di aprire spazi enormi alle mafie, non capire la necessità di controllare i flussi finanziari è davvero irresponsabile.