Expo: persi 2 anni in chiacchiere sulla governance non per i controlli

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Su Expo, il problema è che si sono persi due anni a discutere di governance, di organizzazione, di vertici della società fra Comune e Regione, fra Moratti e Formigoni. A frenare i lavori non è Raffaele Cantone o i controlli della Prefettura di Milano - come ha affermato Diana Bracco in un'intervista al Corriere della Sera - anzi, i controlli sulle infiltrazioni della criminalità organizzata stanno funzionando, così come l'impegno della Prefettura sta dando frutti e non rallenta i lavori di Expo.
Lo stesso Cantone sta valutando di sperimentare il commissariamento delle aziende ma tutto questo non rallenta i tempi di realizzazione di Expo. I tempi per realizzare bene l'esposizione universale ci sono. Certo, va valutato anche il tempo legato alla congestione dei Paesi che stanno accedendo tutti insieme ai diversi Padiglioni. Ma sono certo che alla fine l'Expo ce la farà.

Expo: accuse gravi da non sottovalutare, Maroni chiarisca

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Sarebbe grave se si rivelassero vere le accuse rivolte al Presidente Maroni.
Dopo mesi di critiche al Governo per i presunti ritardi su Expo, scopriremmo che anziché fare la propria parte per la riuscita dell'evento, il Presidente avrebbe usato le società Expo ed Eupolis per sistemare persone a lui gradite non collocabili nell'organico regionale. Tra l'altro, Eupolis è una società regionale costretta dalla legge a rinunciare a gran parte dei lavoratori con contratto a termine e questo fatto, se si verificasse la fondatezza delle accuse, renderebbe ancora più gravi le responsabilità di Maroni.
A questo punto attendiamo dal Presidente chiarezza e spiegazioni urgenti, perché i fatti che stanno emergendo sono gravi e non vanno sottovalutati.

Expo: Maroni stia sereno, il 15 aprile 2015 potrà pavoneggiarsi a inaugurazione

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Mentre il Presidente del Consiglio é in Cina a promuovere Expo e il nostro Paese, il Presidente della Lombardia spiega ai giornalisti che non sa se Expo potrà essere pronta in tempo.
E' l'ennesimo intervento in questo senso di Maroni il quale, anziché valorizzare l'esposizione universale del 2015 o proporre iniziative per garantirne il successo, preferisce mettere le mani avanti e scaricare sugli altri, questa volta sul commissario straordinario, un'altra sul Presidente del consiglio o sul sindaco di Milano, le eventuali responsabilità di un fallimento che non ci sarà.
Colpisce ancora una volta che Maroni, anziché fare il suo lavoro e assumersi le proprie responsabilità e risolvere i problemi, preferisca fare previsioni, essere profeta di sventura e segnare la propria estraneità a ciò che succede.
Il Presidente della Regione stia comunque sereno: siamo sicuri che il 15 aprile 2015 sarà in prima fila a pavoneggiarsi all'inaugurazione di Expo.

Expo: la conferma degli appalti fa sperare che i PM siano intervenuti in tempo

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L'audizione del commissario di governo Giuseppe Sala da una parte ha ribadito l'utilità e l'efficacia dei protocolli messi in atto per impedire le infiltrazioni mafiose nella realizzazione di Expo, dall'altra ha confermato che le norme contro la criminalità organizzata non sono sufficienti per evitare la corruzione, ma servono interventi significativi sulla disciplina degli appalti pubblici.
Occorre mettere nell'agenda parlamentare, al più presto, una modifica legislativa che impedisca la possibilità di spacchettare gli appalti per evitare le procedure pubbliche e impedire la partecipazione ai bandi di chi è stato più volte condannato per corruzione e concussione. Il fatto che la magistratura non abbia bloccato nessuno degli appalti stipulati in questi mesi per Expo, come Sala ha confermato, è un buon segnale per il futuro della manifestazione e fa sperare che i PM siano intervenuti in tempo per impedire che i progetti criminosi della "cupola" si concretizzassero.

Video del servizio di Rai Tg Parlamento sulla vicenda»