Responsabilità di ALER sui problemi delle case popolari a Milano

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Intervento ad Aria Pulita - 7 Gold

Mi occupo di case popolari da molto tempo.
Dal Parlamento, nella legislatura appena conclusa, con la Legge sull’emergenza abitativa di cui sono stato Relatore, abbiamo messo in campo molte norme utili: ad esempio, sono state stanziate risorse affinché venissero ristrutturati al più presto gli alloggi vuoti per poterli assegnare; abbiamo introdotto una norma per impedire ai gestori di consentire allacciamenti alle forniture a chi è abusivo.
Rispetto alle inefficienze, quindi, ci sono delle responsabilità precise.
Sulla questione delle occupazioni abusive, la legge prevede che le forze dell’ordine debbano ricevere una segnalazione dal proprietario dell’immobile (ALER per molte case popolari di Milano) entro le 48 ore per intervenire.
Se ALER non esce tempestivamente, quindi, non si può ottenere neanche l’intervento immediato per sgomberare gli occupanti abusivi e poi le procedure si allungano e si complicano.
ALER ha responsabilità per l’inerzia totale rispetto a queste vicende per burocrazia, abitudine, disattenzione.

Novità importanti per le Cooperative a proprietà indivisa

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Articolo pubblicato dalla rivista "Abitare nei Quartieri".

La legge finanziaria per il 2018 contiene misure rilevanti e innovative per le cooperative a proprietà indivisa.
In questi anni abbiamo lavorato molto in Parlamento perché ci fosse il riconoscimento del ruolo sociale di queste realtà. Siamo così riusciti con la legge sull’emergenza abitativa, di cui sono stato relatore, e nel 2015 ad ottenere il riconoscimento del fatto che la proprietà indivisa andava riconosciuta come “prima casa” e, quindi, esclusa dal pagamento di IMU e TASI. Come molti soci ricorderanno, inoltre, la battaglia per ottenere questo risultato non fu scontata e va a merito soprattutto delle tante mobilitazioni fatte dai soci stessi.

Oggi, con questa legge finanziaria, si raggiunge finalmente un altro obbiettivo importante per cui si è lavorato tanto in questi anni: la possibilità cioè per le nostre cooperative di poter beneficiare delle detrazioni previste per l’efficentamento energetico degli appartamenti e dei condomini, per i lavori di ristrutturazione edilizia e per gli interventi sul verde esterno. Da queste opportunità erano finora escluse le cooperative.

Ecobonus nell’edilizia e rinnovo del CdA di Abitare

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Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove di giugno.

Uso spesso questo spazio per raccontare i lavori parlamentari e le leggi più importanti che vengono approvate. Credo però che sia anche utile, quando è possibile, rendere conto dei risultati che si sono ottenuti grazie a quelle leggi.
In questi giorni, il Servizio studi della Camera dei Deputati in collaborazione con il Cresme ha presentato un rapporto sugli effetti prodotti dagli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico e ristrutturazione edilizia (i famosi ecobonus). I dati confermano la bontà di una scelta, che in questa legislatura è stata rafforzata, che prevede detrazioni fiscali del 50% per gli interventi che vanno dalla sostituzione degli infissi, alla sostituzione delle caldaie fino ad interventi di riqualificazione globale.
In particolare il 2016 è stato l'anno in cui si è verificato un vero e proprio record per numero di interventi ed investimenti attivati grazie agli ecobonus.

La cooperazione e le politiche per la Casa

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Intervento svolto ad un incontro a Cusano Milanino (video).

La cooperazione è stata importante per il Paese perché se molti lavoratori hanno avuto l’accesso alla casa a prezzi compatibili è stato proprio grazie al movimento cooperativo.
In questi anni di transizione anche le cooperative hanno dovuto subire dei cambiamenti ma questo non ha fatto venir meno il loro ruolo.
Nel corso della legislatura appena conclusa abbiamo lavorato in questo senso. Ho fatto il relatore della legge per l’emergenza abitativa e, a partire da lì, abbiamo sempre provato a salvaguardare le cooperative e, soprattutto, a dare un riconoscimento rispetto alla funzione sociale che hanno e che, in alcuni momenti del passato, sembrava persa anche da parte della cooperazione stessa perché si è pensato di più al mercato e al fare impresa.
Oggi, il rapporto tra i soci e le cooperative è cambiato molto e si fa sempre più fatica a valorizzare il ruolo sociale che invece continua ad essere valido. Le cooperative, infatti, possono dare un contributo importante per rispondere alle domande abitative.
Sul tema delle cooperative a proprietà indivisa, nel corso della legislatura appena conclusa, abbiamo fatto un lavoro importante.

Le politiche abitative

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Intervento svolto ad un incontro a Cinisello Balsamo.

Il punto di riferimento delle politiche abitative di questa legislatura è stata la legge sull’emergenza abitativa che abbiamo approvato nella fine del 2015 e che ha introdotto una serie di innovazioni nelle politiche della casa.
Da tempo avevamo un problema abitativo molto forte che, con la crisi, è notevolmente aumentato. Un problema deriva dal fatto che, in Italia, il mito della casa di proprietà è molto al di sopra rispetto a quanto avviene nel resto d’Europa: siamo l’unico Paese europeo che ha l’82% delle famiglie con una casa di proprietà mentre negli altri Paesi viene privilegiato l’affitto e le politiche abitative guardano di più alla necessità di facilitare la locazione.
Questo quadro ha comportato il fatto che per un lavoratore dipendente con un reddito medio - non solo quindi per le fasce più deboli - era diventato molto difficile trovare case da comprare ma anche in affitto (perché queste hanno assunto costi impraticabili).
Questo problema è aumentato in questi anni e, di conseguenza, abbiamo fatto una legge sull’emergenza abitativa con l’idea di intervenire per provare a rispondere a queste esigenze.
La prima cosa che abbiamo fatto è stata proprio quella di provare a cambiare verso, nel senso di costruire una legge che incentivasse l’affitto e non l’acquisto della casa.

Casa, un perenne bisogno

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Intervento svolto a Vimodrone (video).

Parlerò delle questioni relative alle politiche abitative affrontate in questi anni in Parlamento, sapendo che probabilmente, nonostante siano state fatte molte cose, non sono sufficienti a risolvere i problemi.
Al tema dell’abitare si riserva spesso un’attenzione che non è all’altezza della domanda che viene dai cittadini. C’è una domanda irrisolta di abitazioni e anche di qualità dell’abitare.
La politica non ha ancora introiettato il fatto che questa sia una priorità.
Il fatto che le questioni riguardanti la casa siano di competenza regionale non può essere una scusa per non affrontare il tema dell’abitare in maniera più cogente.
In questa legislatura, in realtà, qualche segnale positivo c’è stato. Due anni fa è stata fatta una legge sull’emergenza abitativa che è stata l’occasione per restituire una dimensione politica alla questione dell’abitare, per la prima volta dopo molti anni.
Dopo l’abolizione dei fondi GESCAL è entrato in crisi il modello con cui si erano costruiti i grandi quartieri popolari per dare una risposta abitativa ai ceti medio-bassi.