Dopo Expo, Milano riferimento mondiale per la ricerca con lo Human Technopole

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Articolo pubblicato da L'Unità.

Sette centri di ricerca, trentamila metri quarti destinati ad ospitare quella che vuole e può diventare una straordinaria occasione per la nostra città e per il nostro Paese. Questo in estrema sintesi e il progetto che Matteo Renzi ha presentato recentemente al Piccolo Teatro e che non solo sarà localizzato nell'area di Expo al posto dei capannoni dei Paesi che si stanno dismettendo, ma concretamente darà continuità proprio sui contenuti di Expo: nutrire il Pianeta, quindi l'alimentazione, la salute, la lotta alla malnutrizione e alla povertà. A chi era legittimamente preoccupato che il dopo Expo potesse coincidere solo con una speculazione edilizia nell'area e a chi, al contrario, ha temuto tempi biblici per la definizione degli interventi sul sito con conseguente degrado, le istituzioni milanesi, insieme al Governo, rispondono con lo “Human Technopole", una sorta di silicon valley che vuole attirare ricercatori da tutto il mondo per studiare e produrre nuove idee e nuove tecnologie che abbiano come obbiettivo migliorare la vita delle persone: salute, genetica, nanotecnologie per invecchiamento e alimentazione.

La lotta contro la mafia non sia usata per propaganda politica

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La lotta contro le mafie è una cosa molto seria che non deve essere usata per fare propaganda politica, tanto meno vanno alimentati sospetti senza fondamento per delegittimare l'avversario politico. Temo che le domande di Gibillini e Monguzzi a Beppe Sala rischino invece oggettivamente di inquinare la campagna per le primarie agitando allusioni senza fondamento. L'antimafia nazionale, l'Anac di Cantone e in ultimo la DIA hanno sottolineato l'efficacia del metodo che ha contrastato le infiltrazioni delle mafie negli appalti di Expo, tanto da proporlo come modello per gestire le grandi opere.
Questo mi pare un dato di fatto incontrovertibile di cui essere orgogliosi.
Ora, certamente, il merito è delle istituzioni che hanno collaborato per realizzare il contrasto, ma altrettanto certamente non si può sostenere che questo risultato sia stato ottenuto nonostante Beppe Sala o società Expo, che hanno fatto la loro parte.

Per la DIA Expo è un modello contro le infiltrazioni mafiose. Un riconoscimento che azzera le polemiche

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La relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia resa pubblica in questi giorni recita "Per quanto attiene al controllo delle procedure di affidamento ed esecuzione degli appalti pubblici, il successo del modello Expo, che ha visto la Dia volano delle attività di supporto alle autorità prefettizie, deve rappresentare un’eredità di metodo e di professionalità da non disperdere, che potrebbe essere mutuata per la gestione di altri grandi eventi." Si fa poi riferimento ai numerosi accessi ai cantieri e alle oltre cento tempestive interdettive che hanno efficacemente contrastato le infiltrazioni della criminalità in appalti considerati molto appetibili dalle mafie.
Questo risultato, già conosciuto dalla Commissione Antimafia e dalla stressata ANAC, è merito del lavoro degli investigatori ma anche della collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti senza la quale non avrebbero potuto funzionare le misure di prevenzione messe in atto.

Milano faccia suo il successo dell'Expo

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Articolo pubblicato da L'Unità (file PDF).

Expo è finita. Evviva Expo! È stato uno straordinario successo per Milano e per l'Italia.
Nonostante i tanti problemi, lo scetticismo che ha circondato la manifestazione fino al momento dell'inaugurazione e nonostante i ritardi accumulati negli anni precedenti avessero fatto sembrare impossibile la sua riuscita, i dati parlano da soli: più di 21 milioni di visitatori, di cui almeno 7 milioni provenienti dall'estero; le migliaia di eventi che hanno animato la città e che si sono aggiunti ai tanti incontri svoltisi quotidianamente nel sito espositivo e a Cascina Triulza che, insieme alla KIP - per la prima volta in un Expo - hanno ospitato le organizzazioni non governative della cooperazione internazionale e del volontariato.