Intervento in Senato durante la discussione su EXPO 2015

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Intervento in Senato durante la Discussione del disegno di legge “Conversione in legge del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'area industriale di Piombino, di contrasto ad emergenze ambientali, in favore delle zone terremotate del maggio 2012 e per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e la realizzazione degli interventi per Expo 2015” - Mercoledì 5 giugno 2013
 
Signora Presidente, io credo, come molti altri, come hanno detto bene i relatori, come ha detto bene il capogruppo Caleo, che questo sia un decreto importante e necessario, che affronta emergenze legate alle conseguenze drammatiche di alcuni eventi naturali. Ma è anche un decreto che affronta, purtroppo come emergenze, ma necessariamente come emergenze, alcune occasioni ed opportunità di sviluppo e di crescita che questo Paese non può perdere.

DL EMERGENZE: "GRAZIE A NOI IMPORTANTI MIGLIORAMENTI PER EXPO 2015".

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"Spiace che la Lega abbandoni i lavori".
 Il testo approvato oggi in Commissione al Senato in sede di conversione in legge del decreto sulle emergenze, contiene, per quanto riguarda l'Expo 2015, importanti e significativi miglioramenti rispetto a ciò che il  governo Monti aveva deliberato. In particolare si sono chiarite regole e modalità per lo svolgimento del lavoro del commissario e definite le sue funzioni, per evitare ulteriori ritardi e garantire la realizzazione delle opere per Expo nei tempi dovuti.
Il nuovo testo contiene norme importanti che consentono il riuso di materie prime secondarie per recuperi ambientali, la realizzazione di opere infrastrutturali ed esentano dal pagamento dell'Iva per le spese relative all'allestimento del Padiglione Italia.

Expo 2015, tutte le colpe di Formigoni

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E' comprensibile che il presidente Formigoni, di fronte all’opinione pubblica, voglia esaltare e valorizzare un evento come quello di Expo 2015, però, all’interno del consiglio regionale (in cui martedì scorso si è svolta una discussione su questo tema) era bene dirsi le cose per quelle che sono, evitando di presentare la situazione in maniera un po’ troppo ottimistica rispetto alla realtà.
Fin dall’inizio della vicenda di Expo 2015, il Partito democratico non ha mai fatto mancare il proprio sostegno all’iniziativa, anzi, abbiamo sostenuto convintamente la candidatura della città di Milano e abbiamo contribuito a fare in modo che il capoluogo lombardo fosse scelto come la sede dell’evento. Non abbiamo fatto e non faremo mancare neanche adesso il nostro sostegno ad Expo ma, se vogliamo la riuscita di questo evento, il nostro non può essere un sostegno acritico.

E DOPO L'EXPO?

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Indubbiamente Letizia Moratti ha fatto perdere alla città molti mesi che peseranno sull’esito di expo.  Il tema del contendere è stato il nodo delle aree su cui si svolgerà l’evento. Questo è il primo Expò nella storia che è destinato a svolgersi su aree originariamente di proprietà privata e non pubblica, da qui il problema di acquistarle quanto piuttosto di altre soluzioni.

Il consiglio regionale, sicuramente le opposizioni ma anche il presidente Formigoni hanno sempre sostenuto la soluzione più chiara: l’acquisto.
Il sindaco ha sostenuto altre soluzioni molto meno trasparenti: il comodato d’uso o le varianti urbanistiche.
Ora la scelta sembra finalmente fatta: l’acquisizione delle aree di Expo da parte di una società “pubblica” Newco.  Il valore delle aree verrà determinato, a norma di legge, garantendo l’interesse pubblico, da un osservatorio del mercato imparziale. È stato riconosciuto che l’acquisto al prezzo determinato da un ente terzo è l’unica strada perseguibile, politicamente e legalmente. Se verrà confermata questa scelta si tratta evidentemente di una sconfitta e di una sconfessione di una strategia sbagliata  che Letizia Moratti ha perseguito facendo perdere alla città tempo e denaro e all’expo credibilità.
 Anche la scelta di una società interamente formata da soggetti pubblici per l’acquisto delle aree che sembra profilarsi, va nella giusta direzione e consente ora di aprire una discussione dai contorni ben definiti sull’Expo ma, soprattutto, sul dopo Expo.