Allontanare dalle case popolari chi minaccia e intimidisce

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L'ennesima minaccia a Fabio Galesi ripropone concretamente un tema su cui abbiamo insistito ieri durante le audizioni della Commissione Parlamentare Antimafia a Milano: ci sono persone e famiglie che non sono abusivamente nelle case popolari ma che attraverso intimidazioni e minacce tentano di controllare il territorio impedendo alle persone di vivere liberamente e costringendole a convivere con la illegalità.
Di fronte a queste presenze le istituzioni non possono abbandonare i quartieri e devono trovare le modalità per sradicare dal territorio questi soggetti e impedire loro di continuare a vivere in alloggi pubblici, continuando a vessare i cittadini onesti.
Credo che la vicinanza e la solidarietà a Fabio debba esprimersi con atti concreti che, come detto ieri, sono prioritari.

Aler: Maroni e Salvini smettano di spiegare agli altri cosa devono fare

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Dopo che il centrodestra ha governato per anni Aler e aver consentito il degrado e l'illegalità nei quartieri popolari, Salvini, Maroni e Gelmini farebbero bene a risparmiarci la propaganda di queste ore e a rispettare l'impegno del comune di Milano contro le occupazioni abusive e per fronteggiare l'emergenza abitativa. 
A Milano serve lasciar lavorare la prefettura e le forze dell'ordine per realizzare le misure concordate in questi giorni. Continuare a spiegare a chi sta lavorando cosa deve fare anziché occuparsi di fare il proprio dovere è inutile e dannoso, serve solo ad alimentare tensioni in città e ad allontanare la soluzione dei problemi. Maroni e Salvini, visto che Regione e Lega controllano Aler, facciano lì quello che devono fare per difendere la legalità e far stare meglio chi abita in quei quartieri.

Inaccettabili comportamenti che mettono in discussione la convivenza democratica

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Intervento in Senato sul raid degli antagonisti al Circolo PD del Corvetto dove era in corso una riunione del sindacato SUNIA.

Intervengo in Senato, anche a nome degli altri colleghi, sui fatti verificatisi questo pomeriggio a Milano, che reputo gravissimi.
Fortunatamente non ci sono state vittime e non si è fatto male nessuno, ma credo che questo Parlamento debba guardare con preoccupazione a quello che è successo.
Quindici delinquenti - perché di questo si tratta - incappucciati, con striscioni che si richiamavano a movimenti antagonisti, sono entrati in una sede del Partito Democratico, dove si svolgeva una riunione del sindacato degli inquilini SUNIA (quindi erano riuniti prevalentemente pensionati e cittadini per discutere del loro quartiere e della condizione delle loro case) e questi delinquenti hanno devastato la sede, hanno lanciato fumogeni e svuotato gli estintori ed hanno spaventato moltissimo chi era lì in riunione.

Chi aggredisce cittadini e pensionati va punito subito

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Chi aggredisce cittadini e pensionati riuniti per discutere cosa fare per migliorare la vita del proprio quartiere si colloca fuori da ogni regola democratica e di convivenza civile. Chiunque siano i delinquenti che hanno aggredito, nella sede del Partito Democratico, la riunione del Sunia vanno condannati e perseguiti subito e con severità. Ancora una volta si strumentalizza un bisogno reale come quello della casa per giustificare violenze e illegalità.
Chiediamo alle Forze dell'Ordine di non lasciare più spazio a chi, in questi mesi, ha usato le occupazioni abusive come manifesto politico, riportando il tutto alla reale dimensione di atti delinquenziali.

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